Cazzeggiando allegramente per il web trovo un divertente commento al libro di Piergiorgio Odifreddi "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)". E' tratto da "il Foglio" diretto dal molto intelligente Ferrara (:D come no!). Potete già immaginare il tono che potrà avere, così non lo commento. (Vi dico solo che Odifreddi può piacere o meno, ma se si fa un commento ad un libro, si parli del libro! - vi posto il link dell'articolo, ma vi dico subito che è indecente.) Cmq c'è una parte che dovete leggere assolutamente, così avete una ragione in più per partecipare al nuovo v-day di Beppe Grillo. Come può un giornale che ha per direttore Ferrara (cioè, dico: Ferrara!) e che pubblica roba come il già citato articolo? Vabbe', ecco quello che voglio mostravi. Di Giuliano Zincone: "[...] l'autore [Odifreddi] spiega che la religione dei cretini [la parola "cretino" deriva proprio da "cristiano"] s'è molto diffusa "perché, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un'intelligenza inferiore alla media(na)" (citazione dal libro di Odifreddi).
Non riesco a capire come sia stato possibile eseguire una simile statistica. Misurando (e come, e per quanti secoli?) tutti i QI del pianeta? Esaminando campioni, come per gli exit polls? E con quali criteri si pesano, i livelli intellettuali? Chi li determina? A quali parametri debbono conformarsi? Forse a quelli scolpiti dai logici/matematici dell'occidente? E con chi fa media la media(na), se la metà risulta inferiore alla media? E se la media non fosse la maggioranza (come presumono molti cretini), che senso avrebbe disprezzare la metà del mondo? Qui s'è inceppata la mia lettura: invece d'andare avanti, mi sono impelagato in queste futili domande, cui certamente Odifreddi potrebbe rispondere con una semplice formula. [...]"
Bello eh! A me ha fatto proprio ridere, se certe cose non si sanno è meglio star zitti piuttosto che scrivere di essersi inceppato in futili domande...
Non riesco a capire come sia stato possibile eseguire una simile statistica. Misurando (e come, e per quanti secoli?) tutti i QI del pianeta? Esaminando campioni, come per gli exit polls? E con quali criteri si pesano, i livelli intellettuali? Chi li determina? A quali parametri debbono conformarsi? Forse a quelli scolpiti dai logici/matematici dell'occidente? E con chi fa media la media(na), se la metà risulta inferiore alla media? E se la media non fosse la maggioranza (come presumono molti cretini), che senso avrebbe disprezzare la metà del mondo? Qui s'è inceppata la mia lettura: invece d'andare avanti, mi sono impelagato in queste futili domande, cui certamente Odifreddi potrebbe rispondere con una semplice formula. [...]"
Bello eh! A me ha fatto proprio ridere, se certe cose non si sanno è meglio star zitti piuttosto che scrivere di essersi inceppato in futili domande...
1 commento:
Ecco perchè i giornalisti non capiscono nulla delle statistiche...
Ci vorrebbe uno statistico-giornalista (che, a dirla tutta, sarebbe il mio sogno...)
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