A proposito di letteratura, un divertentissimo libro che ho appena finito (grazie a Laura&Cardinal per questo regalo) e le bellissime giornata di sole a Milano mi aiutano a tenermi su e a mantenere uno sguardo generalmente rosa, appunto, sulla vita.
Invece, a farmi passare con nonchalance e una punta di divertimento le giornata di lavoro, ci pensa la radio. Solita precisazione: lavoro lo stesso, mentre la ascolto! Presa in considerazione per ascoltare le radiocronache del Giro, ho scoperto che è piacevole ascoltarla anche in altri orari . Se non altro perché tra i lamenti ad alta voce dell’isterica nella scrivania davanti a me, le telefonate col vivavoce di quelli a fianco e le chiacchiere alla macchinetta del caffè dietro di me, non ne potevo veramente più. Meglio allora dividersi tra Radio1 e Isoradio, a parte quando c’è la rubrica di medicina asd. E poi sì, ho detto che ascoltare Isoradio (quella degli aggiornamenti del traffico) mi rilassa, oh! Pensatene quel che volete, a me rilassa.
L’unica problematica è che tra ascoltare una radiocronaca del giro e vederlo in diretta alla tv, c’è una gran bella differenza. In parte per l’effetto paesaggistico, che vi dicevo nel post precedente. In parte perché se ti perdi 3 secondi di radiocronaca lavorando, rischi di non capire più come cazzo stanno messi sti corridori. E soprattutto perché l’effetto visuale della corsa è tutt’altra cosa. L’arrivo in salita di martedì sera è stato comunque molto godibile. Per chi non lo sapesse si partiva da Padova e si arrivava a San martino di Castrozza. L’arrivo, va da sé avendo un minimo di cognizione geografica, è in salita. Non è una salitona tale da scuotere la classifica, però la tappa è ugualmente molto divertente.
Il mio problema nel seguire le corse è invece la cesura dei due anni precedenti, per cui nel mio immaginario è rimasto tutto a tre anni fa e devo fare degli sforzi notevoli per non vedere Di Luca con la tutina Liquigas, ma prima o poi c’è la speranza che mi abitui.
Invece il problema della giornata era il seguente: essermi resa conto che nel mio armadio non c’era assolutamente niente di pulito. Ecco allora martedì la serata del bucato, che segue la serata precedente dedicata alla pulizia della cucina. Vediamo se chi mi conosce capisce perché mi son messa all’improvviso a lavare la cucina da cima a fondo?? Perché c’erano le formiche. Ma ecco che spunta anche un’altra faccendona: lavare la mia camera! Vediamo se indovinate anche perché così, all’improvviso, mi metto a lavare per bene camera mia dopo millemila giorni che non lo facevo?? Perché sabato viene mia zia ed era piena di cracia! Bene, vedo che mi conoscete! La sintesi è che queste sere non ho avuto un minuto di tregua, sia per la mia innata lentezza, sia perché ovviamente c’è sempre da aggiungere il tempo per preparare la cena e il pranzo del giorno dopo.
Mercoledì
La tappa di ieri era ancor più godibile della precedente. O forse dovrei dire sarebbe stata, visto che alla radio si sono collegati solo pochissimi chilometri prima dell’arrivo. Certo, se non c’è la radio c’è pur sempre la cronaca su internet. Ma è un po’ come..vediamo.. è un po’ come se invece di assistere al massacro di Jacopo dopo la sua laurea e picchiarlo personalmente, voi foste a casa vostra e uno vi mandasse un sms ogni 10 minuti scrivendovi laconici e stringati messaggi sul suo grado di sopportazione. Non lo trovereste assolutamente terribile???
Tappa comunque molto emozionante, nonostante lo scarno collegamento, con arrivo in salita più duro della tappa precedente. Provando una certa simpatia per Cunego, sono rimasta un po’ delusa. Però diciamo anche che ci godo un bel po’ per Armstrong che ha perso terreno dai migliori.
Una volta arrivata a casa ho provato il bisogno di liberarmi di tutti i vestiti (cioè, non proprio, non prendete in maniera troppo letterale le mie affermazioni) e andare a fare un bella passeggiata per scacciare la malinconia. Venerdì infatti c’è
In serata poi, nonostante le incombenze domestiche di cui sopra, sono riuscita a seguire la crucialissima (perché determina la sopportabilità di Jacopo) finale di Coppa Italia tra Samp e Lazio. Ecco, seguire i rigori tramite il Live di Yahoo! è un’esperienza assolutamente snervante che non augurerei neanche ad un mio nemico, soprattutto se debole di cuore.
Vorrei finire questo post, anche se non lo leggerà mai, per mandare un grandissimo abbraccio a Silvia, che domani ritornerà in Spagna.



2 commenti:
Troppo lungo... asd
Io sono fermo al titolo...asd
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