mercoledì 22 aprile 2009

Scendendo la collina dall'altra parte


Attenzione: il seguente post può avere contenuti esistenziali. Assumere con prudenza.

Qui da Sky vedo le persone che si muovono nella vicina stazione di Rogoredo come delle formichine. In una Milano allo stesso tempo affollata e solitaria, i pensieri e le cose da raccontare si accumulano giorno dopo girono e rischiano di far strabordare questo post in un pastrocchio informe.

Scegliere il punto di partenza stavolta è semplice e non può essere che il bellissimo weekend passato a Padova nel consueto regime festaiolo che stavolta si è dedicato al mio traguardo quadrato perfetto. Traduzione: sto parlando della festa in giardino che quei mattacchioni di casa Perin hanno organizzato per il mio compleanno, (il mio compleanno inaugura sempre la stagione del giardino!) con tanto di ospiti misti, Jacopo vestito da cameriere per prendere le ordinazioni sulla farcitura delle crepes, l’immancabile tiramisù e l’immancabile aria di festa pompata dal solito Italian asd. Naturalmente la cosa mi ha fatto un immenso piacere e mi ha fatto dimenticare tutti i miei dubbietti “sarei dovuta restare a Milano, almeno per un weekend??!!”. Già in mattinata Padova mi aveva accolto con un sole fantastico ed un centro pieno di persone, di cani, di bambini, di bici, di bici coi cani nel cestino, di bambini col cane, di bici coi bambini sul seggiolino, di fragole bellissime e a buon mercato, di bici quindi stracariche di frutta e, purtroppo anche di SUV (coi cani e coi bambini a bordo, naturalmente). I regali poi sono stati graditissimi: già il mio coinquilino si è dimostrato molto interessato a Hansa il nuovo gioco da tavola, anche se non abbiamo ancora avuto modo di giocare, e mi sto facendo trasportare lontano da due libri “La mia famiglia e altri animali”, ambientata a Corfù, e “C’è di mezzo il mare” storia di uno che si fa tutto il Mediterraneo in bici. Mentre sono in metrò, mi sento già in Spagna col ciclista e la mia mente vola a mille progettini per le vacanze estive.

Il giorno stesso del mio compleanno non ero invece in un mood festaiolo, quanto più in un mondo tutto mio, nonostante gli sforzi di uno stupitissimo Jacopo (per una volta, no, non è un errore, ho messo la T e non la D ). Mi sentivo esattamente su uno spartiacque. Esattamente come quando vai in montagna e arrivando sul crinale scollini giungendo a vedere due valli diverse, sia quella da cui sei appena salito, sia quella per cui scenderai. Non stai certo attraversando il fiume degli “enta”, però ora lo vedi, merda. Mentre prima sembrava una cosa lontanissima e quasi irreale.

La giornata l’ho passata, in fondo molto piacevolmente, a ripercorrere tutto il tragitto fatto fin qui.

L’aspetto del 5x5 non è semplicemente una particolarità matematica, ma nel mio caso trasborda in un mondo carico di significati più intimi e reali, in quanto potrei davvero segmentare la mia vita di cinque anni in cinque anni, in cui ogni volta cambiava tutto.

Sarò breve: basta snocciolare gli incredibili cambiamenti dei miei 15 anni, l’essere partita per l’Università e il mio rimbecillimento da persona indipendente a persona iperimbecilmente innamorata, per finire con la recente fine degli anni di studio, segnata tra l’altro dall’ennesimo trasferimento geografico. Non esagero nel dire che, come in “Uno, nessuno e centomila” ognuno di questi periodi abbia visto una Margherita molto diversa, almeno apparentemente. I personaggi che hanno popolato le varie zone della mia vita forse conoscono tutti una mia diversa facciata e se si dovessero confrontare su di me non penso che si troverebbero d’accordo su molti punti. Ad esclusione della mia indole, naturalmente, che sempre quella è.

Indubbiamente di ognuno di questi lustri mi porto dietro una barcata di ricordi e un buon numero di amicizie, e mercoledì è stata l’occasione per appuntarmeli tutti nella mente, per scorrere elenchi di persone ed esperienze la cui lunghezza mi faceva capire quanto fossi fortunata. Non che fossi triste, ero solo schiacciata dall’immane dolce peso della nostalgia. E dall’immane meno dolce peso dei tutti i bivi incontrati e di tutte le strade che potevano essere e non sono state perché ho fatto scelte diverse. Di tutte queste scelte non posso dire se in una lunga prospettiva, siano state giuste o sbagliate. Posso solo dire, ripensandoci, di averle fatte tutte, o quasi, col cuore.

2 commenti:

Pino/Pippo Franco ha detto...

Cioè, questo è il blog più aggironato... e ho detto tutto... asd

Tiziano Crudeli For President ha detto...

Ho letto fino a metà, dopo la stanchezza mi ha colto... asd