Rieccomi qua, e oggi con una grossa grassa puntata delle Baruffe Chiocciotte!!! Se non altro perchè è da quest'estate che mi sto gustando questo libro, anzi questi libri. Un pochino per volta, un capitolo al giorno, per assaporarne bene il gusto dolce, ma non dolciastro.
Contestualizziamo. é universale. L'ho prestato a mia "suocera" (usiamo questa parola, ma ancora con molte virgolette...) e lo presterò a mia madre che me l'ha già chiesto. Tanti (oddio, quanti...) anni fa io e le mie amiche volevamo trarne un "film" in cui recitare in prima persona. E quante volte abbiamo visto il film, quello vero...
Ma non avevo mai letto il libro. Fino a quando quest'estate, necessitando di una lettura-ombrellone, l'ho trovato e l'ho iniziato, pur pensandolo un filino troppo "naif" per la mia età. E invece no. Cioè, non che sia realista. Leggi la prima pagina e già dici: "Questi March si vogliono troppo bene per essere veri". Così tiri in ballo certa letteratura ottocentesca di scopo spudoratamente morale e moralista, coi personaggi più che stereotipati, e tanto amore e tanta felicità da fare quasi schifo. Come quando ingoi un cucchiaino di zucchero: ad alcuni piace, a me fa vomitare. E invece no, ancora una volta ti sei sbagliato. Dopo i primi capitoletti buttati giù a forza capisci che di stereotipato non c'è proprio niente. Che Louise May Alcott forse era molto più femminista di me.
Stiamo parlando della sua serie di 4 libri: "piccole donne", "piccole donne (i lettori di sesso maschile possono evitare di passare al post successivo arrivati a questo punto?) crescono", "piccoli uomini", "i ragazzi di Jo". Parliamo del fatto che tutte o quasi le ragazzine l'hanno letto e i ragazzini ovviamente non si machierebbero mai di questa colpa. Questo perchè per le femmine non c'è niente di strano nel leggere un libro con un maschio protagonista. I romanzi con le donne come protagoniste vengono bollati come "femminili" e li leggono solo le femmine. Bah.. E di tutte queste ragazzine che lo leggono, se gli chiedi chi vorrebbero essere, in quale delle quattro sorelle si riconoscono, tutte (la stragrande maggioranza) ti rispondono Jo. Se, invece, cambi esperimento e prendi tutte le ragazze che conosci e ti chiedi a quale delle quattro sorelle assomiglia di più, di Jo non ne trovi tante. Anzi, ce n'è una su 100...
Perchè esiste il genere "femminile" ma non quello "maschile"? E perchè voler essere Jo è ben diverso dall'essere come lei nella vita? Beh, a questo mi rispose (in parte) Simone de Beauvoir..
Non vorrei cambiare argomento, ma ne sono costretta. I miei pensieri mi portano inevitabilmente qui. Un GdS, anzi GdL (lettura) "femminismi comparati" in compagnia di Louise May Alcott e "il secondo sesso", sempre della succitata Simone. Da leggere parallelamente. Parlo sempre di Simone perchè leggere il suo libro mi ha cambiato e continuerà a farlo. Come ben sapete, sono un filino impegnata e incazzata quando si parla dei pregiudizi, degli schemi precostituiti e culturali che riguardano il nascere femminuccia piuttosto che maschietto. Non sono mai stata molto femminile, almeno all'inizio della mia carriera. [Odio lavare una pentola, odio farmi la piega così piuttosto che cosà ai capelli, odio pensare quanto cavolo è più difficile per me lavorare e fare figli, ecc. ecc.] Visto che rompo sempre le scatole a tutti con sta storia, non pensavo di avere io, anche io, proprio io (!!), idee, giudizi, attitudini sotterranei che arrivavano da quell che mi hanno sempre fatto credere voglia dire "essere donna". E così sono diventata più VERA, più io, nell'amore, nel curarmi, nel sesso, nel giudicare me stessa, nei progetti per il futuro. Ognuna leggendo quel pacco immane potrà capire qualcosa di sè che non aveva mai notato in vita sua. E magari liberarsene, una volta per tutte.. Ma Louise, va anche oltre Simone. Non scrive un saggio di 800 pagine, ma le sue Jo rivendicano il diritto di saltare le staccionate. Le sue Nan diventano dottoresse e zitelle, e, soprattutto le sue Daisy diventano casalinghe, cuoche, mogli e madri amorevoli, perchè è veramente quello che vogliono fare.. Più rivoluzionaria di così...
giovedì 15 novembre 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
5 commenti:
Ho adorato piccole donne anni e anni fa...mi hai fatto venire stra voglia di rileggere tutta la serie!!!
Sono molto contenta, caro anonimo (anzi, anonima)...approfittane. Perchè non ti palesi? Basta che lì sotto in identità, clicchi altro e scrivi in "nome" chi sei..
martina :) ma era più divertente essere anonima :)
peccato che in questo periodo non ci sia molto tempo per leggere
Ciao Martina, scusami, è che io sono notoriamente curiosa come una scimmia...!! Secondo me è il libro ideale da leggere quando si ha un po' da fare perchè te lo centellini un capitoletto al giorno
figurati così sapete che sono vostra assidua lettrice!! buon week end...(non studiare troppo data mining) :)
Posta un commento