mercoledì 22 aprile 2009

Scendendo la collina dall'altra parte


Attenzione: il seguente post può avere contenuti esistenziali. Assumere con prudenza.

Qui da Sky vedo le persone che si muovono nella vicina stazione di Rogoredo come delle formichine. In una Milano allo stesso tempo affollata e solitaria, i pensieri e le cose da raccontare si accumulano giorno dopo girono e rischiano di far strabordare questo post in un pastrocchio informe.

Scegliere il punto di partenza stavolta è semplice e non può essere che il bellissimo weekend passato a Padova nel consueto regime festaiolo che stavolta si è dedicato al mio traguardo quadrato perfetto. Traduzione: sto parlando della festa in giardino che quei mattacchioni di casa Perin hanno organizzato per il mio compleanno, (il mio compleanno inaugura sempre la stagione del giardino!) con tanto di ospiti misti, Jacopo vestito da cameriere per prendere le ordinazioni sulla farcitura delle crepes, l’immancabile tiramisù e l’immancabile aria di festa pompata dal solito Italian asd. Naturalmente la cosa mi ha fatto un immenso piacere e mi ha fatto dimenticare tutti i miei dubbietti “sarei dovuta restare a Milano, almeno per un weekend??!!”. Già in mattinata Padova mi aveva accolto con un sole fantastico ed un centro pieno di persone, di cani, di bambini, di bici, di bici coi cani nel cestino, di bambini col cane, di bici coi bambini sul seggiolino, di fragole bellissime e a buon mercato, di bici quindi stracariche di frutta e, purtroppo anche di SUV (coi cani e coi bambini a bordo, naturalmente). I regali poi sono stati graditissimi: già il mio coinquilino si è dimostrato molto interessato a Hansa il nuovo gioco da tavola, anche se non abbiamo ancora avuto modo di giocare, e mi sto facendo trasportare lontano da due libri “La mia famiglia e altri animali”, ambientata a Corfù, e “C’è di mezzo il mare” storia di uno che si fa tutto il Mediterraneo in bici. Mentre sono in metrò, mi sento già in Spagna col ciclista e la mia mente vola a mille progettini per le vacanze estive.

Il giorno stesso del mio compleanno non ero invece in un mood festaiolo, quanto più in un mondo tutto mio, nonostante gli sforzi di uno stupitissimo Jacopo (per una volta, no, non è un errore, ho messo la T e non la D ). Mi sentivo esattamente su uno spartiacque. Esattamente come quando vai in montagna e arrivando sul crinale scollini giungendo a vedere due valli diverse, sia quella da cui sei appena salito, sia quella per cui scenderai. Non stai certo attraversando il fiume degli “enta”, però ora lo vedi, merda. Mentre prima sembrava una cosa lontanissima e quasi irreale.

La giornata l’ho passata, in fondo molto piacevolmente, a ripercorrere tutto il tragitto fatto fin qui.

L’aspetto del 5x5 non è semplicemente una particolarità matematica, ma nel mio caso trasborda in un mondo carico di significati più intimi e reali, in quanto potrei davvero segmentare la mia vita di cinque anni in cinque anni, in cui ogni volta cambiava tutto.

Sarò breve: basta snocciolare gli incredibili cambiamenti dei miei 15 anni, l’essere partita per l’Università e il mio rimbecillimento da persona indipendente a persona iperimbecilmente innamorata, per finire con la recente fine degli anni di studio, segnata tra l’altro dall’ennesimo trasferimento geografico. Non esagero nel dire che, come in “Uno, nessuno e centomila” ognuno di questi periodi abbia visto una Margherita molto diversa, almeno apparentemente. I personaggi che hanno popolato le varie zone della mia vita forse conoscono tutti una mia diversa facciata e se si dovessero confrontare su di me non penso che si troverebbero d’accordo su molti punti. Ad esclusione della mia indole, naturalmente, che sempre quella è.

Indubbiamente di ognuno di questi lustri mi porto dietro una barcata di ricordi e un buon numero di amicizie, e mercoledì è stata l’occasione per appuntarmeli tutti nella mente, per scorrere elenchi di persone ed esperienze la cui lunghezza mi faceva capire quanto fossi fortunata. Non che fossi triste, ero solo schiacciata dall’immane dolce peso della nostalgia. E dall’immane meno dolce peso dei tutti i bivi incontrati e di tutte le strade che potevano essere e non sono state perché ho fatto scelte diverse. Di tutte queste scelte non posso dire se in una lunga prospettiva, siano state giuste o sbagliate. Posso solo dire, ripensandoci, di averle fatte tutte, o quasi, col cuore.

domenica 12 aprile 2009

Aggironamenti Pasquali


Ciao a tutti dalla vostra chioccia in versione Pasquale (di cui abbiamo una diapositiva)!
Anche la chioccia, per la ben nota proprietà transitiva, ha una mamma chioccia (naturalmente ancora più chioccia di lei) e un papà gallo, e come di consueto è tornata un pochino da loro in occasione delle feste, naturalmente dopo un periodo di duro, indefesso e pressante (eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhh) lavoro.
Questi pochi giorni a casa sono fitti fitti di impegni mondanissimi, per esempio.. beh.. ecco..ora mi viene in mente.. beh, sì venerdì in compagnia di mia Nonna (perchè gallina vecchia fa buon brodo) sono andata a Messa.
Beh, no, come potrei dimenticare l'aperitivo con una bella compagnia di amici ieri sera per festeggiare (dopo un accurato periodo di meditazione sull'evento) nientepopodimenoche la mia laurea?? Beh, no la triennale, era comunque la specialistica asd.
Mentre i giovani mondani dopo l'aperitivo vanno a bere qualcosa e poi a ballare, noi andavamo alla Veglia Pasquale. Quando si dice la trasgressività..
Per finire con gli impegni mondani, oggi è stata una giornata totalmente imperniata sul cazzeggio e sul mio impareggiabile amico divano (mi manca molto quando non ci sono..sigh sob (asd)). Spicca comunque il pranzo dalla nonna, scoprendo inaspettatamente che la gallina vecchia fa buoni pure i ravioli, oltre al brodo.
Stasera concerto dei Korona e domani superabbuffata dall'altra nonna-chioccia^3. Inoltre per la serie "i grandi eventi" c'è molta mobilitazione per la manifestazione che domani come di consueto riempirà San Marcello di milioni di persone, addetti del settore o semplici visitatori: LA SAGRA DELLA SALCICCIA.
Beh, che altro dire, un incoraggiamento a Paolo che grazie al suo nuovo blog ci aggironerà sulla sua vita lavorativa (ormai lavora anche Suor Paul...non c'è veramente più religione). Un abbraccio a tutti i miei amici polli.
Un sereno augurio di Buona Pasqua ad entrambi i lati di Cavaz, a tutti gli amici di Padova, nonchè a tutti quelli che da altrove (comprensivo di vari posti che non ho voglia di elencare) hanno il coraggio di seguire le nostre avventure da questo blog.
Dopo aver relazionato sugli ultimi giorni, parliamo dell'immediato futuro. Non differirà di una virgola rispetto all'immediato passato. E con questa frase avrei già detto tutto.
L'unica annotazione è sull'arrivo dei miei fatidici 25 anni (quando il numero di anni è un quadrato perfetto è proprio un traguardo, e quindi una batosta)
Mi piange il cuore di non poter festegggiare con ciascuno di voi (ma tanto non avevo un euro per offrirvi niente quindi non festeggiavo lo stesso, però almeno ho la scusa della lontananza) asd. Buonanotte, ora quasi quasi rivado a dormire...

lunedì 30 marzo 2009

E' tutto finito (gufguf)


è la primaveeraaaaaaaaaaaaaooh…


eeeehhhh, è la primavera… respiriamo nuovi amori aspettando che sia primavera, arrivano le rondini, sbocciano i fiori, battono i cuori, cala la palpebra, spuntano le gemme e gli amici si laureano.

E queste lauree lasciano in bocca il sapore delle emozioni per le avventure felicemente conclusesi, del vino (asd), ma anche il sapore un po’ più amarognolo delle cose che non ritornano.

Sto parlando semplicemente della sensazione di indeterminatezza che ho avuto alla domanda “allora, noi quand’è che ci rivediamo?”, fatta quando si saluta. Non c’è più una risposta predeterminata (es. domani/mensa?/ mercoledì in piazza/tra un mesetto quando vengo) perché mano a mano viene a cadere la routine in comune con tante persone. E questo toglie alla vite qualche sicurezza e tanti piccoli piaceri.

Quando sono andata via io non ho sentito quasi niente. Come una ceretta, uno strappo e via. Anzi, ricostruiamo quei piccoli momenti di cui forse non ho parlato qui. Era un mercoledì mattina prima di Natale e io stavo aprendo il banchetto di Mani Tese davanti a Feltrinelli, quando il telefono mi avverte che Nunatac mi avrebbe preso. Il cuore mi batte forte mentre incarto il primo vocabolario, dando luogo ad un pacchetto ancora più precario del solito. Ma il tempo di abbandonarsi alle emozioni fortunatamente non c’è. La sera ci perdiamo tra le campagne padovane per festeggiare il tutto con una mega piadina. L’indomani raduno il mio valigione per le vacanze natalizie e spulcio i siti di annunci milanesi. Il venerdì mattina parto per Milano: da oggi casa Perin non sarà più la mia casa (tranquille, ragazze! ho scritto casa con la lettera piccola..). Menomale, anche in questo caso, non ho tempo di pensarci: parlo col capo, mi lancio nella visita di tre appartamenti, torno in azienda per la festa natalizia, mi muoiono i piedi per il dolore dei tacchi. Alla fine della giornata il treno mi porta a Genova. Poi il Natale a casa, e il resto lo sappiamo tutti: dopo l’Epifania si inizia a lavorare.

Forse lo sento solo ora questo dolcissimo e amarissimo distacco. Prima tutto questo piccolo mondo di certezze esisteva ancora, solo che lo io lo guardavo da lontano, da una finestra. Ora sento che piano piano si sta sgretolando e niente, o quasi, sarà come prima.

Il che non è necessariamente un male: non diventeremo peggiori, semplicemente diversi da come siamo ora. L’ultimo giorno delle superiori sentivo fortissimo il rumore di una porta che si chiudeva. Mia mamma mi disse che ci chiudeva una porta, ma si sarebbe aperto un portone.

Sono anni che di porte nuove ne ho infilate un po’ e posso dire che aveva ragione lei con quella sua frase naif.

Però in questo momento mi sento comunque legatissima a Padova, a quello che era il mio e il vostro modo di vivere, a chi resta e a chi se va, capendo tutte le sue difficoltà.

E pensare che volevo scrivere sto post solo per dire che io non so cosa farei, cosa pagherei per esserci alla cena di stasera…

lunedì 23 marzo 2009

Ma parliamo di asd

E per asd intendo l'ultimo weekend. E' stato un weekend molto intenso, ricco di avvenimenti e di asdate. Cominciamo da giovedì, quando si sono laureati Elena e Alessio

(foto in progress... asd)

Ottimi risultati per entrambi, anche se qualcuno (giustamente) non era del tutto soddisfatto. Bei papiri, begli scherzi (a Elena), brutti scherzi (ad Alessio, ricordati che io non ho partecipato! asd), tanta pioggia, tanto freddo e tanto pino asd.

Passiamo a venerdì, quando a laurearsi è stata Roberta.

(foto in progress... asd)

Anche per lei un ottimo risultato, un vestitino da birra superasdoso e scherzi nei limiti della tolleranza.
Ma il grande evento è stato raggiunto venerdì sera, quando i tre neodottori magistrali hanno festeggiati nel nomelocalesequalcunolosasostituiscaasd a base di spritz e sangria. Voi direte, bella merda, e sinceramente lo pensavo anch'io... poi però non si sa come, vista l'abitudine a quantità e qualità molto superiori, arriva la sbronza colossale: e via con la sucaaaaaah dance, le pisciate dietro il palazzo, i cariconi su Giulia, le risate di Cavazz e David (amico spagnolo di Federico) e chi più ne asda più ne metta. Non ringrazierò mai abbastanza i tre festeggiati per ciò che ci hanno permesso di fare, non me lo aspettavo così divertente e devastante.

Passiamo a sabato, quando al risveglio delle 11.30 è seguita la sboccata delle 14 asd. Poi tutti al parco Iris per un pomeriggio di relax a base di pallone, uno e Carcassonne. Serata al mitico Funky Gallo, dove si mangia il galletto con le mani, e poi a casa Perin, dove abbiamo giocato a Cranium. Inutile dire chi è stato il regio dei giochi della giornata.

Infine domenica, quando in compagnia delle donne di casa (Giulia, Marghe e Vale) e dei sempre più superasdosi triestini (Ale e sua Eminenza Cardinal Emanuele Parodi) abbiamo avuto la brillante idea di fare una bella gita in montagna a Monselice. Le premesse erano devastanti, soprattutto dopo che Hilde mi tradiva e mi faceva perdere la Coppa del Mondo di salto (dettagli su haze76fantasports.blogspot.com), ma invece la giornata è stata bellissima, con un bel sole, una bella passeggiata, tante risate, e l'ingresso ufficiale in casa Perin di Suki (foto in progress, asd) ed un bel gelato per festeggiare Torino-Samp 1-3. Per non far finire la giornata troppo presto e troppo leggera, cena a base di pasta pomodoro+panna+pancetta e per finire, improvvisazione dei famigerati muffin di Silvia. Non basta, allora tutti a farci un drink con Elena, Paolo e Alessio. La giornata si chiude con la vittoria di Fosco Hazist al Challenger di Rabat (dettagli su haze76fantasports.blogspot.com).

Insomma weekend molto molto divertente, in attesa di poter rendere tutti partecipi dell'esplosione della bomba (asd).

lunedì 16 marzo 2009

Menomale che ci stanno Anna e Iva a sdoganare..


Oggi non parliamo dei miei episodi di vita recente, ma di un argomento che ci prende tutti molto di più, indubbiamente. Le polemiche del festival di Sanremo.

Non mi interessa rilevare le polemiche in sé, ma rilevare che esse derivano dal fatto che alcune delle canzoni presenti tocchino temi delicati e sconvolgenti, come l’omosessualità e il sesso senza amore, che mai la canzone la canzone italiana aveva osato menzionare prima.



Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh………………………..



Già. Ci voleva proprio Iva Zanicchi per sdoganare questo tema così scomodo e pruriginoso. Rileviamo solo poche piccolissime eccezioni. In fondo Mina nel recentissimo '73 cantava solo

Questa notte potevamo morire

e sfruttare al meglio tutto di noi.

Con il desiderio di non finire mai

l'amore premierà,

due corpi che al pudore,

han gridato fai pietà

non troverai ogni notte

due amanti come noi.

[...]Ci siamo consumati

rischiando la follia

un'altra notte uguale

non si ripeterà.

E certo non ci incontreremo più

come si fa

fra amanti di valore

E che dire di un’esplicitissima Le farfalle della notte del 71, tra l’altro non relegata nel fondo di un lp misconosciuto ma cantata anche in tv nello show del sabato sera all’epoca seguitissimo e amato da tutte le famiglie italiane. Potrei continuare con gli esempi di canzoni quantomeno coraggiose per l’epoca, tipo “Amante amore", “L’importante è finire”, “Inibizioni al vento” ecc.



Qualcuno potrà dire che Iva Zanicchi potrebbe sicuramente avere il doppio degli anni di un eventuale oggetto del desiderio a cui è dedicata la canzone e una così radicale differenza di età non è stata mai proposta all’interno di alcuna canzone. In “18 ans” del '74, poi tradotta anche in italiano, Dalidà (che nessuno sa chi è ma vi assicuro all’epoca essere decisamente popolare) se la faceva con un 18ottenne quando lei di anni, almeno nella canzone, ne aveva 36.


E va bene, di scopazzate qua e là s’è sempre cantato, pensa a Gianna che non perdeva mai un minuto per fare all’amore, ma sempre tra un uomo e una donna, che cavolo!

Bisogna obiettare che non raramente veniva fuori un terzo/a, e non parlo di canzoni d’elitè ma anche di canzoni popolarissime. Non vi viene in mente niente? “Il pensiero stupendo nasce un poco strisciando”. Anche la biscia, secondo la Rettore è un pensiero che striscia.. Però quello di Patty (1977) è un po’ più affollato: "E tu E noi E lei Fra noi" e poi "Vorrei Vorrei E lei adesso sa che vorrei Le Mani le sue E poi un' altra volta noi due [...] E tu ancora E noi ancora E lei un' altra volta fra noi Le mani questa volta sei tu E lei a poco a poco di più, di più..."


Gli “uomini farfalla” di Mia Martini è altrettanto esplicita, e che dire di Renatone e del suo, giustappunto, “Triangolo”???!!!! (del '78)


Vediamo allora quale tema possiamo sdoganare il prossimo anno a Sanremo, caro Povia. Un bel tema etico tipo l’aborto, eheh, pensa che scandalo. Cazzo, c’ha già pensato Guccini in “piccola storia ignobile”. Allora la storia di un transessuale, bella pruriginosa tutta psicologica. Nooooooooooo, c’è già “Princesa” di De Andrè. Ma allora cosa? Un transessuale che abortisce? No, quello è impossibile, cavolo.

Tranquillo Povia, qualsiasi tema, anche toccarsi le tette per esempio, appena approda a Sanremo fa subito scandalo. Alla faccia di chi scandalo l’ha già fatto, e con cose meno banali, mettendoci la faccia più di 30 anni fa.


Il benpensante canticchia le canzoni ma non si ferma a interpretarne una sola riga. Figurati se si era accorto che Patty faceva le cose a tre nella canzone. Al contrario, il suddetto benpensante legge tutti gli articoli che contengono “scandalo” nel titolo e i giornalisti in concomitanza del festivalone non trovano di meglio da fare che sfornarne a centinaia.

Partendo da queste considerazioni, mi sono quindi divertita a scartabellare nella memoria in cerca di tutti i brani con sesso occasionale, omosessualità, orge, e qualsiasi altro tema che può essere considerato scottante in una canzone nella storia della musica italiana e sono sicura di averne trovati alcuni ma dimenticati molti, e che voi volendo sarete capaci di trovare anche più esempi di me. (però “Facciamo Fiki Fiki insieme” diciamo che non vale)



mercoledì 11 marzo 2009

pollaio aperto

buonasera, benvenuti a Pollaio-Aperto, il periodico variabile con le ultime notizie dal pollaio.

lo scorso finesettimana è trascorso all'insegna del puro cazzeggio, probabilmente grazie all'assenza del pulcino con sindrome di iperattività (proviamo col ritalin?) in trasferta dalla pulcina maggiore a turin: attendiamo un servizio sulla fiera del cioccolato, visto che non ci ha portato neanche un souvenir ipercalorico!

il ratun è in vacanza a genova/milano: il pollaio lancia un appello alle organizzazioni umanitarie per la probabile mancanza di generi alimentari nei prossimi giorni.

gallo e gallina segnalano un incontro ravvicinato del quinto/sesto tipo avvenuto in un insospettabile domenica pomeriggio lungo la deserta via facciolati.
di ritorno dal rifornimento di gelato, sono stati importunati da due redivivi ned flanders padovani, uno sui 40 e l'altro oltre i 60, con tanto di barbetta bianca. l'aggancio "ciao ragazzi, vorremmo raccontarvi la nostra storia" ha fatto breccia nei nostri cuori, così, anche se il gelato si scioglieva, è iniziato il teatrino con un brillante scambio di battute tra i due imbonitori su chi avesse avuto le disgrazie maggiori, uno ha cinque figli ma non li voleva, l'altro ha la moglie schizofrenica. Disperati, la loro vita si risolve grazie all'aiuto di "qualcuno lassù", magicamente arrivato dopo alcuni incontri di catechesi.
Ok, e quindi? Quando tirano fuori il volantino o il libro di turno? No! Ci salutano con un gratuito quanto inquietante "quando vi capiterà una disgrazia (toccatina), ricordatevi che c'è qualcuno lassù che vi ama... ma dov è che l'avete preso il gelato? è buono?". una lezione di psicologia sociale! chissà se avrà funzionato??? domenica prossima torniamo a cercarli!

ultimo aggiornamento: prosegue il torneo di uno: l'italia è in netto vantaggio sulla espana.

basta dai, alla prossima edizione...

martedì 10 marzo 2009

Breaking news

Vi aggiorno un po' sugli ultimi giorni della mia vita. Ecco il treno dei servizi!

Mercoledì- Nuovo coinquilino cercasi:

Mercoledì sera (o sarà stato lunedì o martedì, boh?) ero distesa sul mio letto sopraelevato in preda al sonno ed alla malinconia (ho dei sbalzi d’umore pazzeschi questo periodo), quando il mio coinquilino Alberto bussa e fa “Marghe, c’è qui un ragazzo a vedere casa!” Uhm, vedere casa? Devo essermi persa qualche informazione ultimamente, tipo che il mio coinquilino Marco ha deciso di andare negli Stati Uniti. Come succede in questi casi, abbiamo visto un bel campionario umano: da quello che parla così tanto che non riusciamo più a sbatterlo fuori, a quello che ha così fretta che non riesco neanche a fargli due domande. Il casting è ancora aperto.


Giovedì - Il corso SAS:

Da mercoledì a venerdì mi attendeva il corso SAS, al quale mi hanno spedito i miei datori di lavoro per rafforzare le mie abilità programmative. Eccomi dunque nel cuore del SAS institute con una serie di oggetti da far invidia a tutti gli studenti di stat: la borsa SAS, la penna SAS con relativo block notes, la matita SAS e il librone manuale Fondamenti di SAS2, che pesa quanto un’intera Treccani. Dice ammazza quant’è generosa la SAS.. beh, non proprio, il corso costa quasi come un anno di università. Utile, eh, ora ho capito addirittura i formati, ma approfittate della Sartorelli finchè potete: è aggratise.

Venerdì- Stazioni e via Crucis di cui sopra:
Venerdì pomeriggio il corso finisce tradizionalmente un po’ prima e arrivo con buon anticipo in stazione. Con tranquillità, faccio la fila alla macchinetta livello binari per il biglietto. Aspetto perché la signora davanti a me fa vari tentativi a vuoto. Tocca a me e il bancomat non va. Nuovo tentativo. Cambio macchinetta. Altra fila. Di nuovo problemi. Ormai mancano pochi minuti. Corsa in biglietteria: primo tapis roulant, giro per arrivare al secondo tapis roulant, secondo tapis roulant. Fila. Biglietto. Corro al treno, pensando proprio al mio ultimo post, quando si ode:“Dlin dlon. Si avvisano i viaggiatori che alle 6 in Cappella di stazione verrà celebrata la Via Crucis ”. Ecco, appunto..

Sabato- E vai con l'aperitivo:

Novità a Genova: in un posticino (attaccato al porto petroli asd) disponibili aperitivo&tapas anche senza glutine. Ci trascino subito il ratùn e un Seb raccapezzato per strada. Il fatto di riempirmi la pancia con crostini, salame, mortadella e co. me gusta così tanto che ordino la seconda, buonissima, kaipiroska. Per niente turbata dai due cocktails in corpo, mi dirigo col ratùn a vedere uno spettacolo molto molto divertente con Lella Costa: “Ragazze”. Sferzante ironia sul mondo maschile (quando si alzano le luci Jacopino sembra un po’ contrariato) ma anche affascinante rilettura dell’immortale mito di Orfeo e Euridice: il punto di vista di Euridice, visto dai classici del 900’ . Profondo, e vero.

Domenica- Posti che voi umani non potete neanche immaginare:


Ecco, io ce la metto tutta la buona volontà: consulto i libri, google maps e Tuttocittà: ma non riesco mai a prevedere dove andrò a finire nelle mia esplorazioni. Domenica programmiamo il giro Rivarolo-Fegino-Borzoli-Sestri, probabile tratto della romana Via Postumia. E ci troviamo a Rivarolo ad attraversare un binario abbandonato (con siringhe), a Fegino tra ville cinquecentesche di campagna, a Borzoli tra soleggiatissime cascine con tanto di piante di limone. Ma poi la strada si perde: qualcuno l’ha chiusa? O continuava oltre un pollaio? Percorso alternativo: finiamo in un posto abbandonato, lungo un ruscello coi rifiuti e sotto un ponte della ferrovia pieno d’acqua, ma poi la strada finisce di nuovo: maledetti, tocca prendere il 53!!

Lunedì- La lotta contro lo sporco:


Si ritorna alla dura realtà. Sabato arrivano i miei!! La casa è piena di cracia!! Aaaaaaaaaaahhhhhhh!

Ingaggio la mi personale battaglia contro lo sporco, che durerà varie serate. Ieri i bagni: ecco, io non pensavo che su delle piastrelle potesse accumularsi molto sporco: invece appena passavo la spugnetta bagnata veniva giù acqua nera. Ma la vasca: non ho mai creduto che tanto sporco potesse coesistere in una sola piccola vasca. Ieri il primo, violentissimo round, con un temibile alleato: il telefono della doccia manda un getto d’acqua bollente e potentissimo che dona un’incredibile sensazione di forza. Ma basterà? Ho già pregato di Jacopo di distrarre i miei mentre visitano la casa raccontandogli ciò che vuole, per esempio che si droga.


Martedì: mentre vi scrivo sono stanca morta, dopo il secondo round contro lo sporco. Pensate che a rendermi più lungo il compito succedono varie cose alcune delle quali inspiegabili: tipo che la scatola di cartone del ferro da stiro si è attaccata alla libreria su cui l'avevo appoggiata.

Prima in cucina il carrellino di plastica era in condizioni tali che l'ho direttamente smontato e sbattuto nel lavandino. Nel frattempo, ho acceso la radio ed ho beccato l'unico programma di tutta la radio italiana che trasmette solo musica reggae. Dev'essere il destino..

venerdì 6 marzo 2009

Cinema Trash



E' FINITO IL TEMPO DELLE MELE, PUTTANA!



lunedì 2 marzo 2009

Grandi stazioni (della solita Via Crucis)

La stazione da cui prendi il treno ogni mattina. O da cui transiti/arrivi/parti per i tuoi spostamenti da fuori sede. Ti sembra bella o brutta? In ogni caso, dimenticala, perché fra un po’ sarà completamente nuova.

L'altra sera durante il mio cazzeggio internauto, volevo sapere in quali stazioni di Milano c’era il deposito bagagli. Ecco che quasi per caso, mi sono imbattuta in questo sito: http://www.grandistazioni.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=2071ea6a5809a110VgnVCM1000003f16f90aRCRD ed ho iniziato a spulciarlo.

Se anche voi selezionate la stazione d’interesse (fatelo, è interessante) e poi “Nuovi progetti” vi chiederete, come me: sti disegni sono taroccati o davvero faranno ste cose ancestrali? E come la devo girare la proiezione che non riconosco nessun particolare della stazione attuale?

Soppalchi d’acciaio, sottoportici in cristallo, parcheggi sopra i binari, giusto per avere delle idee di cosa potremo trovarci davanti scendendo dal treno.

Alcune soluzioni sembrano davvero comode o comunque vanno a tamponare problemi attualmente legati alla stazione in esame: un esempio fra tutti, collegare direttamente Piazza Principe con la metro. Altre cose sembrano più tendere alla pacchianeria che alla funzionalità.

A Milano, poi, il restyling è stato già fatto in parte. Mi sembra che per uscire dalla stazione ci voglia più tempo ora che prima, ma magari è una mia impressione; e il fatto una delle cause possa essere la creazione di un percorso che passi appositamente tra tutti i negozi, facciamo che anche questa è solo un’impressione mia.

Un’altra cosa che però salta agli occhi è che tutti i sacrosantissimi progetti sono affidati ad un unico architetto: volontà di unità e uniformità stilistica o solita mafia italiana?

Forse la stazione sarà più bella e più comoda, però io penso ancora a quanta gente è costretta a vivere e dormire lì o altrove, non potendo usare una sua casa. E a me questo sembra un problema di tutto un altro livello che la stazione bella o brutta. Cioè, se io ho un’atrio scomodo e sporco oppure un funzionale piano servizi in cristallo non percepirò nessuna differenza fra i due finchè avvertirò il problema di chi è costretto a vivere lì.

A Milano quest’inverno sono morti finora una decina di senzatetto. (Invito ad aprire il link StazioneMilano sulla sinistra se qualcuno volesse contribuire in qualche modo o anche solo leggiucchiare) E la Litizzetto, che è una persona intelligente, domenica scorsa ha chiesto, in nome della vita, se è possibile fare un ddl per garantire la nutrizione e l’idratazione di queste persone.

Ma chissà cosa vado a dire, che noi Italia ai barboni gli diamo fuoco quando non abbiamo un cazzo da fare. E magari fa anche meno scalpore del rumeno che ruba la borsetta.

Le stazioni saranno diverse, ma la Via Crucis della vita, per qualcuno, sempre quella è.

venerdì 27 febbraio 2009

FOTO BOMBA SCONVOLGENTE!!!

E' una notizia sconvolgente quella che sto per darvi. Allontanate i bambini perchè potrebbero rimanere traumatizzati.

Il protagonista è l'uomo più sfottuto di Venezia (asd), il magnate arabo italo-olandese Rickard Saadi Al Cavazza. Sotto le sue vesti si nasconde, in realtà, una burbera palla di lardo dalla faccia rotonda come un pallone da calcio.

Purtroppo è tutto vero, non è un fotomontaggio, tantomeno un ritocco al computer.

Vi do l'ultimo warning: i deboli di cuore non vadano oltre. Lascerò un po' di spazio prima della foto in questione, in modo che nessuno possa vederla appena apre il blog.

In bocca al lupo a tutti, spero che sopravviviate