Vediamo se serve a smuovere qualcosa, come pensa la chioccia...
Mi chiamo Jacopo, per alcuni Giobbe, per altri Fosco, per altri ancora Pino o Pippo Franco. Sono nato in prima serata, e già questo dovrebbe far capire l’importanza della mia persona: erano le 20.40 del 2 maggio 1984. La mia infanzia è stata normale fino ai 6 anni, quando una sera di maggio vennero a casa mia due cugini per vedere la finale della Coppa delle Coppe di calcio. Fu la prima partita che vidi in televisione e decisi di tifare per quella squadra italiana che aveva giocato e vinto grazie a due gol di un certo Gianluca Vialli, ovvero la Sampdoria. Il destino volle regalarmi lo scudetto alla prima stagione da tifoso e appassionato di calcio. Le scuole elementari sono proseguite normalmente (magari non tanto normale l’esordio: al mio compagno di banco chiesi prima che squadra tifava anziché il nome asd), così come le medie, dove vanto una secchionaggine ancestrale (sono uscito con ottimo asd asd asd). Al liceo (ovviamente scientifico, non sono un coglione asd) i primi sintomi di quello che voglio fare nella vita, ossia il mantenuto fancazzista o il carcerato. Nella mia vita non c’è una donna, e di questo francamente non me n’è mai fregato niente, anzi, vedere i miei compagni nell’intervallo andare in giro per la scuola a guardare le ragazze (che cazzo ci sarà da guardare, manco fossero state nude) mi dava un po’ fastidio: io preferivo restare in classe a giocare a tresette.
Niente da segnalare fino alla svolta del gennaio 2003. Incontrando un mio amico (e compagno di squadra dello Yosaka Team asdrulez) venni a conoscenza dell’esistenza del corso di laurea in statistica matematica e trattamento informatico dei dati. “Non si fa niente e prendi 30”, mi bastò per decidere che università fare. Da lì tre anni fatti di fancazzismo, fantacalcio e arbitraggi (grazie ai quali mi sono gustato i due migliori campionati degli ultimi anni della Samp direttamente dalla tribuna di Marassi), durante i quali faccio per la prima volta amicizia con una femmina: non a caso diventerà la mia fidanzata. Ad agosto 2006 la dura decisione di spostarmi a Padova per la specialistica (e per seguire la chioccia…). Scopro però che il fancazzismo è altrettanto ambito, soprattutto per sbronze e tornei di Fifa/Pes.
Per i pochi che mi hanno visto solo in occasione di grandi feste volevo aggiungere che in realtà non sono un alcolizzato: ho iniziato a bere a 21 anni, prima sbronza con sbocco ad agosto 2005 (un litro di grappa quasi da solo asdrulez) fino alla scoperta del Lambrusco Chiarli l’anno successivo. In realtà in tutta la mia vita il numero di sbronze non credo che arrivi in doppia cifra.
Scrivo in questo blog perché anche se ho una mia dimora passo quasi più tempo nel pollaio, poiché le galline hanno compassione per la mia incapacità di sopravvivere da solo.
Appena posso aggiungerò una mia foto (spero asdosa come quella di Marghe) a questo post
Ratùn
giovedì 18 ottobre 2007
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2 commenti:
Beh, spero vogliate coinvolgere anche il pulcino, la gallina e il gallo. In particolare, dal pulcino, vorremmo sapere l'ancor imprecisato numero di morosi/amanti (e tutte le altre definizioni). E' da Genova che attendiamo risposta...
è tanto carina la tua storia, topino, mi è proprio piaciuta...
Il gallo e la gallina ormai sono asociali, tutti presi solo dalle loro uova..
Quanto al pulcino, Cavaz, potevi venire alla festa delle fasi dell'amore. Ormai i morosi del pulcino sono diventati un argomento inflazionato con il delitto di Cogne. Basta....!!!!
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