L'esperienza è l'insegnante più duro: prima ti fa l'esame, poi ti da la lezione. Come se non bastasse accade talvolta che la vita sia come Adimari: che prima ti fa un esame di merda, e poi ti dice che in fondo era facile.
Spesso e volentieri le materie statistiche sono un asettiche e tecniche. La maggior parte delle nostre lezioni sono meno "romantiche" di quelle di teoria di scuola guida in cui ti fanno semplicemente vedere i cartelli.
Ogni tanto, però, il muro spesso che divide la vita da Modelli 2 ha piccoli squarci, e non mi riferisco a quando i maschi pensano "Ma quant'è gnocca la Ventura?!"
Mi riferisco a quando stai seguendo il corso di non so cosa e la tua menta vaga bel bella dalle tue domande ai tuoi problemi, dalle timide soluzioni che ti proponi al perchè le stesse non funzionano nel caso specifico. E ti passa per la capoccia che quel problema lì con la sua non immediata risoluzione ha strane ed inaspettate analogie con qualche altro problema di ben altra natura affrontato col Dott. Scarpa piuttosto che con l'orsacchiotto Masarotto.
A questi parallelismi tra storia personale e statistica, tra matematica e vita pratica, tra esistenza ed inferenza, è arrivato il momento di dedicare una rubrica: che si chiamerà, appunto, "L'inferenza dell'esistenza"
(a dispetto della presentazione, la rubrica sarà leggera. Sia la parte statistica che quella di analogia con la vita saranno presentate in maniera molto semplificata (o almeno ci provo): così il tutto potrà essere compreso anche da chi non conosce la statistica, o da chi non conosce la vita.)
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1 commento:
Mi riprendo la mia identità (da un paio di giorni ho le idee confuse... :-D) per chiedermi perchè, alla luce di quest'ultima "partorita" nel pollaio, ovvero l'inferenza dell'esistenza", tu non ti proponga di scrivere un manuale sulla vita vista dal punto di vista statistico.
Sarebbe un best seller sicuro!
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