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martedì 17 giugno 2008

Ancora e sempre dalla parte delle bambine (e dei bambini)

leggo, lettera e commenti, e penso che da decenni a questa parte non è cambiato niente. Mi sento tradita da chi parla di "famiglia", ma questo lo sapete già, e continuo a non vedere un briciolo di attenzione verso il futuro da parte della classe politica.
E saprete anche già, soprattutto se siete i miei colleghi demografi, della situazione delle nascite nel nostro paese.

Inoltre inizio a non sopportare chi dice che ora non c'è più nessuna disparità, che è tutto apposto, che non esiste nessun problema rispetto al passato: la cecità di queste persone mi urta i nervi. E non riesco ad impedirmi di guardare al mio futuro con una certa ansia e una sensazione di impotenza nei confronti di una realizzazione piena dei miei desideri, seppure iperlegittimi.
Ok, sono ritornata alla carica con qualcosa di arcinoto. E penso che, sempre ci ritornerò..

sabato 12 aprile 2008

La cosa indaco, la campagna verde e il corso ciofecus



Domani si vota ed io non ho le idee molto chiare. Ho l'impressione, come succede a molti, di essere delusa da tutte le forze politiche in campo, e di aver scelto per pura esclusione. Temo che l'unica soluzione sia fondare un partito femminista, di cui a breve vi arriveranno le tessere a casa.
Certo, un bel problema sarebbe la scelta del nome. Per aiutarmi nella difficile questione si è scatenato un utile dibattito con altri esponenti politici di spicco quali Vally, Laura e Giulia Chiarelli. LaQuaglia, infatti, venuta a conoscenza del nascente nuovo partito, cosa di cui in Italia si sente sempre fortemente la mancanza, ha d'istinto consigliato "la cosa rosa".
Sì, vabè, ma basta questi stereotipi maschietto/femminuccia, dobbiamo essere innovativi, quasi trasgressivi... "la cosa azzurra!"... No, beh, azzurra meglio di no..
"la cosa viola?" No, troppo macabra, quasi quaresimale
"la cosa verde?" uhm..troppo padano
"la cosa lilla!"..quello fa Vladimir Luxuria, consiglia saggiamente la nostra Laura.
No no, ci vuole un colore caldo, ma non stucchevole. Un colore bello. Passando per il ciclamino, eccomi arrivata all'indaco, ultimo particolarissimo colore dell'arcobaleno.
A parte queste idiozie penso che quando a qualunque questione politica che riguarda noi donne smetteremo di appiccicare l'aggettivo "rosa" sarà un gran passo avanti per le nostre teste.

Sono tornata a casa ieri e mi sono ritrovata davanti uno spettaccolo che mi ha tolto il fiato.


(Altre foto su questo bel blog, che piacerebbe a Rotolo)

La nostra campagna in questo periodo si veste a festa, e il paesaggio dei colli così morbido e vario ti rimette in pace col mondo intero. Le colture di grano sono di un verde intensissimo e squillante. Ma, guardandosi tutto intorno, è incredibile quante sfumature di verde si possono riuscire a contare: questo davvero penso sia un record della mia terra! Da quelli più vivaci dell'erba a quelli più o meno cupi degli alberi: i cipressi, gli ulivi, gli arbusti, gli alberi da frutta coi fiori bianchi. E poi gli sterpi e le erbacce dei greppi, i fossi in lontananza rigogliosi di vegetazione, le vigne sparse sul dorso pacioso dei colli. Oggi io e nonna siamo uscite dietro casa sua e ci siamo affacciate alla balconata. In lontananza la striscia netta e azzurrissima del mare, da Senigallia a Falconara come minimo. Più vicino a noi Morro d'Alba mollemente appoggiata sul crinale. Tra noi e l'altro paese altri crinali, case di campagna, orti, campi, fossi, ognuno prezioso di una sfumatura diversa.
Il fatto che parlo sempre di Genova non significa che non ami la mia terra. Posso provare a descrivere a parole ciò che provo per Genova. Ma l'amore viscerale per i miei campi non si parla e non si spiega. Si sente e non ci si scappa.

Certo, i paesini della vallesina brillano per il verde dei loro campi, ma non per le opportunità intellettuali e di svago offerte alla loro non vasta popolazione. Ieri ho pensato di accompagnare i miei al loro corso di balli caraibici che hanno organizzato nel mio paesino, approfittando delle mie ormai elevate capacità. Ecco, diciamo, che d'ora in poi, se ci lamentiamo di Eugenio, il maestro cus facciamo un delitto. per carità, ognuno ha i suoi metodi, ma penso di non aver fatto mai attività così tanto ripetitive finora. Probabilmente lavorare in una catena di montaggio è più divertente e creativo: la stessa figura (lunghissima) ripetuta allo sfinimento, fisico e psicologico, ogni volta con un partner diverso. Mentre i maestri, con una verve degna di Paolo Vanin (chi ha seguito microeconomia sa di cosa parlo), ripetono ossessivamente i vari passi da fare. Non parliamo poi del loro tentativo di spiegare il passo base del merengue ai malcapitati. è bello però vedere come i miei concittadini ancora partecipanti al corso (decisamente pochi) si divertivano lo stesso, riempendosi di battute idiote a vicenda e cogliendo comunque l'occazione per muoversi e rilasciarsi. Essere "campagnoli" significa anche saper valorizzare il poco, e io, non cambiata nel dentro, mi rimetto nella definizione che da di sè Guccini in una canzone "sempre un momento fa campagnolo inurbato".

Cavolo, adesso che lo rileggo..anche questo è stato un post geniale! Se continuo a scrivere cose troppo belle sul blog..inizio ad avere paura..ASD

venerdì 11 gennaio 2008

Baruffe chiocciotte 10 - Ancora (tu? ma non dovevamo vederci più?) dalla parte delle bambine

Tratto dal libro omonimo (del titolo) di Loredana Lipperini che sto leggendo ora: ci si riferisce ad uno studio su 109 bambini della scuola elementare tra il 2001 ed il 2002. (molto preoccupante, ma anche molto asd)

"Ma quando si chiede loro di descrivere i due sessi, e di attribuire ad entrambi degli aggettivi, le risposte sono chiarissime.
Al positivo le bambine si vedono così:
Gentili, educate, buone, [...], molto pazienti, [...], affettuose, carine, bellissime, [...], accoglienti, generose, [...].
Al negativo invece così:
Pettegole, [...], vanitose, [...], fragili, deboli.
Secondo i maschi invece le bambine hanno queste qualità:
molto dolci, hanno molta pazienza, gentili, belle, carine, [...], sexy, fiche, superdotate, faticatrici in casa, belle cuoche, addomestiche, [...], simili tra loro.
E questi difetti:
Troppe, ottuse, stupide, non capiscono niente, [...], deboli, senza forze, piagnone, [...], usano scarpe strane.

Contro prova. Il mondo maschile visto dalle bambine è, in positivo, fatto di esseri:
forti, muscolosi, coraggiosi, maturi, generosi, affettuosi, [...], belli, bravi, intelligenti, simpatici.
[...].
I maschi secondo se stessi, in bene;
forti, robusti, muscolosi, coraggiosi, [...], intelligenti, [...], resistenti, esperti, inventori, decisi, proteggono le femmine.
[...]

Dunque, bambini di nove-dieci anni maneggiano già la notevole consapevolezza che il loro sesso è stato, nei secoli, determinante per la storia e per la scienza e sanno di possedere già la forza che consentirà loro di proteggere le femmine. Non solo. Sia i bambini che le bambine usano l'aggettivo intelligente per definire il mondo maschile. [...] Ancora. Da entrambe le parti, per quanto riguarda la caratterizzazione delle femmine sono numerosi gli aggettivi che ne definiscono l'spetto fisico, le abilità nella mediazione e nella cura quando non, addiritura, la vocazione domestica. Infine. le bambine sono addirittura più prodighe di eggettivi negativi nei loro confronti. Perchè, [...], "interiorizzano precocente una cattiva considerazione di se stesse [...]"

[...]

Sono contento di essere nato maschio
Perchè i maschi sono più forti e le femmine fanno più lavori casalinghi.
Perchè gioco a pallone e studio sempre.
Perchè se fossi femmina dovrei indossare tutte le pagliacciate per essere alla moda.
Perchè i maschi sono più autonomi.
[...]
Perchè le femmini sono più fragili, malate e i maschi soffrono di meno.
Perchè i maschi hanno inventato tante cose, per esempio la nafta e la lampadina.
Perchè gioco a palla e non faccio mai i letti.
Sono felice di essere maschio per essere libero.
Mi piace essere maschio perchè sono forte, intelligente e femmine no.
Perchè i maschi possono ritirarsi più tardi e hanno sicuramente un lavoro.
Perchè siamo forti, belli, intelligenti e proteggiamo le femmine.
Perchè il maschio fa lavori più impegnativi come ad esempio il pilota.
[...]

Viceversa:

Sono contenta di essere nata femmina
[...]
Perchè potrò truccarmi, vestire alla moda e da grande curare i miei figli.
[...]
Perchè la maggior parte di esse sono più padrone delle cose di casa e di comandare al marito.
[...]
Perchè le femmine sono eleganti, pazienti e non sono arroganti.

I tra unici motivo di scontento da parte delle bambine sono motivati così:

Non sono contenta
Perchè potrei correre arrampicarmi fischiare essere libera.
Perchè mi tocca fare i letti dei miei due fratelli più grandi e a loro no, mai.
Perchè la femmina da poche mazzate e ne prende sempre più del maschio.

Ancora una volta, nel giro di pochi anni, tutte le caratteristiche attribuite, nei secoli, ai due sessi hanno trovato terreno fertile e spietate conferme. I maschi sono più liberi, forti e inteligenti, possono ambire a lvaori interessanti e non si occupano della gestione della casa e della famiglia. Le femmine [...] danno già per scontato che la cura domestica spetta a loro. [...]" [...] Si evince, ancora una volta, nelle bambine una certa propensione alla complicità e connivenza piuttosto che alla ribellione agli schemi prestabiliti".
Ultimo dato. Le bambine coltivano piccolissime ambizioni. Alla domanda "cosa farò da grande?", i maschi si sbizzariscono: saranno piloti, esploratori, astronauti, paracadutisti. [...] . In rarissimi casi, in questa vita felice, appare una compagna: se non come splendido elemento decorativo, nel caso di un bambino che vuole fare il calciatore e possedere una villa lussuosa, un'automobile potente e , infine, una bella moglie. Giustamente Bellafronte cita Simone de Beauvoir, quando rimarca, amaramente, che "l'amore è solo un'occupazione nella vita di un uomo, mentre per la donna è la vita stessa...La donna amata è solo un valore in mezzo ad altri valori; gli uomini vogliono integrarla alla loro esistenza, non inabissare in lei la loro intera esistenza. [...]"

Cosa vogliono diventare le bambine? Intanto suggeriscono dove saranno: al chiuso. [...]. I loro sogni sono rassegnati: le tanto sbandierate eroine (archeologhe, cacciatrici di vampiri, pilote di astronavi) sembrano aver lasciato poca traccia nei loro desideri. In misura molto maggiore restano i segni di quanto appreso in famiglia o, come vedremo, sui libri di scuola. [...]
Al massimo, "per diventare famosa", c'è un futuro da ballerina, o in una delle professioni che permettono di investire su un valore già considerato indispensabile. La bellezza."

martedì 25 dicembre 2007

Notizie 2 - Buon Natale!!

6. La prima notizia è che oggi è Natale, quindi tanti auguri a tutti coloro che leggono il nostro blog (ed anche a tutti gli altri!!). Il vero pranzo con tutta la famiglia riunita, per noi si svolgerà domani. Tuttavia, oggi, non ci siamo fatti mancare dei bei cappelletti da nonna Rosa, quintali di torroncini, nonchè la famosa tombola, croce e delizia della suddetta nonna, che la adora, ma poi si perde metà dei numeri da coprire.

7. A Natale siamo tutti più buoni. Così domani, insieme ai miei due cuginetti, riproporremmo un'iniziativa benefica, che era d'uso quando ero bambina io (che infatti la inventai). Anche voi potrete riproporla, nelle rimanenti occasioni festive. Servono solo una reunion parentale, a cui siano presenti anche fratellini-cuginetti-nipotini-amichetti o altri bambini sconosciuti in età scolare. Ci si procura una certa varietà di premi "tarocchi": pasta, caramelle, cucchiai di legno e ciofeche simili. Poi si organizza una lotteria o più semplicemente una tombola per vincere gli ambitissimi premi in questione, impacchettati dagli infanti di turno, ed il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.

Nel vasto panorama di associazioni che si prodigano per le più disparate situazioni di disagio che abbisognano del nostro aiuto, ognuno ha le sue "preferite" alle quale ama destinare i propri piccoli risparmi. Io comunque vi segnalo queste due, che metterò tra i link del blog (perchè si può essere buoni non solo a Natale, ma anche nel resto dell'anno): il Sole - progetto fiori che rinascono, si occupa in Etiopia di bambini che hanno subito abusi sessuali (http://www.ilsole.org/default.asp?page=1&subpage=8); la Linea Gialla: un uomo e una donna per motivi diversi perdono tutto ciò che hanno e si ritrovano a vivere sulla strada, alla stazione centrale di Milano. Sulla strada si conoscono e si innamorano, e riescono a ricominciare insieme. Ora vivono in una casa minuscola, ma pur sempre casa, ed hanno fondato quest'associazione per assistere chi vive ancora sulla strada (http://www.lineagialla.org/homepg.html; tra i link trovate l'indirizzo del blog StazioneMilano).

8. Ecco il grande concorso di Natale!! Grandi e piccini, cercate di risolvere il dilemma che vi proporrò di seguito..chi mi saprà dare la risposta giusta vincerà, uhm uhm, ci sono!!, un tiramisù!

Qui di seguito potete vedere la foto di un cantante. Di chi si tratta?



Provate ad inserire le vostre risposte nell'appostio spazio dei commenti!

9. Il nostro impegno come volontari impacchettatori da Feltrinelli per l'associazione Mani Tese si è concluso, visto che Natale è già arrivato. Il bilancio per me, come, credo, per i tanti di noi, che hanno generosamente partecipato all'iniziativa, mettendo a disposizione il loro tempo ed i loro palmi (allungati), è stata positiva. Dopo la prima settimana di magra affluenza, sono arrivati turni affolatissimi di gente alla ricerca dei regali last-minute. Una vera soddisfazione vedere la cassa sonante, grazie al nostro allegro ed operoso impegno. [Un po' meno allegri coloro ai quali ho fatto un pacchetto a meno, presumo..]

10.Anch'io ho una tesi, ora!! Cioè, non proprio, perchè devo scegliere tra due tesi propostami ed altrettanto interessanti, però ho un relatore! Anzi, di più, ho un gran relatore, un relatore figo, uno che vinse il premio per la migliore tesi di Dottorato, insomma..Paggiaro!! Quando avrò scelto, vi dirò se mi occuperò di errore di misura simulando con R o di modelli GLAM per la previsione di una variabile binaria. (per ora, entrambe le cose, non so cosa siano..)

11.Beh, sì, il mio precedente post, forse non era poi così immediato. Il fatto di essere piuttosto "scaldata" dall'argomento ed avvezza ad essere fraintesa da tutti riguardo allo stesso, non aiuta. Quale argomento? Come, "quale argomento?" !? Ma allora siete anche voi un po' "de coccio",... la condizione ed il ruolo della donna nella nostra società. Tra gli svariati libri che mi sono regalata per Natale campeggia anche "Ancora dalla parte delle bambine" una sorta di adattamento alla società contemporanea di una pietra miliare degli anni 70': "Dalla parte delle bambine" di Elena Giannini Belotti. Il mio era un invito accorato, non tanto a leggere codeste dotte (neanche tanto) analisi piuttosto che il tomone della De Beauvoir, ma a farsi delle domande. Per capire che c'è proprio,ancora, bisogno di mettersi dalla parte delle bambine..

12. Ho un cappotto nuovo!!!!!

sabato 22 dicembre 2007

Ancora dalla parte delle bambine

"What happened to the dreams of a girl president?
She's dancing in the video next to 50 cent"


Devo essere io che sbaglio. Del resto, in tutti questi anni, del largo campione da me intervistato, ci fosse una cavolo di unità sperimentale che mi da ragione. Facendo dell'inferenza si direbbe che sono io visionaria. Con tutta probabilità avete ragione voi: l'unico vero problema ormai, delle ragazze della mia età e delle bambine che saranno ragazze fra qualche anno, è che ogni tanto ci stuprano i marocchini. Ormai noi donne occidentali abbiamo conquistato pressochè ogni diritto, e dovremmo pensare molto più pressantemente a tutti gli abusi che avvengono in altre culture: e il burqa? e l'infibulazione? Noi siamo in una situazione neanche paragonabile. E questa specie di "femministe", cosa vorranno mai? Stanno ancora a tirare fuori questioni vecchie e problemi che vedono solo loro, in nome di chissà quale superiorità femminile.
Magari anch'io sono femminista. Dai, ammettiamolo, se buona parte del campione mi appiccica l'aggettivo, ci sarà pure della verità sotto, no? Vabè, io non sono molto compatibile con gli "ismi", diciamo che preferisco credere nelle cose, parlare dei problemi concreti e non di teorie astratte. Non mi piace aderire a movimenti che hanno l'unico scopo di adorare e divinizzare un concetto. Però, bisogna ammetterlo, via, la battaglia è persa. Sono antipatica, sono visionaria, tiro fuori questioni senza senso, quindi sono femminista.

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/category/ancora-dalla-parte-delle-bambine/

Vi prego. E il mio pregarvi non nasce dalla certezza logica di aver ragione. Non dal cervello. Ma dal cuore, dalla viscere. Dalla convinzione pregnante che è giusto così. Ma non vi prego per me. Ma per le vostre figlie. Le vostre cuginette. Le nipoti, le cognate, le alunne (qualcuno magari avrà anche delle alunne). Non vi chiedo di leggere Simone de Beauvoir. Vi chiedo solo di farvi domande. Di provare a leggere i piccoli segni della realtà, ogni tanto, con occhi diversi.
Vi chiedo solo di pensare, ad esempio, a film che parlano di violenza sulle donne e violazione dei loro diritti. Il plot narrativo ha bisogno di un evento innescante, che scatena gli altri eventi ed il maturarsi della storia: tipicamente la protagonista che si rende conto della situazione di violenza ed inizia a non accettarla e quindi a ribellarsi. Ma ora vi chiedo di puntare lo sguardo su altri due aspetti: l'atteggiamento della la protagonista prima dell'evento scatenante, e di tutte le altre donne che fanno da contorno. [3 minuti per fare mente locale a riguardo]
Per loro non c'è scandalo nella loro condizione: è tutto normale. è giusto, è così. Lo è sempre stato.
[resto della vostra vita per continuare a farvi domande a riguardo]


[Se proprio provate il bisogno di etichettare le istanze che porto avanti, pardon, le visioni deliranti, non c'è bisogno di usare la parola "femminismo", vi basti dire che sono dalla parte delle bambine]

giovedì 15 novembre 2007

Baruffe chiocciotte 6

Rieccomi qua, e oggi con una grossa grassa puntata delle Baruffe Chiocciotte!!! Se non altro perchè è da quest'estate che mi sto gustando questo libro, anzi questi libri. Un pochino per volta, un capitolo al giorno, per assaporarne bene il gusto dolce, ma non dolciastro.
Contestualizziamo. é universale. L'ho prestato a mia "suocera" (usiamo questa parola, ma ancora con molte virgolette...) e lo presterò a mia madre che me l'ha già chiesto. Tanti (oddio, quanti...) anni fa io e le mie amiche volevamo trarne un "film" in cui recitare in prima persona. E quante volte abbiamo visto il film, quello vero...
Ma non avevo mai letto il libro. Fino a quando quest'estate, necessitando di una lettura-ombrellone, l'ho trovato e l'ho iniziato, pur pensandolo un filino troppo "naif" per la mia età. E invece no. Cioè, non che sia realista. Leggi la prima pagina e già dici: "Questi March si vogliono troppo bene per essere veri". Così tiri in ballo certa letteratura ottocentesca di scopo spudoratamente morale e moralista, coi personaggi più che stereotipati, e tanto amore e tanta felicità da fare quasi schifo. Come quando ingoi un cucchiaino di zucchero: ad alcuni piace, a me fa vomitare. E invece no, ancora una volta ti sei sbagliato. Dopo i primi capitoletti buttati giù a forza capisci che di stereotipato non c'è proprio niente. Che Louise May Alcott forse era molto più femminista di me.
Stiamo parlando della sua serie di 4 libri: "piccole donne", "piccole donne (i lettori di sesso maschile possono evitare di passare al post successivo arrivati a questo punto?) crescono", "piccoli uomini", "i ragazzi di Jo". Parliamo del fatto che tutte o quasi le ragazzine l'hanno letto e i ragazzini ovviamente non si machierebbero mai di questa colpa. Questo perchè per le femmine non c'è niente di strano nel leggere un libro con un maschio protagonista. I romanzi con le donne come protagoniste vengono bollati come "femminili" e li leggono solo le femmine. Bah.. E di tutte queste ragazzine che lo leggono, se gli chiedi chi vorrebbero essere, in quale delle quattro sorelle si riconoscono, tutte (la stragrande maggioranza) ti rispondono Jo. Se, invece, cambi esperimento e prendi tutte le ragazze che conosci e ti chiedi a quale delle quattro sorelle assomiglia di più, di Jo non ne trovi tante. Anzi, ce n'è una su 100...
Perchè esiste il genere "femminile" ma non quello "maschile"? E perchè voler essere Jo è ben diverso dall'essere come lei nella vita? Beh, a questo mi rispose (in parte) Simone de Beauvoir..

Non vorrei cambiare argomento, ma ne sono costretta. I miei pensieri mi portano inevitabilmente qui. Un GdS, anzi GdL (lettura) "femminismi comparati" in compagnia di Louise May Alcott e "il secondo sesso", sempre della succitata Simone. Da leggere parallelamente. Parlo sempre di Simone perchè leggere il suo libro mi ha cambiato e continuerà a farlo. Come ben sapete, sono un filino impegnata e incazzata quando si parla dei pregiudizi, degli schemi precostituiti e culturali che riguardano il nascere femminuccia piuttosto che maschietto. Non sono mai stata molto femminile, almeno all'inizio della mia carriera. [Odio lavare una pentola, odio farmi la piega così piuttosto che cosà ai capelli, odio pensare quanto cavolo è più difficile per me lavorare e fare figli, ecc. ecc.] Visto che rompo sempre le scatole a tutti con sta storia, non pensavo di avere io, anche io, proprio io (!!), idee, giudizi, attitudini sotterranei che arrivavano da quell che mi hanno sempre fatto credere voglia dire "essere donna". E così sono diventata più VERA, più io, nell'amore, nel curarmi, nel sesso, nel giudicare me stessa, nei progetti per il futuro. Ognuna leggendo quel pacco immane potrà capire qualcosa di sè che non aveva mai notato in vita sua. E magari liberarsene, una volta per tutte.. Ma Louise, va anche oltre Simone. Non scrive un saggio di 800 pagine, ma le sue Jo rivendicano il diritto di saltare le staccionate. Le sue Nan diventano dottoresse e zitelle, e, soprattutto le sue Daisy diventano casalinghe, cuoche, mogli e madri amorevoli, perchè è veramente quello che vogliono fare.. Più rivoluzionaria di così...

mercoledì 10 ottobre 2007

Poll (vuol dire sondaggio)

MARGARET FULLER SLACK
"Sarei stata grande come George Eliot
solo che mi fu avverso il destino.
Guardate il ritratto che Penniwit mi fece,
il mento poggiato alla mano e gli occhi infossati -
e grigi, che guardano lontano.
Ma c'era il solito, eterno problema:
celibato, matrimonio o libertinaggio?
Poi John Slack, il ricco farmacista, mi corteggiò,
con la lusinga che avrei scritto il mio romanzo in pace,
e lo sposai, misi al mondo otto figli,
e non ebbi più tempo per scrivere.
Comunque, per me era finita,
quando mi piantai l'ago nella mano
mentre lavavo la roba del bambino,
e morii di tetano, una morte beffarda.
Ascoltatemi, anime ambiziose,
il sesso è la maledizione della vita!
"
Dall'Antologia di Spoon River - Edgar Lee Masters


Come avete visto, cari amici pennuti, c'è un po' di paranoia per una buona metà del pollaio... Non voglio entrare nel merito della crisi esistenziale anche per non annoiarvi e non farvi scendere le uova. Invece voglio soltanto fare un picolo dibattito. Mi (e vi) chiedo io e il pulcino ci saremmo trovate di fronte al dilemma strada-sentiero anche se invece che pollastrelle fossimo state due galletti ruspanti?
Spiegamoci meglio, per chi non ha letto il post precedente, o per chi l'ha letto ma non c'ha capito niente. La strada coincide con le parole chiave: luogo d'origine-matrimonio-pargoli-lavoro tranquillo, ma (si spera) gratificante.
Il sentiero coincide con delle scelte di studio/lavoro un po' più coraggiose e consone al proprio essere (ad esempio dottorato), senza rinunce per quanto riguarda eventuali esperienze utili, come periodi all'estero, e, se ci scappa (ma non è affatto sicuro come sulla strada) matrimonio-pargoli-ritorno al luogo d'origine.
Maglio specificato il problema, veniamo alla mia domanda: se Giulia fosse Giulio, si troverebbe a farsi lo stesso problema? Si troverebbe impelagata nella stessa crisi esistenziale? Se invece di fidanzati avessimo fidanzate ci faremmo meno problemi?Quasi quasi apro un sondaggio, se capisco come si fa..se rispondete di no, aggiungete la motivazione nei commenti. Ovviamente può rispondere chiunque, anche chi sta leggendo il blog perchè è amico di uno solo dei pennuti, e non ha mai messo piede a Padova, e non ha idea di chi siano tutti gli altri strani polli che popolano il blog.

Chioccia

P.S. Non vuole essere una polemica politico-sociale, come quando faccio propaganda femmminista. è una questione più esistenziale. E non voglio convincere nessuno di qualche mio punto di vista. Anzi, io stessa, francamente, non ho una risposta..