lunedì 9 giugno 2008

giorni BELGIOiosi 1

Di solito noi italiani siamo, rispetto ai colleghi europei, i fanalini di coda in qualsiasi classifica possibile immaginabile, al massimo, quando va bene, a pari merito con l'Ucraina o il Tagikistan. Ecco perchè partiamo per l'estero sempre con un piccolo senso di inferiorità,aspettandoci di riscontrare nelle persone e nelle città tante caratteristiche di civiltà e superiorità culturale, a cui siamo poco abituati in Italia.

Forse anch'io questo finesettimana sono partita per il Belgio con la stessa sensazione. Sono andata a trovare Fra, una mia fantastica amica e compagna delle superiori, in questo momento a Bruxelles per uno stage alla comunità europea.
La sensazione è diventata angosciosa consapevolezza, dopo aver visto in casa di Fra una rivista con questa copertina:
e soprattutto dopo aver letto il relativo articolo...

Ho iniziato a cambiare idea sabato mattina, quando siamo andate al museo di arte moderna. Con la dovuta calma, visto che apre alle 11. Passata la lunga sezione dedicata all'800 arriviamo alla più golosa carrellata di opere del secolo scorso. Neanche un quadro cubista, e arriva una signora piuttosta esagitata a dirci che dovevamo uscire..per la pausa pranzo e rientrare un'ora dopo. La pausa pranzo??? Dove c'era scritto?? E quando mai è contemplata in un museo??
Del resto, direte voi, di mattina dovranno un po' carburare, ma faranno il grosso dell'apertura in orario pomeridiano o serale, no? No, chiudono alle 5.

Niente opere moderne, dunque ufaufa perchè dopo pranzo avevamo qualcosa di molto interessante da fare. Infatti sono stata così fortunata da beccare il giorno delle Istituzioni Europee Aperte. Siamo entrati nientepopodimenoche nella sala dove si riuniscono i Commissari europei e abbiamo visitato vari banchetti divulgativi delle varie unità, giusto per raccogliere poster e coupon informativi, per la gioia delle foreste. Poi porte aperte anche al Consiglio Europeo. Peccato solo per una guida simpaticona che passa il suo tempo a farci vedere le entrate dei vip al palazzo e spiegarci dove si mettono i traduttori, per la serie chi se ne frega..

Infine, arriviamo al Parlamento Europeo. Qui davanti, ammiriamo un fantastico coro italiano di canzoni popolari. Attempati ma bravissimi, tant'è che una piccola folla, anche se totalmente ignara del significato delle canzoni, seguiva incuriosita lo spettacolo. Noi, però, dobbiamo entrare per seguire una cosa molto interessante, anzi, fantastica: nella sala del Parlmento possiamo sederci nelle postazioni dei parlamentari per assistere ad un dibattito tra quattro di questi rappresentanti ed il pubblico presente. Il bello è che anche noi potevamo metterci le cuffie per ascoltare le domande degli spettatori e le risposte dei rappresentanti, di varie nazionalità, tradotte dagli omini linguistici nascosti dietro a dei vetri anneriti. Proprio come succede ai parlamentari veri!! Che figo! Mica capita sempre..

Ho dimenticato poi di rendervi partecipi di un'altra cosa che mi emoziona un sacco di questa città: quello stile vagamente liberty di tantissimi stabili. Un gusto arrotondato ma non troppo che mi costringeva a guardare ammirata fuori dai finestrini del tram o ad alzare spesso il naso passeggiando per la città, uau..

Domani, però, la parte migliore. La nostra visita ad Ostenda, città dimenticata se non da Dio, da molti, affacciata sul Mar del Nord..dove abbiamo visto cose che voi non belgi non potete neanche immaginare. Soprattutto quello che alla stazione...

1 commento:

Pino/Pippo Franco ha detto...

...quello che alla stazione???
Dillo! asd