sabato 6 febbraio 2010
Visto che Jacopo ne parla..
L'ITALIA DI MORGAN
La prima caratteristica delle polemiche all’italiana è che, un attimo dopo che sono scoppiate, non si capisce già più di che cosa parlano. Prendiamo il caso Morgan. Di scandaloso, nelle sue dichiarazioni, non c’era l’ammissione dell’uso di droga, vizio diffuso nello spettacolo e non solo lì, ma il messaggio che la cocaina sarebbe un ottimo antidepressivo. Parole devastanti, anche perché a pronunciarle era un divo della tv. Ebbene, questi due aspetti - l’esaltazione della coca come farmaco e l’impatto della popolarità televisiva - sono subito scomparsi dal dibattito per lasciare posto all’immagine dell’artista maledetto che si droga, capro espiatorio da immolare sull’altare del prossimo festival di Sanremo.
La seconda caratteristica delle polemiche all’italiana è l’immediata trasformazione del capro espiatorio in figliol prodigo. Gli si vieta Sanremo, ma lo si invita a tutti gli altri programmi perché si ravveda e chieda perdono. Il più rapido è don Vespa, che per la cerimonia del pentimento ha convocato un prete vero, don Mazzi, da non confondere con il direttore della prima rete Mazza, che non vuole Morgan al festival, e con il direttore del festival Mazzi, che invece gli tenderebbe la mano. Non ci capisco più una mazza, sbotta Morgan, e su questo è difficile dargli torto. Comunque si sottrae al rito purificatorio: se non lo vogliono più a Sanremo, pazienza. «Diamogli una seconda possibilità», insiste invece l’onorevole Bersani con toni da prelato. Perché la terza caratteristica delle polemiche all’italiana è che il Pd sta zitto quando dovrebbe parlare, ma se c’è da rimanere zitti, si può star sicuri che parlerà.
Massimo Gramellini
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41
giovedì 4 febbraio 2010
E allora riattiviamolo sto blog
Detto questo è giunta l'ora delle confessioni. Anche due nostre care amiche del pollaio usano quotidianamente crack. Forse anche più di due, ma di queste due ho le prove schiaccianti e inequivocabili. Mi assumo tutte le responsabilità del caso e faccio i loro nomi: Giulia e Laura. E vi presento anche le prove: http://chichichicococo.blogspot.com/2008/11/dove-andiamo.html http://chichichicococo.blogspot.com/2007/11/corro.html
Vi consiglio di affidarvi a uno specialista, la tossicodipendenza è una brutta bestia.
asd asd asder e superasd!
ANTONIO ANCORA CON NOI!!!
lunedì 1 febbraio 2010
sabato 30 gennaio 2010
Qualcuno ci salvi!!!!!!!!!!!

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».
Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.
Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?
«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».
Mi spieghi meglio.
«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».
E perché?
«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».
E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?
«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».
Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?
«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».
Come fa a esserne così certo?
«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».
Tipo?
«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».
Che all’epoca era Presidente della Repubblica.
«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».
Quindi?
«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».
Pentito?
«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.
A chi si riferisce?
«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».
Prego?
«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».
Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…
«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».
E perché?
«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».
Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?
«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».
mercoledì 13 gennaio 2010
riesumiamo il blog?
mercoledì 16 dicembre 2009
Aggironamento
Di cosa parlare?
Di sport no, ultimamente solo delusioni brucianti.
Di musica no, ultimamente solo falsi allarmi o false illusioni (vedi Litfiba asd asd asd).
Di lavoro no, già che mi tocca lavorare otto ore al giorno pure parlarne qui è una menata asd.
Di sesso no, se no Giulia resta turbata asd.
Parliamo della festa di Nasdtale in onore di Elena e Paolo, esimi ospiti sabato scorso in casa Perin... Ah no cazzo, hanno tirato il culo, non posso parlare nemmeno di questa asd.
Però abbiamo rivisto Sua Eminenza Cardinal Parodi, per l'occasione accompagnato dalla Perpetua (asd, non so se la perpetua di un cardinale abbia un nome più esimio), abbiamo rivisto Pippo e Marta (ne approfitterei per una standing ovation al tiramisù davvero ancestrale), abbiamo rivisto Ronky, Beck, Laura, Cavazza, Michela e quel ficcanaso di Rotolo... anzi no lui ormai vive con noi asd. Insomma è stata una bella serata dal tasso alcolico modesto ma comunque divertente, soprattutto nelle telefonate a Barreto asd.
Bene, basta (zapata asd), non ho più altro da aggiungere, anche perché probabilmente questo blog lo legge solo Paolo (e pure su di lui nutro qualche dubbio asd).
Faster!
martedì 27 ottobre 2009
domenica 6 settembre 2009
cittadino del mondo
la tua democrazia è greca,
la tua scrittura è latina,
i tuoi numeri sono arabi,
la tua auto è giapponese,
il tuo caffè è brasiliano,
il tuo orologio è svizzero,
il tuo walkman è Koreano,
la tua pizza è italiana,
la tua camicia haiwaiana,
le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine,
cittadino del mondo,
non rimproverare al tuo vicino
di essere straniero.
mercoledì 19 agosto 2009
Ciao Nanda
Solo che ieri, guardando il Tg ho visto la foto di Fernanda Pivano sulla parte destra del teleschermo. Devo aver mormorato qualcosa tipo "è morta la Pivano" e poi con voce piana la giornalista mi ha confermato che avevo ragione, che avevo indovinato la notizia.
Non vi nascondo che i miei occhi si sono velati, tanto che anche mamma se n'è accorta. Sto cercando qualche frase ad affetto sulla tua tenerezza, Fernanda, sulla tua simpatia e la tua grandezza. Due note bibliografiche giusto per far capire di che pasta eri fatta. Ma niente. Tutto inutile.
Nessuno capirebbe perchè devo star male per la morte di un traduttore famoso, fosse anche di Edgar Lee Masters o Hemingway.
Perchè quello che colpiva veramente era il tuo sorriso, la tua vitalità e il tuo coraggio, anche a 90 anni. E anche qui sono inutili tanti blablabla, tanto non ci riesco a metterli giù, risulterei solo patetica.
Quello che fa male sono i 5 secondi per dare la notizia della tua morte. E i 10 minuti di Tg solo per seguire l'estrazione di quelle cazzo di sei palline. Caro il mio Tg5, prova a prendere qualche spunto dal Web: il sito della Repubblica la riporta come terza notizia in ordine di importanza, del Corriere seconda. E Yahoo come prima notizia. Oh Yahoo, non esattamente il "portale della cultura" o "il sito dell'accademia della crusca", ma Yahoo, intendiamoci.
Ma niente, in Italia la cultura e l'umanità (due parole così intrecciate) meglio nasconderle dietro un separè.
Saluto la Nanda Pivano e anche un'altra Nanda. Questa la conoscevo di persona, e, come quella famosa aveva un gran bel sorriso. Era uno di quei personaggi che popolavano un paese per me così familiare, e che ora c'è più. (Il personaggio; ma forse, a pensarci bene, anche il paese)
Scusate la tristezza.





