venerdì 14 dicembre 2007

Baruffe chiocciotte 9

Disperavo, cari amici, di riuscire a scrivere un messaggio qui sul blog, prima di qualche secolo, visti i miei molteplici impegni. Poi mi sono accorta che oggi la lezione di Modelli statistici di comportamento economico corso progredito (per gli amici MSCE CP) era al computer, e allora eccomi qua...

Penserete che sono proprio una studentessa degenere a farmi (parzialmente) i cavoli miei durante la lezione. E invece no, perchè questo corso, nonchè Modelli Statistici Dinamici, non lo seguo perchè è nel mio piano di studi, perchè avrò un esame, perchè qualcuno mi chiederà i contenuti del corso, ma perchè mi piace. E basta.

Ci pensavo proprio oggi. Mentre Azzalini uno di noi (quello di modelli dinamici) faceva operazioni improbabili con matrici dal contenuto oscuro: "ma perchè sono qui???". Devo finire la relazione di econometria 2, stamattina mi sono dovuta alzare presto per fare la torta (scusa Giulia, se ho fatto rumore), ho un fidanzato che questi giorni si sta dimenticando di avere una fidanzata, perchè non ci sono mai. E io sono qui. Con mister simpatia Azzalaus.

Cos'è che mi spinge ad essere qui (oltre alla prospettiva di fare la tesi con quel figone di Paggiaro)? La curiosità. Dev'essere lei che mi spinge ogni giorno. Mi fa guardare fuori, mi fa aprire alle persone, agli altri.


"Come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo
come carta assorbente..." Francesco Guccini - Culodritto


E' vero, sì, ma la curiosità da sola non basta. Ci sono quei periodi di abulicità, che non te ne frega niente di niente. Ci fosse anche una sola motivazione per alzarti da letto la mattina. Ci fosse anche solo una domanda che ti scaturisce dal petto, e che ti fa emozionare quando ne cerchi un barlume di risposta. In tanti posti diversi ed apparentemente estranei fra loro. Niente. Rimane solo la curiosità cattiva. Quella maligna, quella inopportuna.

Cos'è allora che ti spinge? Che ti spinge ancora a monte della curiosità, e senza il quale la curiosità va a farsi friggere? L'amore. Non inteso in senso sentimentale (cioè, quello è un sottoinsieme).
Ecco a voi, per il nostro consueto momento letterario, Prima Lettera ai Corinzi, capitolo 13:



"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l'amore,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.E se avessi il dono
della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la
pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi amore, non
sono nulla.E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo
per esser bruciato, ma non avessi amore, niente mi giova. [...]


Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.[...]"



Quel mitico vecchio dolce giovanissimo e freschissimo capitolo 13.
Per quando ti getti sopra le coperte stanca morta, hai quel leggero dolorino di capa dato dalla mancanza di sonno e continui a camminare, dici "non ce la farò mai" ma visto che già son qui non mi tiro indietro, sei pervaso da una felicità immane.



P.S: Che bello fare i modelli con LISREL!! Ora vi devo lasciare perchè mettiamo l'errore di misura in una delle endogene...


A proposito, chi di questi, nella foto del '65, è Trivellato? (Non si vede molto bene, lascio il link: http://www.webalice.it/nbruni1/Nicola_Bruni.html)



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