MARGARET FULLER SLACK
"Sarei stata grande come George Eliot
solo che mi fu avverso il destino.
Guardate il ritratto che Penniwit mi fece,
il mento poggiato alla mano e gli occhi infossati -
e grigi, che guardano lontano.
Ma c'era il solito, eterno problema:
celibato, matrimonio o libertinaggio?
Poi John Slack, il ricco farmacista, mi corteggiò,
con la lusinga che avrei scritto il mio romanzo in pace,
e lo sposai, misi al mondo otto figli,
e non ebbi più tempo per scrivere.
Comunque, per me era finita,
quando mi piantai l'ago nella mano
mentre lavavo la roba del bambino,
e morii di tetano, una morte beffarda.
Ascoltatemi, anime ambiziose,
il sesso è la maledizione della vita!"
Dall'Antologia di Spoon River - Edgar Lee Masters
Come avete visto, cari amici pennuti, c'è un po' di paranoia per una buona metà del pollaio... Non voglio entrare nel merito della crisi esistenziale anche per non annoiarvi e non farvi scendere le uova. Invece voglio soltanto fare un picolo dibattito. Mi (e vi) chiedo io e il pulcino ci saremmo trovate di fronte al dilemma strada-sentiero anche se invece che pollastrelle fossimo state due galletti ruspanti?
Spiegamoci meglio, per chi non ha letto il post precedente, o per chi l'ha letto ma non c'ha capito niente. La strada coincide con le parole chiave: luogo d'origine-matrimonio-pargoli-lavoro tranquillo, ma (si spera) gratificante.
Il sentiero coincide con delle scelte di studio/lavoro un po' più coraggiose e consone al proprio essere (ad esempio dottorato), senza rinunce per quanto riguarda eventuali esperienze utili, come periodi all'estero, e, se ci scappa (ma non è affatto sicuro come sulla strada) matrimonio-pargoli-ritorno al luogo d'origine.
Maglio specificato il problema, veniamo alla mia domanda: se Giulia fosse Giulio, si troverebbe a farsi lo stesso problema? Si troverebbe impelagata nella stessa crisi esistenziale? Se invece di fidanzati avessimo fidanzate ci faremmo meno problemi?Quasi quasi apro un sondaggio, se capisco come si fa..se rispondete di no, aggiungete la motivazione nei commenti. Ovviamente può rispondere chiunque, anche chi sta leggendo il blog perchè è amico di uno solo dei pennuti, e non ha mai messo piede a Padova, e non ha idea di chi siano tutti gli altri strani polli che popolano il blog.
Chioccia
P.S. Non vuole essere una polemica politico-sociale, come quando faccio propaganda femmminista. è una questione più esistenziale. E non voglio convincere nessuno di qualche mio punto di vista. Anzi, io stessa, francamente, non ho una risposta..
9 commenti:
Non so perchè siate fatte così. Io francamente me ne frego del futuro, nel senso che quello che succederà da un punto di vista lavorativo è per me indifferente. A me basta solo avere famiglia e comodità. Ma voi donne non so perchè vi fate queste paturnie...
Marghe! che dici??? che centra?penso che prima o poi tutti arrivino a un bivio, che debbano prendere delle decisioni,più o meno importanti che siano. Per quanto mi riguarda la mia non è una scelta che riguarda solo dottorato o no, vivere a Padova o no, per me è una scelta più radicale, devo decidere chi sono e cosa voglio essere. Rimandi rimandi ma prima o poi ci devi pensare. Non credo che cambierebbe qlc se mi chiamassi Giulio! anzi, non vedo cosa possa centrare, ho conosciuto ragazzi che hanno avuto vite difficili e scelte difficili da prendere, e quand'è così, o sei imbecille, o ci pensi.
Poi che io sia sempre stata portata a complicarmi la vita è un'altra storia, ma anche qui posso dire che conosco ragazze con cui ho condiviso identici pensieri e dubbi esistenziali, e ragazze che invece non sapevano neanche di cosa stessi parlando.
Dunque mi dissocio completamente.
Se ho colto ciò che voleva dire margherita, il post era più una proposta di portare le proprie esperienze che una vera domanda "è diverso tra uomini e donne"...right? Quindi vi dirò la mia, inizio, entro nel cerchio: "ciao a tutti, io sono lorenzo..."
[tutti] "ciao lorenzo"
[lorenzo] "ho iniziato a bere da motlo piccolo, mia madre nel biberon metteva amaretto di saronno, poi mio padre la picchiava perché in realtà non era di saronno ma una sottomarca, ho avuto un infanzia difficile e..."
[stupidità: off]
[ho detto off!]
[non funziona mai]
[vabbè]
Bivi (bivii?) davanti ne abbiamo tutti in continuazione, ma ora per la nostra leva il momento è paritcolarmente delicato, in questo (quasi) finale di specialistica in cui iniziamo tutti a cacarci un po' sotto e per i più fortunati (ricordiamo comunque che scegliere è un privilegio) tra noi c'è La Scelta tra qualcosa di tranquillo e qualcosa di meno tranquillo, c'è qualcosa per cui ci sentiamo portati e qualcosa meno, c'è qualcosa che gli altri si aspettano che facciamo e qualcosa che li sorprenderebbe (nel bene o nel male) e così via. Non è facile per niente, of course.
Io mi vedo davanti a due belle stradone, entrambe attraenti, una senza casello che è il dottorato e che sarebbe la mia via naturale, e una con alto pedaggio ma senz'altro più elettrizzante (non che la statistica non lo sia, tutt'altro) che è il teatro...e ho la fortuna di poter provare tutte e due: dopo la laurea provini a milano torino e genova e se non dovesse andare farò lo statistico (il che comunque mi piace una cifra) e il teatro resterà un hobby!
Ma almeno una volta nella vita credo che ci si debba provare seriamente, rimanere col dubbio è tra gli scherzi più più atroci che possiamo auto-farci, e alla strada più facile facciamo sempre in tempo a tornarci (o almeno così credo).
Poi per quanto riguarda famiglia e cose varie, è di sicuro un obiettivo ma ancora del tutto fuori dalla mia irrequietezza. E con questa nota lirica, si chiude!
Saluti a tutti, stasera ci sbronziamo e vedrai che bei discorsi che escono fuori!
bacini e rock'n'roll
Ps. ah, pardon, se invece la domanda era effettivamente "è lo stesso per maschi e femmine?", la risposta è: sì.
Pretendo di essere tolto dalla lista del pollaio, tanto per qualcuno di voi non conto un cazzo...
Poi troppa fatica riscrivere nel sondaggio la domanda che ancora devo capire come rispondere?
Ok, ho sbagliato nel porre la domanda. è un periodo che sbaglio tutto sempre più spesso, ma a parte questo...quello che intendevo dire è: non capita molto più spesso alle ragazze che non ai ragazzi di vedere come a due lati opposti del bivio la realizzazione familiare e la realizzazione professionale? Sia che questo avvenga per motivi esistenziali che socio-politici-economici..
Non intenedevo chiedere se solo le femmine hanno dubbi sul proprio futuro, perchè è chiarissimo che non è vero
L'elefantessa (nella cristalleria)
Ma scusate fra poco mette anche quante volte andate in bagno e gli appunti delle lezioni?
Ma quanto tempo libero avete per aggiornqarlo ogni giorno?
Rispondo prima a Vally: personalmente, se una cosa ti piace profondamente (intendo scrivere, suonare, etc...) il tempo lo trovi sempre e comunque. La passione è questo. Io non potrei mai non guardarmi almeno una volta al giorno il forum di Piero, ascoltarmi musica (mica solo Piero e i Litfiba), leggermi il quotidiano. Una passione non puoi controllarla.
Risposta al quesito iniziale: si, è lo stesso. Ma con intensità e momenti ben diversi. Una volta sul lavoro, una volta sull'amore, una volta su qualche altra cosa.
Per come la vedo io è inevitabile...
Mi sento però di dire una cosa: seguiamo il consiglio di Ja e asdiamo tutti di più!
Con l'affetto e la stima (di sempre) Cavazz
Risposta (logorroica, altro che asdare!) al sondaggio:
secondo me sia i ragazzi che le ragazze si pongono il problema prima o poi.
Ma in questo caso, come in (quasi) tutti gli altri, la differenza tra uomini e donne è nel modo.
Premetto che sto parlando in generale, so per esperienza che non è sempre così:
Secondo me le ragazze se lo pongono prima, più spesso, in modo più esplicito e più "rigido".
I ragazzi magari non ne parlano (non si fanno le paturnie, tanto per citarne uno a caso!), ma alla fine si comportano come se il problema se lo pongono anche loro. Però credo che siano meno condizionati da motivi esistenziali e/o socio-politici-economici...
Immagino che nn si sarà capito un tubo... ma era proprio questo il mio scopo!
Ciao!
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