domenica 18 novembre 2007

Eccomi!

Quale onore per una quaglia di campagna come me, aggregarmi a questo pollaio di città e per giunta con una tale presentazione! Mi sento simile all’ospite straniero di Sanremo che viene annunciato per mezz’ora, ora dovrò impegnarmi a fondo per non deludere le aspettative.
La mia foto vedo che c’è già, e per giunta con il mio profilo migliore, ora non mi resta che scrivervi un po’ di me:………………….[ pausa di 10 minuti in cui fisso la tastiera senza la minima idea di cosa scrivere. Caspita, è il mio primo post devo fare bella figura! Dannato cervello deciditi a collaborare!!! ]. Ok, dopo un’intera domenica passata in clausura a studiare non posso pretendere troppo dai miei due neuroni, meglio evitare di descrivermi del tutto in un colpo solo.
Iniziamo con qualcosa di facile:categoria ”cose che mi piacciono”.
Adoro praticare sport, specialmente quelli non di squadra e che non pretendono che io colpisca una palla in movimento, tradotto: sono una schiappa a pallavolo, calcio, basket e tennis ma me la cavo discretamente come escursionista, sciatrice (anche se su questo ultimo punto Cavazz potrebbe smentirmi), nuotatrice. Da un annetto ho iniziato a correre e fare kayak da mare, e mi piacciono da impazzire!
Domenica scorsa (11 novembre), dopo un paio di mesi di astinenza, sono andata a Chioggia per una pagaiata in compagnia. Ero stata avvertita dal mio istruttore di vestirmi pesantemente, ma non avevo idea di quello a cui andavo incontro!
Qui è necessaria una precisazione tecnica sul canottaggio: se d’estate la fanno da padrone toraci abbronzati e muscolosi bicipiti spruzzati d’acqua e illuminati dal caldo sole, d’inverno diviene categorico non bagnarsi assolutamente, visto che la temperatura si aggira mediamente intorno ai 5 gradi.
Appena arrivata in sede, mi hanno velatamente riso dietro per come ero vestita (più o meno con due strati di vestiti in pail in perfetto stile ‘escursioni ad alta quota’) dandomi loro la tenuta più idonea, consistente in: una muta intera dallo spessore di mezzo centimetro (e almeno tre taglie più grandi di me), maglia a maniche lunghe, felpa in pail (gli ultimi due erano gli unici capi provenienti dal mio guardaroba), calzari e guanti dello stesso materiale della muta, giacca d’acqua impermeabile, berretto di lana e giubbotto salvagente (anche perché è impensabile riuscire a nuotare con tutta sta roba addosso). Sembravo la versione femminile del Gabibbo!
La giornata era fredda ma soleggiata e abbiamo fatto un giro in laguna (per me lunghissimo) di circa 20 km fino all’isola di San Pietro dopo Pelestrina. Inutile dire che ho fatto la sauna.
Ok, come primo post mi sembra possa andare, altre cose su di me o aneddoti deliranti li aggiungerò in seguito… meglio svelarsi un po’ per volta.
Concludo ringraziando tutti gli abitanti del pollaio per avermi accolta nella loro casa, sia virtuale che fisica.
La Quaglia.

1 commento:

Anonimo ha detto...

tranquilla, quaglia di campagna, anche noi siamo tutti polli ruspanti e campagnoli.. Ora ci hanno rinchiuso in un pollaio situato in area urbana, qui a Padova...ma si sa, la gallina padovana è più rinomata!! Nonostante ciò, noi restiamo campagnoli o muntagnini dentro, e non saremo mai polli d'allevamento!!
Anche io, poi, non sono tagliata per gli sport dove si pretende che io intercetti una palla e per giunta in movimento.. No, no, non fa per me..

Volevo annunciare che appena posso (il che può voler dire giorni e giorni visto come sono messa con gli esami..) scriverò un post con delle recenti note di colore di casa Perin..