martedì 19 febbraio 2008

Genoa-Sampdoria 0-1

E' con colpevole ritardo che mi accingo a fare questo post sul derby più bello che una città possa proporre: Genoa-Sampdoria, il derby della Lanterna.

E' il 17 febbraio 2008, quarta giornata di ritorno del campionato di Serie A TIM. Il vostro ratùn è già felice per l'esito dello slalom speciale maschile di Zagabria quando si siede sul divano in compagnia della Chioccia Marghe, del fratello Alessio e dell'amico del fratello Luca (milanista, ma per l'occasione lurido genoano). Fischio d'inizio alle ore 15, passano 30 secondi e Christian Maggio fa subito capire di poter devastare la fascia sinistra rossoblù: tirocross insidioso che Rubinho blocca; passano altri 30 secondi e Di Vaio di testa impegna Castellazzi. E' passato un minuto ma ci sono state già più occasioni e più spettacolo rispetto al derby d'andata. Intanto rientra il padre del ratùn (lurido genoano) che si piazza sulla sedia di vimini, luogo notoriamente porta fortuna del vostro amato topo. Dopo 10 minuti Juric prende palla di mano e Sua Altezza Antonio non ci sta: manda platealmente a fanculo l'arbitro che lo ammonisce. I genoani si lamenteranno per la mancata espulsione (ogni asd è riduttivo) Purtroppo il primo tempo perde di vivacità: il Genoa gioca un po' meglio ma non crea occasioni colossali. Il divertimento è così alto che mio padre si addormenta... ma al 30' Sua Altezza si inventa un numero strabiliante, mette Maggio da solo davanti a Rubinho, ma il nostro numero 7 si beve il cervello, non tira e si fa fottere la palla. E' la prima occasione colossale della partita, e per il resto del primo tempo non ce ne saranno altre.

Si va al secondo tempo e la prima mossa tattica la faccio io: lascio il divano e mi siedo sulla sedia di vimini lasciata incustodita dal padre. In partita invece purtroppo dopo 5 minuti il Genoa mette in campo l'undicesimo giocatore: esce (? asd) Di Vaio ed entra Figueroa che dopo poco è subito pericoloso con un colpo di testa a lato, ma Castellazzi sembra sulla traiettoria. Pochi minuti e una nuova magia di Sua Altezza smarca di nuovo Maggio, che però si pisciazza di nuovo e tira in bocca a Rubinho. Christian però sulla destra è devastante e in 5 minuti provoca due falli da ammonizione a Danilo: il Genoa torna (asd) in 10 al 15' del secondo tempo. A questo punto la partita si fa incredibilmente bella, e non solo perchè le speranze di vittoria aumentano: prima Maggio è anticipato dall'uscita di Rubinho, poi il Genoa con il neoentrato Lucarelli impegna severamente Castellazzi in angolo. Ma la Samp ci crede: Sua Altezza smarca per la terza volta Maggio che al momento del tiro è fermato da Bovo. Poi Franceschini vince un rimpallo rimanendo solo con Maggio davanti a Rubinho, la passa al numero 7 che per la quarta volta tira a botta sicura: sta volta è Criscito che recupera e salva sulla linea. Sembra una partita maledetta, ma all'87' Sua Altezza inventa l'ennesima magia di una partita straordinaria, scarta 4 giocatori, smarca per la quinta volta Maggio su cui prima Rubinho si supera, ma sulla respinta nulla possono le statuine genoane che provano a respingere sulla linea: 0-1. La Sud, unica gradinata che canta a squarciagola per tutta la partita (e pure i genoani si sono lamentati di questo) esplode, il trionfo è vicino. Il Genoa però giustamente ci prova, ma non crea nessun pericolo serio se non un'incursione in area di Borriello al 94' che Palombo ferma rischiando non poco di provocare un rigore. Finisce 1-0 per i blucerchiati, unica vera grande squadra di Genova.

Le pagelle:

rubinho 6
de rosa 6
criscito 6,5
konko 7
rossi 5,5
milanetto 5
paro 6
juric 5,5
danilo 4,5
di vaio 5
borriello 5,5
(bovo 5,5
lucarelli 5,5
figueroa 5)

CASTELLAZZI 7
CAMPAGNARO 6,5
SALA 5,5
ACCARDI 6
MAGGIO 6,5
PALOMBO 6
FRANCESCHINI 6,5
DEL VECCHIO 5
PIERI 6
BELLUCCI 5
CASSANO 9
(VOLPI 6,5
BONAZZOLI s.v.
ZIEGLER s.v.)

Rizzoli 7 (tutto sommato partita facile, ma non ha sbagliato nulla)

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