"Amore investe il mio animo
come il vento che piomba sulle querce montane"
So bene, cari amici, che dallo scorso giovedì non facevate altro che apettare il solenne e piacevolissimo appuntamento con le baruffe chiocciotte e il suo magico mondo di sogni e poesia. Oggi sono qui con una mia cara e vecchissima amica: Saffo.
Saffo è una donna, è una poetessa e vive e scrive un buon numero di secolo prima di Cristo. Dai frammetni poetici di lei rimasti si deduce che era a capo di un tiaso. Cos'era il tiaso? Il tiaso era un'istituzione abbastanza comune a quell'epoca ed aveva lo scopo di educare le ragazze prima della loro vita matrimoniale. L'istruzione impartia comprendeva la pratica di lavori femminili, la buona educazione, la musica, nonchè l'omoerotismo che era alla base dei rapporti intercorrenti tra le ragazze e Saffo.., ma questo per i greci era normale (secondo Simone De Beauvoir è sempre normale, ma questa è un'altra storia). Cose che si dicono di Saffo: era brutta come la morte e si suicidò. Vero o no, Saffo è l'emblema della poesia d'amore. Un amore fantastico da vivere, ma che dopo un momento di esaltante giovinezza se ne va, se ne va sposa, perchè quello è il suo destino, ed è giusto così. E giusto che ora sia solo e solamente del suo sposo. Ecco allora l'esaltazione di Afrodite, le dolcissime richieste di soccorso alla dea, la struggente malinconia di amori dolcissimi e perduti. Strettamente collegate alla poesia stessa di Saffo si segnalano "L'ultimo canto di Saffo" di un altro mio vecchio amico, il Giacomino Leopardi (che inizia con quei due versi lì che mi fanno morire) e "Il cielo capovolto - ultimo canto di Saffo", di Vecchioni. Stare qui a fare discorsi teorici su com'è è bella la poesia della Saffo non mi paice, do la parola alle sue emozioni di donna libera e viva (dopo 28 secoli)
"Chi dice che la più bella cosa sopra la terra
sia un esercito di cavalieri,
altri di fanti o di navi, io dico:
quello che si ama
[...] vorrei vedere il suo passo amabile,
il fulgore luminoso del volto,
piuttosto che carri di Lidia,
il soldati, le armi"
"Sinceramente, vorrei morire"
Mi lasciava e piangeva
e mi diceva:
"Quanto soffriamo, Saffo,
io non vorrei ma ti lascio"
Ed io le rispondevo:
"Va', e sii felice, e ricordati
di me, tu sai quanto t'ho amata
Se no, sarò io a riportartele
alla memoria [...] le cose belle vissute
le corone di viole e di rose [...]
le tante collane di fiori
attorno al tenero collo [...]
[...]l'unguento[...]il profumo regale,
il morbido letto [...] il desiderio placato[...]
nessuna cerimonia da cui fossimo assenti
Fatevi prendere voi ora dal frammento 31, che non riporto. Se li volete tutti vi presto il Paduano. Cos'è il Paduano??? Cos'è il Paduano?????? Ve lo dico alla prossima puntata
1 commento:
Troppo lungo da leggere...
P.S.: mi è tornato internet a casa!!! rulez
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