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domenica 12 aprile 2009

Aggironamenti Pasquali


Ciao a tutti dalla vostra chioccia in versione Pasquale (di cui abbiamo una diapositiva)!
Anche la chioccia, per la ben nota proprietà transitiva, ha una mamma chioccia (naturalmente ancora più chioccia di lei) e un papà gallo, e come di consueto è tornata un pochino da loro in occasione delle feste, naturalmente dopo un periodo di duro, indefesso e pressante (eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhh) lavoro.
Questi pochi giorni a casa sono fitti fitti di impegni mondanissimi, per esempio.. beh.. ecco..ora mi viene in mente.. beh, sì venerdì in compagnia di mia Nonna (perchè gallina vecchia fa buon brodo) sono andata a Messa.
Beh, no, come potrei dimenticare l'aperitivo con una bella compagnia di amici ieri sera per festeggiare (dopo un accurato periodo di meditazione sull'evento) nientepopodimenoche la mia laurea?? Beh, no la triennale, era comunque la specialistica asd.
Mentre i giovani mondani dopo l'aperitivo vanno a bere qualcosa e poi a ballare, noi andavamo alla Veglia Pasquale. Quando si dice la trasgressività..
Per finire con gli impegni mondani, oggi è stata una giornata totalmente imperniata sul cazzeggio e sul mio impareggiabile amico divano (mi manca molto quando non ci sono..sigh sob (asd)). Spicca comunque il pranzo dalla nonna, scoprendo inaspettatamente che la gallina vecchia fa buoni pure i ravioli, oltre al brodo.
Stasera concerto dei Korona e domani superabbuffata dall'altra nonna-chioccia^3. Inoltre per la serie "i grandi eventi" c'è molta mobilitazione per la manifestazione che domani come di consueto riempirà San Marcello di milioni di persone, addetti del settore o semplici visitatori: LA SAGRA DELLA SALCICCIA.
Beh, che altro dire, un incoraggiamento a Paolo che grazie al suo nuovo blog ci aggironerà sulla sua vita lavorativa (ormai lavora anche Suor Paul...non c'è veramente più religione). Un abbraccio a tutti i miei amici polli.
Un sereno augurio di Buona Pasqua ad entrambi i lati di Cavaz, a tutti gli amici di Padova, nonchè a tutti quelli che da altrove (comprensivo di vari posti che non ho voglia di elencare) hanno il coraggio di seguire le nostre avventure da questo blog.
Dopo aver relazionato sugli ultimi giorni, parliamo dell'immediato futuro. Non differirà di una virgola rispetto all'immediato passato. E con questa frase avrei già detto tutto.
L'unica annotazione è sull'arrivo dei miei fatidici 25 anni (quando il numero di anni è un quadrato perfetto è proprio un traguardo, e quindi una batosta)
Mi piange il cuore di non poter festegggiare con ciascuno di voi (ma tanto non avevo un euro per offrirvi niente quindi non festeggiavo lo stesso, però almeno ho la scusa della lontananza) asd. Buonanotte, ora quasi quasi rivado a dormire...

mercoledì 23 luglio 2008

Marghe e l'agostano ritiro a vita privata

Dopo aver dato l'ultimo esame (universitario) della mia vita, nella fattispecie "Analisi dei dati categorialiihhhh" ritorno a casina, giusto per farmi vedere ogni tanto. Del resto niente mi trattiene più a Padova, nè esami, nè tesi che tanto Paggi Paggi è in vacanza, nè tantomeno quegli altri polli, come ho avuto già modo di fargli notare.
Il pomeriggio di lunedì se n'è andato nello svacco più totale, grazie al mio nuovo materasso Ikea e nonostante i miei ormai epici errori di misura riguardo ad esso. In serata aperitivo casalingo, ma soprattutto ipermegafantasticapizza preparata da Vale per festeggiare la fine di esami e impegni studenteschi per tutti, stare insieme prima della partenza di me e Jacopo, nonchè celebrare l'evento che tutti noi aspettavamo frementi da mesi osservando il calendario: il ritiro del mio piumone dalla lavanderia. Ringraziamo Vale per la sua pizza, nonchè tutti gli altri componenti della casa per quest'altro anno fantastico che abbiamo passato insieme; chè, si sa, nel paragrafo prima scherzavo.
Ieri mattina, dunque, il giorno della partenza mia e di Jacopo diretti rispettivamente nelle Marche e in Toscana. La mattinata si apre all'insegna di un frenetico riempire di valige, dell'ansia che non c'entrerà mai tutto, delle solite cose che per la fretta lascio a Padova: si annoverano già occhiali da sole e quaderno-con-appunti-importanti-per-tesi nella lista, e chissà quanto sarà lunga.
Al momento della partenza, appena usciti da casa, l'inverosimile: trascinando la quantità immane di bagagli in macchina, con la bocca leggermente aperta per l'affanno, che stavo appena arrivando...ingoio un moscerino. Che schifo, mai capitata una cosa del genere.
Dopo un viaggio anche questo di completo svacco arrivo a casa e formulo un programmino di tutto benessere per le prossime due settimane: due ore al giorno, dalle 2 alle 4 nel godurioso e iperventilato giardino di nonna a prendere il sole (scopo non ustionarsi in Grecia) nonchè leggere/sonnecchiare, a seguire merenda dalla nonna, un giorno una un giorno l'altra. Poi, tesi tesi tesi, la mattina ed il resto del pomeriggio. Mcmc e scrittura della prima parte. Anche questi alternati nei giorni. Poi qualche serata di cirulla con nonna e zia, la cucina di mia madre buonissima anche se non pesante, e non faticosa, nel senso che io non faccio niente.
Poi le mie colline, e direi che ci siamo.
E a proposito di eventi rasserenanti, stamattina ho scoperto di essere a 50 kg, livello di peso lasciato non so quanti anni fa e mai più toccato neanche di striscio. Non è una questione estetica, lo sapete meglio di me, è una questione di sentirisi bene con un corpo che non esploda per motivi non chiariti.

Inoltre ieri, durante la mia consueta visita alle antenate, ho capito di non aver sbagliato a rinunciare al dottorato. Non so cosa quelle pietre abbiano, cosa quelle colline, non riesco a comprendere fino in fondo il loro potere stregato. So che quel potere ce l'hanno, e non posso escludere a priori di ritornare un giorno. Ora proprio no, non me la sento.

Ma, si sa, proprio nei momenti più spensierati, la tregedia è dietro l'angolo, inaspettata. E stavolta si tratta proprio di una tragedia dalle proporzioni inimmaginabili, che forse solo il mio amichetto Cavaz può capire quanto: si è rigato mina.live. Si è rigato mina.live!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Ora, le sue canzoni sono tutte su mp3 e comunque su cd non lo ascolto praticamente più, a parte quando a casa lavoro a computer..ok ok, ma quel cd no, lui no. Lui è un cimelio. Lo comprai a Genova, alla Ricordi. Ero piccolina, appena arrivata, e mi sembrava qualcosa di introvabile. Appena arrivata a casa lo ascoltai piena di ansia, e non deluse affatto le mie aspettative.
Poi oggi, il dramma. "Non può morire un'idea" sta per finire, e all'improvviso gracchia. Paura e smarrimento. "E poi..." completamente inascoltabile, proprio lei, proprio la sensualissima interpretazione live di "E poi..". Le altre canzoni filano lisce, comn un enorme sollievo. "Ancora ancora ancora", sopravvissuta al massacro, viene apprezzata ancora di più, con la stessa sensazione di uno che porta fuori un'opera d'arte dalle macerie. Ma in coda a "Margherita" di nuovo il gracchio. "Città vuota", subito dopo, spande regolarmente le sue dolci note, con mia gioia infinita. E invece...si è rovinato il ritornello. Non si può, non può essere vero, con tutta la roba che ha inciso Mina..
..poteva rigarmisi "Stessa spiaggia, stesso mare" (che tra l'altro neanche ce l'ho), e invece si rigano le canzoni migliori della registrazione dell'ultimo live che Mina ha fatto in vita sua, tra le canzoni che più ascolto volentieri e che più fanno capire che lei non è un'interprete fuori dal comune.

Come vedete, ho riempito un intero paragrafo perchè sono ancora sconvolta dal recente accaduto. Forse la tesi mi distrarrà un po'.

A tutti buone vacanze

giovedì 29 maggio 2008

Quanto dolore e quanta rabbia

Di solito non faccio post su grandi temi sociali e politici, anche perchè finirei per rompere le scatole con i miei indigni. Stasera, però, il nostro spensierato chichichi blog assumerà doverosamente dei toni luttuosi, nonchè indignevoli.

Oggi in un cantiere del mio piccolo paesino, San Marcello, è morto un uomo.

è caduto da un'impalcatura, dall'altezza di 6 metri. Ho deciso di risparmiarvi i particolari della modalità del suo decesso. Non ne so molto di più, solo che aveva 54 anni e che suo figlio, anche lui muratore nello stesso cantiere, si è precipitato a soccorrerlo, ma non ha potuto fare niente per salvarlo. E poi una cosa molto importante so: che ovviamente questo lavoratore non aveva alcuna protezione.

Non riesco a trattenere il mio profondo sdegno, per non dire parole ben peggiori, per chi mette in pericolo la vita del gli altri per un fottutissimo misero risparmio sulle condizioni di sicurezza. Non riesco a trattenere il mio profondo senso di frustrazione, anche in questo caso edulcoro le parole, per uno Stato che se ne frega di far applicare le proprie leggi, uno Stato che non fa un controllo sui cantieri e sui posti di lavoro per dirne uno, uno Stato che sicuramente non condannerà adeguatamente gli indifferenti responsabili di un assassinio, tanto più ignobile quantopiù perpretato per un po' di soldi da risparmiare.

Mi è sempre più evidente tutta l'assurdità di un paese che lotta contro la microcriminalità (di per sè cosa buone e giusta) e se ne strabatte le balle della criminalità. Di un paese che per il reato rubare intende solo 'sfilare i portafogli' e per il quale il reato omicidio si restringe al caso di aggressione fisica tramite armi, meglio se da parte di soggetti deviati/pazzi/extracomunitari.
Ma non intendo solo la classe politica. No. Intendo l'opinione pubblica. Intendo quelli -e sono tanti -che ti fanno notare che i vicoli sono il cuore della criminalità genovese, tutti spaventati e sdegnosi, e non si rendono conto di quanti ce ne sono, coi vestiti eleganti e le mani sporche di sangue, seduti nelle loro ampie scrivanie ai piani nobili di via XX Settembre, nelle squisite pallazine di Castelletto, nei prestigiosi uffici di Via di Francia.

Cerco di spegnere il mio indigno pensando semplicemente ad una morte, che rimane tale a prescindere dal contesto, ma si tinge comunque nel mio cuore delle tinte foschissime dell'evitabilità.

venerdì 16 maggio 2008

Aggiornamenti

Ciao a tutti! Da un po' di tempo vi mancavano mie notizie attraverso questo blog, ma la mancanza di tempo, e il mio solerte impegno per valutare gli effetti della misclassification (ehm...) mi hanno tenuta lontano, mio malgrado, da codesto mezzo informatico. Tuttavia, so che i miei fans hanno bisogno di essere costantemente aggiornati sulle mie (instabili) condizioni psico-fisiche e sugli avvenimenti turbinanti e turbanti della mia vita. In realtà ci sono un sacco di cose che nelle scorse setttimane avrei voluto scrivere e non ho fatto, rimanendo un sacco indietro, quindi vi proporrò vari assemblaggi di cose vecchie e cose nuove, quelle che mi ricordo e che mi va di commentare.

Dall'ultimo semi-tragico post su Parigi, tante cose sono accadute: sono stata a Genova, il ragazzo delle ripetizioni ha deciso di farla finita per sempre con la statistica, ho scoperto che a fare la tesi mi aiuterà Babbo Natale, sono stata a casa, ho incontrato Ela nel bel mezzo di Roma Termini, e svariate altre cose. Ma quello di cui vorrei parlarvi oggi sono i paesaggi: (ringraziamo comunque tutti quelli che sono arrivati fin qui, anche se dopo l'ultima frase passeranno ad un'altra pagina web).
Sono stata sempre un po' tronfia nel ritenere le mie colline di una bellezza unica o quasi, nel considerare insostituibile nel mio cuore ciò che si vede dalla casa di mia nonna, piuttosto che da una delle tante strade di campagna che percorro durante le mie passeggiate. Effettivamente, stare qui in mezzo a codesta acquitrinosa pianura non aiutava...
Il caso, tuttavia, mi ha presentato in pochi giorni una sconcertante serie di controesempi.
Dovevo essere particolarmente rilassata decollando da Treviso per Paris (forse a causa dell'estenuante ritardo) perchè per una volta mi sono concentrata sulla sensazione unica di alzarmi in volo sopra qualcosa. Visto che era quasi notte, anzi notte, quello che vedevo era un'impressionate reticolo di luci. Che piacerebbe a un geografo curioso perchè già da quello puoi capire l'organizzazione di tutto un territorio. Da lì sopra capivi quali erano lampioni di strade molto trafficate, di quartieri residenziali, o quelli giallognoli di piste ciclabili solitarie che corrono in mezzo al nulla. Da là sopra cominciavo quasi ad apprezzare la terra veneta..

Dopo tanti anni di vita ed esplorazioni solitarie e curiose in quel di Genova, m'ero persa una delle parti migliori: le colline di Promontorio e Belvedere, sopra Sampierdarena, a due passi dalle Mura degli Angeli e dal Cimitero della Castagna. Più che altro, vedere una valle completamente verde e rigogliosa a Genova, fa un certo effetto. E da lassù è davvero bellissimo, perfino vedere i grattaceli di dubbia gradevolezza estetica davanti al mare. Merito del mitico libro "Andar per Creuse" della Corinna Praga, trovato dopo milioni di ricerche estenuanti tra libri vecchi/usati/improbabili, che avranno stressato Seb, Cri e Ja, venuti in giro per Genova con me. E poi ringraziamo anche Ja che m'ha pazientemente accompagnato nella scarpinata a Belvedere/Promontorio (e però ha potuto vedere itinerari millenari e incroci medioevali). Bravo lui!

Al ritorno da Genova, poi, un incidente ci ha costretto ad uscire dall'autostrada a Brescia Est. Rientriamo a Desenzano? Noooo c'è coda al casello (che furbi). Rientriamo a Sirmione? Noooo il cartello annuncia rallentamenti (mangiamo pane e volpe noi la mattina). Rientriamo a Peschiera! Eccoci allora mezzi spersi nella "strada dei vini e dei sapori del Garda", completamente immersa nella morbida campagna dei colli morenici in fondo al Garda. Certo, le altre macchine avranno sicuramente fatto prima di noi, ma è stato un bell'intermezzo che per qualche minuto ci ha trasportato in una realtà parallela.

Domenica scorsa, invece, è venuta a trovarmi la zia ed io ho deciso di portarla su ai colli euganei insieme a Jacopino. Non potendo arrivare fino ad Arquà Petrarca per mancanza di tempo (che tra l'altro anche stavolta ci siamo persi per campi), ci siamo fermati a Teolo per un giretto panoramico. Carini, nè, stì colli euganei che abbiamo pure mangiato pantagruelicamente in un'osteria grigliosa in quel di Torreglia. Anche il clima era decisamente più affrontabile di Padova, la cui afosità mi sta già uccidendo lentamente.

Infine, ieri andando a Roma per i miei consueti mali un po' immaginari un po' no, sono stata svegliata a Spoleto dalla voce roboante "prossima fermata Spoleto". Prima della stazione di Terni, di cui salutiamo un simpatico abitante di nostra conoscenza, sono stata colpita da una natura montagnosa e alberosa di incredibile bellezza. Un paesaggio che rinfresca l'anima e che ti fa pensare come è bello essere legati a una roccia, a una collina, a una montagna, a un mare. Ed ognuno di noi così sparsi per l'Italia, così progettuosi di giri strani e tesi all'esplorazione ed allo stanziamento temporaneo in Europa e oltre, lo è.

mercoledì 16 aprile 2008

Nel titolo è meglio parlare della vittoria di Silvio o del mio compleanno? Mah

Mi sono svegliata presto per venire all'università. Era importante fare una bella figura con Paggiaro, da cui andrò a ricevimento oggi, presentandogli un minimo di risultati della ricerca che dovevo fare. Avevo riletto vari articoli, per determinare le parole chiave da usare nella ricerca. Avevo formulato la query. Ero carichissima.
E il portale AIRE (della biblioteca) non funziona e mi dice collegamento sconnesso o non so che belino. Ma vaff...!

è con sommo piacere allora amici, che le circostanze esterne mi inducono a scrivervi questo post.

DOMENICA Innanzitutto per raccontarvi di domenica sera, quando approfittando del ritorno di molti per votare, tra cui il mio, ho organizzato una cena a casa mia trascinandoci i miei compagni delle superiori (: Ale, Federico, Giulio, Ela, Valeria e Chiara C.), nonchè esponenti di un certo livello della popolazione sammarcelese e compagni (:Fra, Fede e Gabri). I poveri commensali sono stati sommersi di tartine e similari, con le solite quantità distorte progettate da mia madre. (se vi può tranquillizzare sappiate che non è stato fatto nessun spreco, ma lunedì tutto il parentado ha mangiato a tartine). Ma più che altro sono stati sommenrsi dal fluire spassoso degli intensi racconti di vita di Savì e coinquilini: la cosiddetta cerqua, in quel di Amsterdam, sembra aver a che fare con questioni di tutti i tipi, da canadesi esoterici che scappano in Tibet a persone poco avvezze alla vita domestica a cui bruciare i calzini o consigliare di volta in volta il metodo di cottura ideale.
Tra tiramisù, coinquilini internazionali, torta gelato e altro, si stava facendo tardi, e tutti si stavano accomiatando. Il capannello era intorno alla porta, con tanto di giubbotti addosso, quando, accade l'impensabile: non ricordo chi, ma credo la suddetta cerqua, decide di chiedere a tutti i presenti aggiornamenti sulla loro situazione sentimentale. Apriti cielo, non solo abbiamo subissato di domande l'unica persona che presentava effettivamente delle novità, ma Vale, non potendosi più trattenere, ci rende partecipe di tutte le sue paranoie. Visto che il dibattito intorno a cotal questioni, non sembra intenzionato a spegnersi, Giulio si accascia stremato sulla poltrona con tanto di bottiglia di vino rosso de casa vicino ai piedi, pronto a trarne conforto. Alessandro secondo voi che cosa fa in tutto questo? Ride. E pur'io. Alla fine, non so chi, non so dopo quanto tempo, prende in mano la situazione e costringe tutti a continuare le paranoie in macchina. Aggiornatemi!!

LUNEDI' Il mio treno per Padova parte alle 18.30 da Senigallia. Ciò significa che le ultime notizie elettorali disponibili risalgono a un'ora prima, quando ci si poteva basare solo su exit-poll e prime proiezioni limitate al Senato. Studiando statistica, non mi fido degli exit-poll neanche un po', e le proiezioni non mi danno molta più fiducia, anche perchè possono essere distorte da una grossa quantità di fattori. Salgo quindi sul treno ancora upset e bisognosa di aggiornamenti. Tra una lettura e l'altra di Intimità (eh, beh, avevo bisogno di roba impegnata..) metto il lettore mp3 in modalità radio. Peccato che essa capti sporadicamente delle stazioni, e che poche di esse trasmettano aggiornamenti. Così, visto che non riesco ad intercettare per lungo tempo la stessa stazione, mi vengono fornite piccole, slegate tra loro, notizie: le dichiarazioni di quello e quell'altro, il risultato in Liguria (che mi lascia senza fiato) ecc. Finchè capto il discorso di Veltroni, e quello non lascia molto spazio ai dubbi. Sono sempre stata molto cauta in politica, molto diffidente verso tutte le parti in causa, e quindi ho sempre fatto molto la misteriosa. Non pensavo che sapere il risultato delle elezioni fosse per me così importante, determinante, potesse incidere così tanto sulla mia percezione dei prossimi 5 anni. E non pensavo che l'aver ormai percepito l'esito finale mi gettasse tante emozioni addosso. Per sapere quali, basta vedere la mia faccia questi giorni

MARTEDI' Tecnicamente è il giorno del mio compleanno, ma non me accorgo molto. Mi sveglio in preda ad una strana completa malinconia e per tutto il giorno le solite cose, lo studio, il tutorato. La sera è in programma un aperitivo e poi l'appuntamento cineforum, per svagarci un po'.
Ecco allora che alle 7.45 Giulia mi fa uscire precipitosamente di casa per andare al Madrid, dove avremmo trovato anche Jacopo, Cristina, Vale e Rita. Giunta sul posto, però, e non mi escono da dietro una macchina le acquattatissime Erica e Lucia? Elena mi spunta da dietro, per completare il gruppo del ballo. Poi compare magicamente un Rotolo, che Giulia mi aveva fatto credere con nochalance di non aver reso partecipe della serata. Vado a parcheggiare la bici, e chi ti vedo? Due improbabili tizi che per essere presenti hanno dovuto rinunciare a dormire nei rispettivi giacigli: un'intirizzita Laura e un non ancora emigrato Cavaz. Per completare l'allegria, ecco Vale col nostro gallo, foriero di notizie confortanti per quanto riguarda il suo dottorato.
Dopo un drink, ecco anche Lucy e Rebecca, le nostre coinquiline, con Edi, un altro eurotraining.
Grazie a tutti i presenti, per la bellissima sorpresa. Ma anche un sincerissimo grazie a tutti gli assenti, che so che sarebbero voluti venire potendo, e che è come se ci fossero stati davvero. Gente, vi offro da bere in mensa!

MERCOLEDI' La giornata non è ancora finita, ma inizia sfigata. Oltre al motore della biblioteca che non va, ci si mette la camera invasa dalle formiche (notoriamente comuniste asd), il portafoglio lasciato a casa e il PIN bloccato sul mio cellulare, che mi costringerà, nelle prossime ore, a telefonare ai miei e lanciarli alla disperata ricerca del mio codice PUK. Confido, con speranza, che le prossime ore mi sorridano..

sabato 12 aprile 2008

La cosa indaco, la campagna verde e il corso ciofecus



Domani si vota ed io non ho le idee molto chiare. Ho l'impressione, come succede a molti, di essere delusa da tutte le forze politiche in campo, e di aver scelto per pura esclusione. Temo che l'unica soluzione sia fondare un partito femminista, di cui a breve vi arriveranno le tessere a casa.
Certo, un bel problema sarebbe la scelta del nome. Per aiutarmi nella difficile questione si è scatenato un utile dibattito con altri esponenti politici di spicco quali Vally, Laura e Giulia Chiarelli. LaQuaglia, infatti, venuta a conoscenza del nascente nuovo partito, cosa di cui in Italia si sente sempre fortemente la mancanza, ha d'istinto consigliato "la cosa rosa".
Sì, vabè, ma basta questi stereotipi maschietto/femminuccia, dobbiamo essere innovativi, quasi trasgressivi... "la cosa azzurra!"... No, beh, azzurra meglio di no..
"la cosa viola?" No, troppo macabra, quasi quaresimale
"la cosa verde?" uhm..troppo padano
"la cosa lilla!"..quello fa Vladimir Luxuria, consiglia saggiamente la nostra Laura.
No no, ci vuole un colore caldo, ma non stucchevole. Un colore bello. Passando per il ciclamino, eccomi arrivata all'indaco, ultimo particolarissimo colore dell'arcobaleno.
A parte queste idiozie penso che quando a qualunque questione politica che riguarda noi donne smetteremo di appiccicare l'aggettivo "rosa" sarà un gran passo avanti per le nostre teste.

Sono tornata a casa ieri e mi sono ritrovata davanti uno spettaccolo che mi ha tolto il fiato.


(Altre foto su questo bel blog, che piacerebbe a Rotolo)

La nostra campagna in questo periodo si veste a festa, e il paesaggio dei colli così morbido e vario ti rimette in pace col mondo intero. Le colture di grano sono di un verde intensissimo e squillante. Ma, guardandosi tutto intorno, è incredibile quante sfumature di verde si possono riuscire a contare: questo davvero penso sia un record della mia terra! Da quelli più vivaci dell'erba a quelli più o meno cupi degli alberi: i cipressi, gli ulivi, gli arbusti, gli alberi da frutta coi fiori bianchi. E poi gli sterpi e le erbacce dei greppi, i fossi in lontananza rigogliosi di vegetazione, le vigne sparse sul dorso pacioso dei colli. Oggi io e nonna siamo uscite dietro casa sua e ci siamo affacciate alla balconata. In lontananza la striscia netta e azzurrissima del mare, da Senigallia a Falconara come minimo. Più vicino a noi Morro d'Alba mollemente appoggiata sul crinale. Tra noi e l'altro paese altri crinali, case di campagna, orti, campi, fossi, ognuno prezioso di una sfumatura diversa.
Il fatto che parlo sempre di Genova non significa che non ami la mia terra. Posso provare a descrivere a parole ciò che provo per Genova. Ma l'amore viscerale per i miei campi non si parla e non si spiega. Si sente e non ci si scappa.

Certo, i paesini della vallesina brillano per il verde dei loro campi, ma non per le opportunità intellettuali e di svago offerte alla loro non vasta popolazione. Ieri ho pensato di accompagnare i miei al loro corso di balli caraibici che hanno organizzato nel mio paesino, approfittando delle mie ormai elevate capacità. Ecco, diciamo, che d'ora in poi, se ci lamentiamo di Eugenio, il maestro cus facciamo un delitto. per carità, ognuno ha i suoi metodi, ma penso di non aver fatto mai attività così tanto ripetitive finora. Probabilmente lavorare in una catena di montaggio è più divertente e creativo: la stessa figura (lunghissima) ripetuta allo sfinimento, fisico e psicologico, ogni volta con un partner diverso. Mentre i maestri, con una verve degna di Paolo Vanin (chi ha seguito microeconomia sa di cosa parlo), ripetono ossessivamente i vari passi da fare. Non parliamo poi del loro tentativo di spiegare il passo base del merengue ai malcapitati. è bello però vedere come i miei concittadini ancora partecipanti al corso (decisamente pochi) si divertivano lo stesso, riempendosi di battute idiote a vicenda e cogliendo comunque l'occazione per muoversi e rilasciarsi. Essere "campagnoli" significa anche saper valorizzare il poco, e io, non cambiata nel dentro, mi rimetto nella definizione che da di sè Guccini in una canzone "sempre un momento fa campagnolo inurbato".

Cavolo, adesso che lo rileggo..anche questo è stato un post geniale! Se continuo a scrivere cose troppo belle sul blog..inizio ad avere paura..ASD

martedì 25 marzo 2008

Cari amici vicini e lontani..

Cari amici,
è tanto che scriviamo di varie cavolate che ci passano per la mente (chi scopiazza libri, chi parla sempre dello stesso argomento (ehm..), chi parafrasa post incomprensibili, chi fa divulgazione sul fancazzismo via web e chi si improvvisa gran Mogol), ma da un po' non assolviamo al dovere di cronaca. è vero, infatti, che vari nostri lettori sanno già quello che ci succede, incrociandoci tutti i giorni e sorbendosi i nostri racconti ed aneddoti. Ma non pensiamo a tutti gli amici, vicini e lontani, che non godono di codesto privilegio? Ecco allora un breve riassunto degli ultimi avvenimenti nel pollaio.
Ricolleghiamoci, a domenica scorsa, quando, come già sapete tutti, la Quaglia Laura ci ha portato sui colli. Intrepidi io, il pulcino, la Cri e Rotolo special guest, ci dirigiamo in autobus di prima mattina fino a Piove di Sacco, nonostante il tempo promettesse tutt'altro che qualcosa di buono. Il simpatico gruppo, sceso dal torpedone soltanto grazie al mio provvidenziale intervento (ma perchè devo sempre fare tutto io??), è stato poi trasportato fino alla meta della gita dalla sapiente guida di Laura. Durante il tragitto ne abbiamo approfittato per studiare la storia locale. Sapevate che Bertipaglia si chiama così perchè Berta ha rubato da paglia al villaggio vicino in modo che i cavalli potessero vincere la battaglia? Che ovviamente si è svolta a Battaglia terme, visto che i cavalli dopo aver combattuto si sono rifocillati con le acque termali.. e poveri quelli di Terradura, i cui campi, privati dalla Berta delle colture di foraggio, sono rimasti per sempre inariditi e dalla dura consistenza.
Menomale che questa fase è passata, così ci siamo dati al cammino nella nebbia, ed al pranzo nel castello di Beatrice. Il tempo con noi, alla fine, è stato clemente, ed abbiamo potuto goderci il tiepido sole del pomeriggio stravaccati sotto gli alberi, con tutti i petali rosa..(che romantico!)

La sera, tempo di riposarci e agghindarci, si apprestava per me, Giulia e Cristina un'occasione davvero mondana e attesa: la festa di compleanno del nostro maestro di balli caraibici! Per onorare cotanto invito ci siamo impegnate a produrre, nonostante il tempo scarseggiasse, una raffinata torta a base di mascarpone e nutella.
Gnammi, gnammi, ce l'abbiamo quasi fatta, basta sovrapporre alla metà di pan di spagna ricoperta di crema cioccolatosa la seconda metà, e ualà...è finito tutto per terra! Ovviamente dalla parte della Nutella, sul nostro pavimento così igenizzato che Mastro Lindo ci invidia e si chiede qual'è il nostro segreto...
Dopo urla isteriche durate svariati minuti, si è deciso con la nostra consueta economia domestica, tipica a grandi linee del tempo di guerra, di salvare ciò che non aveva toccato il suolo e mangiarcelo per colazione. Gallo+gallina ringraziano.

Che giorno lungo da raccontare! Ma gli altri volano via veloci..c'è solo da segnalare la visione di "Troppo belli" per il ciclo Alta Tensione a Casa Perin..finchè non arriva un altro immancabile appuntamento: la festa di laurea di Stefano, detto amichevolmente cicloweb, compagno di tanti giochi dei lupi. La serata si è svolta in disco (ex-Pachuca), quindi più che una mia cronaca immagino siate interessati a gustarvi quella del ratùn, che invito a pubblicare come commento o successivo post. Importante sottolineare una tenera e importante presenza tra noi in questi giorni: nientepopodimenoche Seb! Il nostro reduce di Inferenziale ha approfittato della laurea del suo amico di bici per esplorare il nostro ambiente universitario, che in un futuro prossimo(??) sarà anche il suo.

Ora però le strade di tutti i polli si dividono. Io e Ja partiamo da Padova giovedì mattina. La chioccia si gode il meritato(?) riposo facendo più o meno niente, a parte compagnia alla nonna leggendo assurdi libri in inglese e sorbendosi ancora più assurde trasmissioni trash che la cara vecchietta sceglie in tv. La cosa veramente bella del tornare a casa, però, è ritrovare gli amici.
Che sia una colazione, una tisana, una cena o una semplice visita l'importante è parlare, raccontare aneddoti idioti, confrontarsi. Spiegare con qualche storia e la descrizione sommaria di qualche personaggio, come si svolgono le proprie vite ognuna così lontana dalle altre. Lontananza geografica(quanti in ogni posto d'Europa per erasmus, stage o quant'altro!) o sostanziale, visto che spesso ci si vede a distanza di mesi anche se si vive a pochi kilometri di distanza..
Ovviamente io, che non sono opportunista..no.., dai viaggi degli altri traggo sempre ispirazioni per viaggi (a scrocco) miei, esistenza di tratte low-cost permettendo. Santa Ryan-Air, bastano poche ore (di ripetizioni; è la mia nuova unità di misura del denaro) per svolacchiare a destra e a manca.
Come al solito, ho scritto uno sproloquio. Se sono stata inesatta o incompleta invito i miei vicini di blog a correggermi o scrivere altre versioni del lasso di tempo raccontato.
Anche se in ritardo, buona Pasqua! (tanto la Pasqua, in stretta teoria dura 50 giorni, e in larga pratica può essere sempre)

lunedì 18 febbraio 2008

a Zena cöse ti ghe vêu tornâ?! 4

Per il giorno finale a Genova, vista la mia partenza programmata per le 12, potevamo permetterci solo una capatina veloce veloce da qualche parte, tanto più agevole da raggiungere in macchina. La nostra preferenza è caduta su un posticino niente male, di cui abbiamo una diapositiva. Questa spiaggetta, non si sa ben perchè, ha segnato momenti importanti della mia vita. Anche quello di oggi, in realtà, anche se solo segnato da brevi dialoghi, mi ha dato indicazioni importanti per il mio percorso futuro. In realtà questi giorni ho capito una cosa importante. Non è vero che io e Jacopo non abbiamo neanche una passione in comune. Sì, io amo cose che non lo sfiorano minimamente, la sua ardente adorazione per lo sport è in parte condivisa da me, ma solo a livello di interesse, e neanche per le stesse discipline, abbiamo gusti, abitudini e stili alimentari completamente opposti, nel tempo libero io andrei ovunque, lui neanche a pensarci... ma qualcosa che ci unisce c'è: il gorgonzola. Per due giorni di seguito, a cena fuori, abbiamo ordinato, uno indipendentemente dall'altra, la stessa specialità, e, in entrambi i casi, a base di gorgonzola. Non potrei mai passare la mia vita con qualcuno che odia il delizioso alimento, che mi guarda di sottecchi se ordino una pizza ai quattro formaggi, che mi lancia sguardi d'odio se ci condisco la pasta.

Ma ecco, che il mio soggiorno a Genova finisce. Ed io non vedo già l'ora di rinornarci. Il cuore diviso a pezzettini tra la voglia di vivere la mia vita padovana, l'irrestibile richiamo della città che mi affascina più di qualunque altra, il bisogno di ritrovare gli improbabili personaggi della mia famiglia, ogni tanto. Io girerei, in lungo e in largo, ed in continuazione tra questi tre ambienti, e anche per l'Appenino da cui ormai sono stata conquistata, ed anche per altri luoghi da esplorare. Ma, ahimè, i sghei nel percorso per diventare palanche e poi ritrasformarsi in guadrì, vengono spesi in grosse quantità. Non vi dico quanto ho speso in treno per queste vacanzine-fine-esami che lasciamo stare che è meglio che oggi si è pure guastato l'intercity e son ritornata in interregionale con 1 ora e mezza in più. Almeno, a risollevarmi e farmi percepire ancora fresco il clima vacanziero, l'esito di data mining, che chiude con gioia e sospiri di sollievo quest'ennesima -quasi ultima- sessione d'esami.

martedì 29 gennaio 2008

Conterranei creativi

L’altro giorno mentre facevo la mia consueta ora di fitness, ed il mio lettore mp3 macinava l’ordine alfabetico a cui è ormai abituato, m’è capitata tra le orecchie “Who wants to live forever”. Dovete sapere che un gruppo di persone appassionate e brave, (parte delle quali ho già citato qui), nonché conterranee si è lanciata nell’impresa forse un po’ avventurosa di abbinare pezzi teatrali di Shakespeare a brani dei Queen.
Peraltro l’impresa si è concretizzata in uno spettacolo meraviglioso ed
emozionante. Non so se proseguiranno con una nuova tourneè dello spettacolo; in
tal caso invito Anna a segnalarmelo, cosicchè io possa invitare tutti i lettori
“delle parti nostre” a vederlo (che vabè che i suddetti lettori saranno gli
stessi che conosci te e glielo dici a voce, però fare pubblicità fa figo).
Dicevo che questo gruppo avventuroso ha abbinato “Who wants to live forever” alla storia di Giulietta e Romeo. Il luogo comune, tanto visitato dagli artisti, e un po’ trito e ritrito dell’amore impossibile, rivive in questo abbinamento con tanto vigore da spezzarti il fiato.
E ti fa ripensare, quasi commossa, a quegli amori che iniziavano a nascere come gemme, timidamente, e hai dovuto archiviare perché sbagliati loro stessi, o sbagliato il tempo, o il luogo o le vite in cui sono capitati . Dice Brian May di quest’amore “in potenza” (come direbbe Platone) “Forever is our today”. (Lacrimuccia passeggera). [Se ce n’è ancora la possibilità andate a vedere “Una specie di magia”, di cui parlavo prima.]

Un altro “prodotto creativo”, che non voglio accostare al precedente per livello culturale, ma solo per provenienza degli autori potrete trovarlo su Youtube alla voce “risoterapia ancona”. Questi zuzzurelloni che si sono divertiti a ridoppiare pubblicità (di 15-20 anni fa) parlano in un anconetano esilerante che divertirà soprattutto chi conosce un po’ questo dialetto. Io ho il dentista in Ancona quindi sento ogni tanto la tipica cadenza assurda di chi abita alle falde del Monte Conero. (Ma il mio dentista non è come quello dello spot Mentadent doppiato…) Avvertenza: i testi sono un po’ volgari, forse anche un po’ tanto. Quindi, riservate la visione a un momento di scarico nervoso, al pomeriggio che ormai lo studio è “andato in vacca”, al momento idiota con gli amici idioti ecc.
Comunque a me, almeno alcuni spot, fanno letteramente sbudellare dalle risate, o asdare, per gli aficionados del termine.

Infine un saluto a tutti i miei amici di Jesi e dintorni, che mi mancano visceralmente. Sono a casa, da oggi fino a giovedì, e so già che non riuscirò a vedere praticamente nessuno di voi. Però vi mando un bacio immenso.

Infine, per l'ormai quotidiana rubrica "son soddisfazioni"
vi mostrerò la maggiore soddisfazione di ogni giorno:
Lunedì 28 gennaio
Guardate un po' qui, in fondo alla pagina...tra le annate doc, dopo anni di vuoto, ci siamo noi!!
Grazie Adelchi!!!

Martedì 29 gennaio
Stamane in stazione: "Si avvisa la clientela che il treno proveniente da
Castelfranco veneto arriverà con 1 ora e 25 di ritardo. Ci scusiamo per il
disagio". Sapete qual'è il tempo di percorrenza Padova-Castefranco? Mezz'ora.
Che soddisfazione...

venerdì 2 novembre 2007

Ho fatto una camminata, e non era un processo stocastico

A me piace molto andare a camminare.

Recentemente ho usato spesso la tecnica della passeggiata casuale. Complice il mio lettore mp3, impostato su riproduzione casuale dell'intero insieme di canzoni in esso contenuto. Ad ogni incrocio, basta cambiare canzone per decidere, in base all'iniziale della stessa, quale delle due (o 3) strade disponibili prendere. Questa singolare tecnica, da me inventata, di conseguenza, lascia che sia la strada percorsa, sia la musica ascoltata come sottofondo, siano completamente decise dal caso. Trattasi quindi di processo stocastico. Mi dava un sacco di libertà, quell'ora della mia vita in cui non dovevo decidere niente: nessuna responsabilità, solo aleatorietà... (peccato non avere spazio per raccontarvi di proprietà matematiche delle passeggiate casuali devvero interessanti)

Oggi no. Oggi ho deciso di andare a piedi da San Marcello al cimitero di Jesi. Casa mia -> Serra -> Serretta -> Monsano -> Santa Lucia -> Cimitero. Giornata splendida. Sole tiepido. Campagna tutto intorno, di una bellezza che ti colpisce dentro come un pugno. (Che novembre sia il mese più bello per i colori di cui dipinge le mie colline? O forse lo penso di volta in volta di tutti i mesi?) Dicevamo. Rigoroso ordine nell'ascolto musicale: "La buona novella"; "Non al denaro, non all'amore, nè al cielo"; "Tutti morimmo a stento". Per chi non lo sapesse, tutti di Fabrizio.

Che questo cambiamento nell'ora di fitness sia solo un riflesso di qualcosa di più grande? Che stia smettendo di gironzolare nella vita a casaccio? Che abbia deciso dove voglio arrivare alla fine della mia vita? Che abbia deciso cosa e chi non posso staccarmi dal cuore, qualsiasi sia il luogo ove il suddetto cuore si troverà? Girando tra tombe dimenticate da tutti, a leggere storie improbabili e non, sto iniziando a pensare che per capire dove finisce un'amicizia e dove inizia un amore, chiedersi vicino a chi vorresti essere sepolto sia molto più efficace che chiedersi vicino a chi vorresti passare la tua vita.

Vi lascio a Fabrizio. Procuratevi il resto della canzone. (E del disco (E di quelli che ho ascoltato oggi (E di quello che ha cantato)))

Chioccia

[...]

Un castello
lo donò
e cento e cento amici trovò
l'altro poi
gli portò
mille amori
ma non trovò
la felicità

Uomini, cui pietà non convien sempre
mal accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine
Uomini, poichè all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia,
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finchè non sia maturo per la falce

Non cercare la felicità
in tutti quelli a cui tu
hai donato
per avere un compenso
ma solo in te
nel tuo cuore
se tu avrai donato
solo per pietà
per pietà...

lunedì 29 ottobre 2007

Ad Ostra se le cantano e se le suonano...

Eccomi qui, cari amici vicini e lontani, per parlare dell'appena trascorsa serata alla festa ad Ostra, una ridente località collinare marchigiana. Eggià, perchè per qualche giorno la chioccia è ritornata al suo allevamento di provenienza, in quelle ilari campagne dove passò tutta la sua vita da pulcina..... ma vabè, lasciamo perdere...

Dicevamo di ieri sera, quando con le carissime Anna e Maddy, siamo andate alla festa degli Sprevengoli, sorta di spiritelli che popolano Ostra, che mai come in questi periodi, si sa, sono attivi, e che ti consigliano, vista la brevità dell'esistere umano de non bè il vì tristo (=non bere vino cattivo). Ma ben più ragguardevoli degli spiritelli e dello spumante di vino Lacrima bevuto assolutamente a scrocco, sono state le canzoni live dei vari musici di Ostra e frazioni. Eggià, perchè dovete sapere che, per motivi non ancora spiegati, tra i giovini della suddetta località (e Anna li conosce TUTTI da quando si è accasata da quelle parti..) è tutto un pullulare di chitarristi, batteristi, pianisti che sanno tutte la canzoni a memoria compreso "Il mondo non si è fermato mai un momento..." ecc. Tra questi, come possiamo non segnalare la band dei BRAVISSIMI Korona (e davvero non lo dico solo per amicizia, sono fantastici) che si esibiscono sulle note dei Queen e lo fanno sempre al meglio???

C'abbiamo pure una diapositiva, e pure il sito internet...

http://www.koronaband.com/



Il chitarrista Andrea (sulla destra), che tra l'altro è anche il moroso della suddetta Anna, si è dapprima esibito alla "cantina del pozzo" con un gruppo 100% di Casine di Ostra (il che è già una soddisfazione) in un concerto dalla scaletta davvero trascinante. Già scaldate dalla suddetta musica, abbiamo potuto ascoltare (purtroppo solo nelle fasi finali) il bravissimo Maestro Luca (il secondo nella foto) cantare e suonare la sua tastiera improvvisando qualsiasi canzone a richiesta...
Detto questo non posso che fare i miei complimenti vivissimi soprattutto ai due artisti succitati, ma anche al resto dei componenti delle band e ai vari musici dei dintorni, e ringraziare i presenti per la piacevolezza della serata.
Infine, non posso non citare l'incredibile scoperta di un Sampdoriano in terra marchigiana. Mauro, un simpaticissimo ed istrionico attore che recita con la suddetta Anna, scoperta la folcloristica squadra genovese a causa del conterraneo Mancini, non ha più mollato i blucerchiati. Tant'è che, da me interrogato per capire quanto seguisse ancora da vicino la squadra, ha risposto correttamente a tutte le domande... e io, che pensavo che sti pazzi fossero almeno limitati in una regione d'Italia... bah
Come sempre ho divagato...buona giornata a tutti!!!


Chioccia