Azienda al completo di cui abbiamo una diapositiva:
(i capi sono uno all’estrema destra uno al centro con le braccia incrociate).
Ora l’azienda di cui sopra ma in versione svacco totale:
Il contesto lavorativo potrebbe far pensare ad un soggiorno tranquillo, a delle serene giornate in informale ma garbata compagnia. Macchè, il mio destino è finire in una “gabbia di matti” dopo l’altra e anche stavolta non mi sono smentita. Un’avventura dopo l’altra.
Si inizia, dopo 10 ore di volo, col raggiungere dall’isola principale l’altra dove staremo a bordo di questo aeroplanino che ricorda decisamente quello con cui nella pubblicità gli imbecilli sbronzi di Amaro Montenegro andavano a recuperare l’antico vaso (ricordate?).
Al ritorno rischieremo anche la vita in pulmino andando contromano in una specie di superstrada, ma come potete vedere ho ancora la mia pellaccia addosso.
Le giornate passano stando a mollo in acqua, girando l’isoletta in bici, poi facendo il bagno, poi scalando le montagne di infradito, di nuovo a mollo, andando con la barchètta, tornando in acqua, abbandonati in mezzo al mare a fare snorkelling (tra pesci coloratissimi e tartarughe marine), e poi visitando parchi naturali con coco de mer e uccelli, e di nuovo facendo un altro bagno. Fra un po’ mi crescevano le squame.
Ma che bagni, ragazzi! Alcuni rilassanti con l’acqua calma e caldissima, altri sferzanti con le ondone da saltare che se non stai attento ti ritrovi tutto fuori dal costume.
Qui sopra il mare, la barchètta e il paesaggio.
L’alternanza di bagni e delle più svariate attività ha comportato la necessità di cambiarci e sistemarci in tempi molto stretti e spesso anche in situazioni abbastanza precarie e promiscue (ad esempio nei bagni del ristorante dove siano andati l’ultima sera asd).
Avrete capito da quello che ho detto fin qui che i miei colleghi nonché i miei capi sono tipi molto easy. Un sollievo per me che non sono esattamente un tipino ricercato. A parte le Seychelles, la cosa bella del viaggio è stata proprio l’allegra compagnia che ci siamo fatti tutti quanti.
Mo’ beccatevi pure la tartaruga. Non mi viene in mente nient’altro ma su richiesta vi racconto ciò che volete.
Qui a Milano le piogge d’aprile si sono momentaneamente calmate, dopo giorni che hanno dominato la scena imperterrite, ma.. “Io chiedo che cadano ancora sul mio orizzonte
Angusto e avaro di queste voglie corsare,
Per darmi un'occasione ladra, un infinito, un
Ponte, per ricominciare” (Guccini)
[Lo so che è maggio, ma dai, una concessione poetica ogni tanto]




e soprattutto dopo aver letto il relativo articolo...