Domani si vota ed io non ho le idee molto chiare. Ho l'impressione, come succede a molti, di essere delusa da tutte le forze politiche in campo, e di aver scelto per pura esclusione. Temo che l'unica soluzione sia fondare un partito femminista, di cui a breve vi arriveranno le tessere a casa.
Certo, un bel problema sarebbe la scelta del nome. Per aiutarmi nella difficile questione si è scatenato un utile dibattito con altri esponenti politici di spicco quali Vally, Laura e Giulia Chiarelli. LaQuaglia, infatti, venuta a conoscenza del nascente nuovo partito, cosa di cui in Italia si sente sempre fortemente la mancanza, ha d'istinto consigliato "la cosa rosa".
Sì, vabè, ma basta questi stereotipi maschietto/femminuccia, dobbiamo essere innovativi, quasi trasgressivi... "la cosa azzurra!"... No, beh, azzurra meglio di no..
"la cosa viola?" No, troppo macabra, quasi quaresimale
"la cosa verde?" uhm..troppo padano
"la cosa lilla!"..quello fa Vladimir Luxuria, consiglia saggiamente la nostra Laura.
No no, ci vuole un colore caldo, ma non stucchevole. Un colore bello. Passando per il ciclamino, eccomi arrivata all'indaco, ultimo particolarissimo colore dell'arcobaleno.
A parte queste idiozie penso che quando a qualunque questione politica che riguarda noi donne smetteremo di appiccicare l'aggettivo "rosa" sarà un gran passo avanti per le nostre teste.
Sono tornata a casa ieri e mi sono ritrovata davanti uno spettaccolo che mi ha tolto il fiato.
Certo, un bel problema sarebbe la scelta del nome. Per aiutarmi nella difficile questione si è scatenato un utile dibattito con altri esponenti politici di spicco quali Vally, Laura e Giulia Chiarelli. LaQuaglia, infatti, venuta a conoscenza del nascente nuovo partito, cosa di cui in Italia si sente sempre fortemente la mancanza, ha d'istinto consigliato "la cosa rosa".
Sì, vabè, ma basta questi stereotipi maschietto/femminuccia, dobbiamo essere innovativi, quasi trasgressivi... "la cosa azzurra!"... No, beh, azzurra meglio di no..
"la cosa viola?" No, troppo macabra, quasi quaresimale
"la cosa verde?" uhm..troppo padano
"la cosa lilla!"..quello fa Vladimir Luxuria, consiglia saggiamente la nostra Laura.
No no, ci vuole un colore caldo, ma non stucchevole. Un colore bello. Passando per il ciclamino, eccomi arrivata all'indaco, ultimo particolarissimo colore dell'arcobaleno.
A parte queste idiozie penso che quando a qualunque questione politica che riguarda noi donne smetteremo di appiccicare l'aggettivo "rosa" sarà un gran passo avanti per le nostre teste.
Sono tornata a casa ieri e mi sono ritrovata davanti uno spettaccolo che mi ha tolto il fiato.

(Altre foto su questo bel blog, che piacerebbe a Rotolo)
La nostra campagna in questo periodo si veste a festa, e il paesaggio dei colli così morbido e vario ti rimette in pace col mondo intero. Le colture di grano sono di un verde intensissimo e squillante. Ma, guardandosi tutto intorno, è incredibile quante sfumature di verde si possono riuscire a contare: questo davvero penso sia un record della mia terra! Da quelli più vivaci dell'erba a quelli più o meno cupi degli alberi: i cipressi, gli ulivi, gli arbusti, gli alberi da frutta coi fiori bianchi. E poi gli sterpi e le erbacce dei greppi, i fossi in lontananza rigogliosi di vegetazione, le vigne sparse sul dorso pacioso dei colli. Oggi io e nonna siamo uscite dietro casa sua e ci siamo affacciate alla balconata. In lontananza la striscia netta e azzurrissima del mare, da Senigallia a Falconara come minimo. Più vicino a noi Morro d'Alba mollemente appoggiata sul crinale. Tra noi e l'altro paese altri crinali, case di campagna, orti, campi, fossi, ognuno prezioso di una sfumatura diversa.
Il fatto che parlo sempre di Genova non significa che non ami la mia terra. Posso provare a descrivere a parole ciò che provo per Genova. Ma l'amore viscerale per i miei campi non si parla e non si spiega. Si sente e non ci si scappa.
Certo, i paesini della vallesina brillano per il verde dei loro campi, ma non per le opportunità intellettuali e di svago offerte alla loro non vasta popolazione. Ieri ho pensato di accompagnare i miei al loro corso di balli caraibici che hanno organizzato nel mio paesino, approfittando delle mie ormai elevate capacità. Ecco, diciamo, che d'ora in poi, se ci lamentiamo di Eugenio, il maestro cus facciamo un delitto. per carità, ognuno ha i suoi metodi, ma penso di non aver fatto mai attività così tanto ripetitive finora. Probabilmente lavorare in una catena di montaggio è più divertente e creativo: la stessa figura (lunghissima) ripetuta allo sfinimento, fisico e psicologico, ogni volta con un partner diverso. Mentre i maestri, con una verve degna di Paolo Vanin (chi ha seguito microeconomia sa di cosa parlo), ripetono ossessivamente i vari passi da fare. Non parliamo poi del loro tentativo di spiegare il passo base del merengue ai malcapitati. è bello però vedere come i miei concittadini ancora partecipanti al corso (decisamente pochi) si divertivano lo stesso, riempendosi di battute idiote a vicenda e cogliendo comunque l'occazione per muoversi e rilasciarsi. Essere "campagnoli" significa anche saper valorizzare il poco, e io, non cambiata nel dentro, mi rimetto nella definizione che da di sè Guccini in una canzone "sempre un momento fa campagnolo inurbato".
Cavolo, adesso che lo rileggo..anche questo è stato un post geniale! Se continuo a scrivere cose troppo belle sul blog..inizio ad avere paura..ASD
Il fatto che parlo sempre di Genova non significa che non ami la mia terra. Posso provare a descrivere a parole ciò che provo per Genova. Ma l'amore viscerale per i miei campi non si parla e non si spiega. Si sente e non ci si scappa.
Certo, i paesini della vallesina brillano per il verde dei loro campi, ma non per le opportunità intellettuali e di svago offerte alla loro non vasta popolazione. Ieri ho pensato di accompagnare i miei al loro corso di balli caraibici che hanno organizzato nel mio paesino, approfittando delle mie ormai elevate capacità. Ecco, diciamo, che d'ora in poi, se ci lamentiamo di Eugenio, il maestro cus facciamo un delitto. per carità, ognuno ha i suoi metodi, ma penso di non aver fatto mai attività così tanto ripetitive finora. Probabilmente lavorare in una catena di montaggio è più divertente e creativo: la stessa figura (lunghissima) ripetuta allo sfinimento, fisico e psicologico, ogni volta con un partner diverso. Mentre i maestri, con una verve degna di Paolo Vanin (chi ha seguito microeconomia sa di cosa parlo), ripetono ossessivamente i vari passi da fare. Non parliamo poi del loro tentativo di spiegare il passo base del merengue ai malcapitati. è bello però vedere come i miei concittadini ancora partecipanti al corso (decisamente pochi) si divertivano lo stesso, riempendosi di battute idiote a vicenda e cogliendo comunque l'occazione per muoversi e rilasciarsi. Essere "campagnoli" significa anche saper valorizzare il poco, e io, non cambiata nel dentro, mi rimetto nella definizione che da di sè Guccini in una canzone "sempre un momento fa campagnolo inurbato".
Cavolo, adesso che lo rileggo..anche questo è stato un post geniale! Se continuo a scrivere cose troppo belle sul blog..inizio ad avere paura..ASD
5 commenti:
... E intanto Zapatero ha formato un governo con maggioranza donne.
Io mi trasferisco in Spagna...
Il Governo Rosa di Zapaterohttp://www.iltempo.it/interni_esteri/2008/04/13/866143-governo_rosa_zapatero.shtml
Povera Spagna, ho sempre pensato che fosse un paese in declino...
Già già... cmq bella partita Reggina-Sampdoria...
Grande Francone! (e vale anche per il fantacalcio)
Uno scempio di partita decisa due mesi fa più o meno... Meno male che anche l'Udinese ha perso
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