Volevo dedicare questo testo ad Alessandro (Gallo) e Albe, due amici che da sempre si interessano, nel senso più completo della parola, di come va il nostro povero paese. Il loro proverbiale pessimismo a riguardo, cela, secondo me, l'ottimismo di chi continua ad interessarsi, nonostante tutto, ad incazzarsi, a farsi domande, ad avere in testa delle lotte precise.
A tutti coloro che vivono in casa Perin o ci bazzicano sovente, suggerisco di usufruire dell'ascolto dal mio Windows Media Player ben più coinvolgente della lettura del testo.
"[parlato:] La legge italiana è assai educativa
è dolce e paterna, è un po' permissiva
ma quando abbandona le buone maniere
a volte fa piangere e a volte…. godere.
[parlato:] Le legge italiana che è ricca e abbondante
è molto distratta e assai tollerante
ma quando si sveglia colpisce a piacere
si dà un gran da fare e diventa…. potere.
La legge in un paese antico
in cui allo Stato ci si crede poco
dove esplodono i valori nazionali
soltanto in occasione dei mondiali
dove si avverte la coscienza vaga
el "vivi", del "godi", del "chissenefrega"
che è l'unico orgoglio del vero italiano
ma porta ogni volta a votare di meno
Ne han parlato alla Camera
e anche al Senato
La legge in un paese amato
dà per scontato il furto al supermercato
e cerca anche di non disturbare
l'onesto lavoro del contrabbandiere
e non metter le cinture è un grave errore
soltanto se il vigile ha voglia di scherzare.
La legge c'è, la legge non c'è.
La legge c'è, la legge non c'è.
La legge in un paese da capire
con tante coste e con tanto mare
dove arrivano persino coi pattini
milioni e milioni di clandestini
dove i nostri operai sono poco pagati
grazie al buon lavoro dei sindacati
dove il geniale impegno del governo
è sviluppare il non-lavoro nel Mezzogiorno
Ne han parlato alla Camera
e anche al Senato
La legge in un paese un po' in ribasso
dove le tasse sono un paradosso
dove chi paga tutto proprio tutto
è visto con stupore e con sospetto
dove è implicita l'antica usanza
di fare un buon accordo con la finanza.
La legge c'è, la legge non c'è.
La legge c'è, la legge non c'è.
La legge in un paese poco serio
dove non manca niente tranne il necessario
e l'idea del vero non ci sfiora affatto
e sui giornali si può scrivere di tutto
dove in occasione di drammi mondiali
noi, modestia a parte, siamo i più solidali
Ne han parlato alla Camera
e anche al Senato
La legge in un paese birichino
in cui ultimamente si ride di meno
dove ci sono i giochi del gran capitale
che è una specie di mafia però è più legale
che noi senza perdere neanche una guerra
potremmo un giorno trovarci col culo per terra.
La legge c'è, la legge non c'è.
La legge c'è, la legge non c'è
La legge in un paese irrazionale
dove s'è ingorgato lo stato sociale
dove i diritti del pensionato e del malato
non li sa né il funzionario né l'impiegato
figuriamoci l'interessato
dove le carceri son così accoglienti
che non c'è più posto per altri delinquenti
dove senza isteria e con grande fermezza
ci si pone il problema della sicurezza
Ne han parlato alla Camera
e anche al Senato
La legge in un paese alla deriva
fa sì che la giustizia sia un po' riflessiva
e se vuoi far valere le tue ragioni
dovrai aspettare due o tre generazioni
e nei tribunali in archivi segreti
c'è la storia d’Italia di tutti i partiti
e siccome nessuno è senza peccato
si può ricattare tutto lo Stato
Di questo alla Camera non hanno parlato
e neanche al Senato
Lo Stato c'è, lo Stato non c'è.
Lo Stato c'è, lo Stato non c'è.
Lo Stato c'è, lo Stato non c'è.
Lo Stato c'è, lo Stato non c'è. "
Gaber-Luperini
lunedì 14 gennaio 2008
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1 commento:
Se si considera che la versione originale di questa canzone è del 1998 (quest'anno compie 10 anni), si capisce come le cose in Italia non cambiano mai. Spero che un giorno la maggior parte delle canzoni di Gaber risultino anacronistiche (nel senso che le cose che dice non accadano più, e non che le cose vadano sempre peggio :D).
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