lunedì 17 marzo 2008

Genova mia città intera. Geranio. Polveriera.

Sottotitolo: baruffe chiocciotte 12 [1,2,3]

Il titolo avrà fatto scappare il 90% delle persone, esclamando "Ancora?? Ma basta!!!". Delle restanti, metà saranno state scoraggiate dal sottotitolo. Se stai ancora leggendo credo tu sia Alessio, o Rotolino, o uno che non ha niente da fare, oppure sei un mio compagno SMID, che hai, se non niente, poco da fare. Ma il numero di lettori non mi interessa. La lunga serie di libri, parole, versi, musiche, esperienze, che descrivono la città che più mi apre il cuore al mondo, che proporrò immagino non sia il testo più facilmente condivisibile e fruibile tra quelli che io possa scrivere, ma parla di me più di quanto possa fare un mieloso post di confessioni e confidenze.

Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.

Come si può scoprire una città, se non immergendosi nel suo passato? Capire chi l'ha costruita e perché, e da cosa. E chi e come l'ha modificata, ampliata, stratificata, distrutta e riedificata, quando e soprattutto perché. Corinna Praga, che dall'idea che mi son fatta di lei dev'essere una stramba nostalgica vecchietta, ti immerge in una visione della città non più sincronica, ma completamente diacronica. Voglio dire, non più un insieme di muri che è lì, in quel momento, così, ma un organismo che si evolve e si è evoluto, adattandosi ad ogni esigenza di ogni epoca umana.
Ogni città ha sicuramente vissuto queste successioni di trasformazioni, ma, a Genova, la conformazione del tutto particolare del territorio e la scarsità di spazi hanno reso questa storia urbana del tutto originale rispetto alle altre città, dando luogo a sovrapposizioni, soluzioni strane e ingarbugliamenti davvero affascinanti.
["Andar per caruggi intorno all'Acquario di Genova", Corinna Praga, Sagep. Avvertenza, avvertenza: la guida, nel descrivere gli itinerari, fa costante e dettagliato riferimento a tutti gli elementi del luogo. Leggetela quindi solo se avete una grande conoscenza e memoria di tutto il centro storico, o se siete a Genova e avete modo di visitare i posti in parallelo alla lettura. Ormai è introvabile, quindi chiedetemelo in prestito]


Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita.

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.

Il finale di questo libro è stato per me quanto di più deludente. Il che però significa che il resto del libro era stato gradevole e avvincente. Ma soprattutto affascinante. In questa storia intricata i misteri si susseguono e si rincorrono in epoche diverse. Come il protagonista viene "intrappolato" in città da forze oscure, dall'amore, dalla curiosità, da richiami ancestrali, così noi lettori rimaniamo intrappolati per (quasi) tutto il libro in una città misteriosa, piena di meraviglie nascoste ad un primo sguardo e per questo ancora più affascinanti. Santa Maria di Castello non è più un luogo fisico, una chiesa antica o un insieme di caruggi, ma un posto magico, il nucleo di un mondo seminascosto e pieno di storie, esistente da sempre.
["Trittico del tempo. Un mistero sulle antiche tracce di Pellegro Piola e Dino Campana", Branchi Michele, Fratelli Frilli. Bello per la trama che ti intrippa e le ambientazioni piene di fascino, è in realtà un susseguirsi di cazzate dall'inizio alla fine. Sotto l'ombrellone]


Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d'aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Per avere qualche idea del numero di strati e straterelli che si sovrappongono in questa strano agglomerato, leggetevi le curiosità presenti su questo libretto. Quando camminiamo in una città, l'idea che l'ambiente in cui siamo prima di essere urbano fosse naturale, non ci sfiora minimamente; sembra quasi non concepibile: invece, facendo una qualsiasi passeggiata in centro, calpestiamo e attraversiamo fiumi e torrenti: avete un'idea di quanti? (considerate la cresta di monti che circonda la città..). E poi passaggi segreti per far scappare il principe, cisterne gigantesche, depositi di scheletri. Tutto sotto i nostri piedi.
["Genova sotterranea", curato da Capocaccia Orsini L., Bixio R., ERGA. Curiosello. Non vale la pensa comprarlo. Sempre ammesso che lo troviate. Chiedetemelo]

Genova che mi struggi.
Intestini. Caruggi.
Genova e così sia,
mare in un'osteria.

Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d'uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova in banchina,
transatlantico, trina.

Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino. -> L'ultimo strato, di appena un secolo


[...continua...]

4 commenti:

Ronky ha detto...

Beh, direi che ci hai azzeccato, sono il primo commento!!!
Bellissimo blog, come sempre, quando parli di Genova...
E poi la poesia di Caproni...
Senza parole

Pino/Pippo Franco ha detto...

Come mi suggerisce Cavazz... se ti piace così tanto Genova perchè non vieni ad abitarci?

Anonimo ha detto...

Amare una città e sceglierla per viverci sono concetti abbondantemente diversi. Ciò non toglie che tra tutti i posti in cui potrei passare la mia vita, Genova non mi dispiacerebbe. Ma ad essa sono legata da vincoli estetici e di memoria. Alla mia terra da tutt'altro tipo di catene.

P.S. mai ascoltare i suggerimenti del Cavaz...

Anonimo ha detto...

Mai ascoltare i consigli di Cavazz??

Fai male Chioccia! Cavazz è una degli esponenti più importanti dell'intellighenzia mestrina.

Asd asd