Ecco che si conclude la special edition del weekend. Vorrei che si concluda con un bel post. Invece temo che non sarà così, vista la sostanziale inutilità del mio pomeriggio. Vorrei rispondere al mio compare del "diario parallelo" riguardo a polizia, g8 e cose del genere. Quest'estate ho visto su la7 il film-documetario sul g8 a Genova. è stato difficile, è stato terribile. Una sofferenza quasi fisica si è impadronita di me. Luoghi di via quotidiana perfettamente riconoscibili (è tutto reale, non sono le solite scene finte che la mente registra e digerisce senza elaborare) teatro di violenze tantopiù gratuite ed inutili. Visto la mia difficoltà a vedere tutto questo, ad elaborarlo ed a parlarne chiuderei qui il discorso rifiutandomi di mettermi a fare analisi discriminanti per classificare vittime e carnefici. No, non mi va, e poi tanto c'è sempre un bel margine d'errore. C'è solo Degre che mi martella in testa quando canta "sangue su sangue non macchia, va subito via".
Mi piace invece considerare i luoghi di vita quotidiana teatri di gesti d'amore. E di gioia. E di stupida, sana, inutile allegria. Anche se molto piccoli (i gesti, non i teatri). La cucina ha ospitato la preparazione di un particolare, ma meritevole risotto pere e gorgonzola, per me e Jacopo. In sala ci siamo sbellicati dalle risate leggendo la Nonciclopedia alla voce "Studio Aperto". In Chiesa ho cercato forse un po' ansiosa come una chioccia, i visi dei miei ragazzi e mi sono sentita stranamente bene. Sprofondata in poltrona ho assaporato le mitiche storie di Louise May Alcott.
E in camera ho pensato quant'è bello sentirsi amate.
Ora che il weekend è concluso, che Ale e Vale sono tornati e la casa è di nuovo casa, non resta che dormire, per prepararci alla dura giornata di domani in cui dovrò preparare per il pino il file pieno di fantastilioni di domande...
Chioccia
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento