Noi statistici, spesso, prendiamo dei dati, ci facciamo qualche diagnostica sopra, e poi gli appiccichiamo sopra un bel modello. "Questo lo inscatolo negli ARIMA(1,01)" "Quest'altro sarà un glm con famiglia di poisson" ecc. ecc.
Un po' come i telegiornali prendono una determinata storia -con le sue particolarità, le sue specificità, anzi, direi, con l'unicità che contraddistingue qualsiasi storia- e la mettono in un cassettone di modelli creati da loro: "stupro da parte di extra-comunitario", "tragedia familiare", "incresciosi episodi di bullismo a scuola", "giovani senza più regole" ecc. ecc.
Queste categorie un po' astratte iniziano a campeggiare non solo nei mass-media, ma anche nelle nostre teste. O forse è il contrario: i modelli precostituiti nascono da noi, e poi, finiscono, di conseguenza, nei mezzi di comunicazione che usiamo.
Voglio dire, non so se le categorie con pregiudizi annessi vengano dal tg a noi, o da noi a Studio Aperto, che ci marcia solamente sopra. Come non so se è nato prima l'uovo o la gallina.
Attraverso alcuni corsi, sto imparando a trattare con più amore i miei dati. A studiare con più senso critico la loro origine e l'esito dei test che ci faccio sopra, prima di classificarli inderogabilmente in un modello, in una scatola, in una categoria (che nella realtà non esiste, e che gli statistici hanno inventato a uso e consumo di sè stessi, e spesso se ne dimenticano). Non voglio di più collocare il fenomeno in esame in un modello strutturale con la stessa delicatezza con cui, alla fine dell'inverno, si ripone il piumone sempre troppo grande nella sua scatola.
Ma dammi, soprattutto, quell'infinita dose d'umiltà necessaria per non sbatterci più neanche le persone nelle scatole, nei modelli, nelle categorie, dopo test e diagnostiche sommarie e soprattutto automatizzate. Dammi di riuscire a non giudicarle. Il che non significa non indagarle, disinteressarsene, smettere di farsi domande.
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3 commenti:
Ma dammi chi?
Per quanto riguarda il problema "io->studio aperto/studio aperto->io", direi che è il medesimo problema della rappresentatività dei politici d'oggi. C'è chi dice che i politici sono lo specchio degli elettori, altri (e io sono tra questi ultimi) che non lo sono per nulla...
Voi credete di essere come Mastella? Vi sentite rappresentati da lui?
E se vi avessero detto che sarebbe diventato Ministro della Giustizia, avreste votato per l'Unione?
Bel quesito...
Io sì, bastava sbarazzarmi di Silvio poi avrei votato anche Moggi ministro della giustizia
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