venerdì 2 novembre 2007

Ho fatto una camminata, e non era un processo stocastico

A me piace molto andare a camminare.

Recentemente ho usato spesso la tecnica della passeggiata casuale. Complice il mio lettore mp3, impostato su riproduzione casuale dell'intero insieme di canzoni in esso contenuto. Ad ogni incrocio, basta cambiare canzone per decidere, in base all'iniziale della stessa, quale delle due (o 3) strade disponibili prendere. Questa singolare tecnica, da me inventata, di conseguenza, lascia che sia la strada percorsa, sia la musica ascoltata come sottofondo, siano completamente decise dal caso. Trattasi quindi di processo stocastico. Mi dava un sacco di libertà, quell'ora della mia vita in cui non dovevo decidere niente: nessuna responsabilità, solo aleatorietà... (peccato non avere spazio per raccontarvi di proprietà matematiche delle passeggiate casuali devvero interessanti)

Oggi no. Oggi ho deciso di andare a piedi da San Marcello al cimitero di Jesi. Casa mia -> Serra -> Serretta -> Monsano -> Santa Lucia -> Cimitero. Giornata splendida. Sole tiepido. Campagna tutto intorno, di una bellezza che ti colpisce dentro come un pugno. (Che novembre sia il mese più bello per i colori di cui dipinge le mie colline? O forse lo penso di volta in volta di tutti i mesi?) Dicevamo. Rigoroso ordine nell'ascolto musicale: "La buona novella"; "Non al denaro, non all'amore, nè al cielo"; "Tutti morimmo a stento". Per chi non lo sapesse, tutti di Fabrizio.

Che questo cambiamento nell'ora di fitness sia solo un riflesso di qualcosa di più grande? Che stia smettendo di gironzolare nella vita a casaccio? Che abbia deciso dove voglio arrivare alla fine della mia vita? Che abbia deciso cosa e chi non posso staccarmi dal cuore, qualsiasi sia il luogo ove il suddetto cuore si troverà? Girando tra tombe dimenticate da tutti, a leggere storie improbabili e non, sto iniziando a pensare che per capire dove finisce un'amicizia e dove inizia un amore, chiedersi vicino a chi vorresti essere sepolto sia molto più efficace che chiedersi vicino a chi vorresti passare la tua vita.

Vi lascio a Fabrizio. Procuratevi il resto della canzone. (E del disco (E di quelli che ho ascoltato oggi (E di quello che ha cantato)))

Chioccia

[...]

Un castello
lo donò
e cento e cento amici trovò
l'altro poi
gli portò
mille amori
ma non trovò
la felicità

Uomini, cui pietà non convien sempre
mal accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine
Uomini, poichè all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia,
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finchè non sia maturo per la falce

Non cercare la felicità
in tutti quelli a cui tu
hai donato
per avere un compenso
ma solo in te
nel tuo cuore
se tu avrai donato
solo per pietà
per pietà...

2 commenti:

Tiziano Crudeli For President ha detto...

Per fortuna che Jacopo non può risponderti...

Cmq la camminata casuale potevi pensarla solo te!

W la Vecchia diretta a Varazze!

Anonimo ha detto...

Grazie Marghe (sai perchè)