venerdì 11 gennaio 2008

La probabilità, l'intelligenza e l'ideale

Oggi ho letto una frase che mi ha fatto riflettere per circa 2 secondi (quasi un miracolo!!!), ed è questa: "Tutti i cretesi dicono il falso" (attribuita da S. Paolo a Epimenide di Creta). Ora, l'autore è Cretese, quindi mente, allora siamo di fronte ad un paradosso... oppure no?!

Naturalmente nel mondo della logica ovvero della matematica ovvero dell'ideale, questo è un paradosso da cui non si esce. Punto. Ma, ahimé viviamo in un mondo non ideale e, almeno al livello di vita di tutti i giorni, nemmeno tanto logico. Allora analizzando la frase si scopre che c'è una parola che porta con se dei problemi: tutti. Indicando tutti, l'autore della frase ha la pretesa di conoscere l'atteggiamento riguardo la verità di tutti i cretesi. Se i cretesi sono molti già possiamo dire che questa pretesa è impossibile da realizzarsi.

Ma se i cretesi fossero solo due e si mettessero d'accordo per dire sempre bugie? O addirittura se i cretesi fossero formati dal solo autore? Pensate veramente che siamo di fronte ad un paradosso? Se si, considerate ancora che manca un soggetto in questa discussione: l'osservatore, colui che interpreta e a cui viene rivolta la frase.

Ebbene nella vita reale noi (osservatori di tutto ciò che viene in contatto con la nostra vita) non cadiamo in paradossi, in quanto anche involontariamente utilizziamo la probabilità per discernere la realtà. Noi non possiamo assegnare a priori e con certezza infinita una probabilità 1 ad un qualsiasi evento, o se lo facciamo dobbiamo sapere che stiamo sbagliando. Noi non conosciamo tutte le variabili in gioco, e quella che pensiamo sia una probabilità certa con le conoscenze "attuali" può non esserlo approfondendo la conoscenza del problema che vogliamo affrontare.

Perciò se uno mi dice "Tutti i cretesi sono bugiardi", posso pensare ad esempio che la frase è vera perché mi fido di chi me lo dice, quindi assegno una probabilità certa, ma se poi scopro che è cretese allora la probabilità non è più certamente 1, altrimenti avrei un paradosso.

La probabilità esiste per evitare i paradossi, e finché non scopriremo un paradosso nel mondo reale, non è difficile pensare che tutto ciò che conosciamo sia profondamente e necessariamente probabilistico. W Bayes.

3 commenti:

Tiziano Crudeli For President ha detto...

Beh innanzitutto mi unisco al W Bayes...

Però non è vero che non posso mai dare probabilità = 1 ad un evento

La P(2>1)= 1

Non credo si possa dire che è falso

A parte la dimostrazione di Jacopo, naturalmente... :-D

Anonimo ha detto...

Il problema pero è che 2>1 è un'affermazione matematica (e quindi ideale) e per questo motivo è certa. Il problema è nella realtà :D

PS: naturalmente il mio meditate statistici era ironico e volutamente provocatorio

Tiziano Crudeli For President ha detto...

Mi hai fregato... arghhhh

:-D

Figurati se mi offendevo... è che non mi viene in mente nulla di provocatorio contro i fisici... ma non potevi essere Ingegnere come tutti gli altri??
Beh, però posso prendermela con le psicologhe! :-P

asd asd