Arieccome qua. Dice, e perché?? Sia perché meglio raccontarvi qualche sciapada ogni giorno che non tediarvi poi ogni settimana con post lungissimi; e poi perché domani e domanica sarò a Prato, ospite di Sandro e Francesca per il loro compleanno, quindi questo finesettimana non avrò l’uso del computer.
Domani mattina mi concederò tre ore di assoluto relax e lettura intensa e svariata. Si tratta del mio viaggio, assolutamente in regionale, perché ogni tanto bisogna anche risparmiare. Sarò cullata dall’ “aria condizionata del regionale”, ovvero il finestrino aperto, che, a parte gli scherzi è molto più piacevole dell’aria condizionata vera degli altri treni che ha il solo potere di gelarti i piedi. E i miei, si sa, sono particolarmente sensibili.
E prenderò il viaggio come un vero e proprio tempo dedicato solo a me.
L’unico problema è che non potrò seguire le tappe di sabato e domenica; percorsi entrambi appenninici, costellati di medie asperrità, non saranno probabilmente decisive per la vittoria, ma potrebbero apportare qualche modifica alla classifica generale.
Vabè, ma almeno la tappa di ieri me l’ho goduta appieno: non so cosa avrenno pensato i miei colleghi nel vedee metà dello schermo occupato dal powerpoint su cui stavo lavorando e l’altra metà da Raitre che trasmetteva la Sestri Levante – Riomaggiore. Scenari da mozzare il fiato, ragazzi. Pur essendo una tappa decisiva, non so se passi più tempo a chiederti “come diventerà ora la classifica?” o “cazzo, ma da quant’è che non vado più alle cinque terre? E soprattutto, perché??”.
Ieri sera poi, preso il coraggio a quattro mani, ho affrontato ciò che da settimane non riuscivo a vincere: quel cumulo di roba da stirare appoggiato sulla mia poltrona. La fase preparatoria allo stiraggio comporta sempre l’ardua e cruciale fase della scelta del sottofondo musicale. Vicino allo stereo della cucina ecco che trovo un inedito (per me) disco di De Gregori, e con sommo piacere lo metto su. L’album rappresenta forse il picco di una cifra stilistica comunque sempre presente nella produzione di Degre, ovvero il Non- sense. Non a caso la canzone che apre l’album è “Non c’è niente da capire”.
Nonostante il senso di ogni frase non si intraveda molto facilmente (anzi, forse neanche c’è nelle intenzioni dell’autore) dalle canzoni trapela una poeticità struggentissima e intensa. Si riesce cioè, alla fine dell’ascolto, ad assorbire il senso totale del pezzo, senza aver capito quello dei suoi singoli versi.
Lo scialbo Jacopo Barbieri alcune di queste canzoni potrebbe vederle come la trasposizione in campo musicale delle “secchiate di colore”, definizione che egli appioppa a varie opere pittoriche di astrattisti e co.
Il non-scialbo Rino Gaetano, una cui raccolta ho messo su dopo il cd di Degre, è un altro che, pur in un genere completamente diverso, partorisce dei capolavori basati su un almeno apparente non-sense. Il fatto che molti miei coetanei non sanno neanche chi è, anzi, osano confonderlo con Mino Reitano (santo subito) è di una tristezza infinita. La metà di quelli che lo conoscono, invece, (e fino a poco tempo fa ero anch’io in questa categoria) lo rammentano solo per le spensierate Gianna o Berta filava. Che tra l’altro forse a sentirsi il testo proprio solo spensierate non sono. In quest’antologia, trovata anch’essa sullo stereo in cucina, ho scoperto dei piccoli gioielli, intensi, provocatori, allegri e, alcuni, anche di una tristezza incredibile (“Chi mi dice ti amo chi mi dice ti amo ma togli il cane escluso il cane”)
venerdì 22 maggio 2009
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3 commenti:
Analizziamo il testo di Berta Filava: è la storia di una bagascia che ricama la lana e l'amianto che indossa un eretico e va dritta per la sua strada. Questo basterebbe per renderla asd, ma vogliamo evidenziare come gli eretici o in generale le persone abbiano un sacco di vestiti fatti d'amianto...
Insomma, il fatto che sia inserita in Italian asd 3 non può che essere una cosa normale per un testo senza senso
Ciao Marghe, a quando il post su di me?!
No no..è un po come il cane che si morde la coda! Sig.na Santoni si ricordi che prima ci sono io..
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