sabato 1 marzo 2008

Il vento

Lasciarsi portare dal vento o sbatterci contro? Sentire la sua potenza, sentire che preme contro di te. A ogni passo aumenta la convinzione, la certezza, di potercela fare. Ad andare contro il vento. E la sfida stessa ti dà l'energia per affrontarla. Ti dà potenza.

"Togli i fermi", disse. Il pianoforte incominciò a scivolare, sul legno della sala da ballo, e noi dietro a lui.. E mentre volteggiavamo tra i tavoli, sfiorando lampadari e poltrone, io capii che in quel momento, quel che stavamo facendo, quel che davvero stavamo facendo, era danzare con l'Oceano, noi e lui, ballerini pazzi, e perfetti, stretti in un torbido valzer, sul dorato parquet della notte.

Come quando arrivi in fondo a una strada, che ti sembra di percorrere da sempre. Arrivi a un certo punto e capisci che è ora di tornare indietro. Ti volti e scopri con stupore che tutto è diverso. Le piante, il fiume, le nuvole, il riflesso della luce sull'acqua, è come se li vedessi per la prima volta. La realtà che ti sta attorno, tu lo sai, è sempre la stessa, ma tu sei cambiato. Ed è cambiato il tuo modo di guardare il mondo.

A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran.

3 commenti:

Pino/Pippo Franco ha detto...

Strano, Erica non ha portato nulla di ciò che coltiva Franz eppure tu hai queste reazioni... asd

Anonimo ha detto...

Ma cribbio.... non aggiorniamo?

asd asd

Ronky ha detto...

Beh, Novecento è un must, e il pezzo del quadro è proprio bello... un bacio