lunedì 14 aprile 2008

Fotooooo

Rieccoci qua.. Ho recuperato le foto del weekend scorso..
Tour artistico per padova coi miei amici bieleis!!


Passeggiando tra le via del centro...


Ci siamo improvvisamente trovati in mezzo a una
selva...





Orto botanico! Ma avete mai notato prima queste 3 fantastiche statue ????
davvero spettacolari!

Besitos!!!!!



domenica 13 aprile 2008

Una nuova era: Haze76Fantasports

Come tutti voi sapete il vostro ratùn è un grande appassionato di sport. La sua fissazione è sfociata, dal 2003 ad oggi, in numerose competizioni fantasportive che ne hanno coronato le sue incredibili conoscenze. E' per questo motivo che è nato il blog relativo alla Haze76 Fantasports, la società (asd) che gestisce tutti i fantagiochi a cui partecipo. Venite, visitate, ammirate i miei successi, prendetemi per il culo, devastate (come quello di Vally, asd), fate quello che vi pare... il link è nei link asd

sabato 12 aprile 2008

La cosa indaco, la campagna verde e il corso ciofecus



Domani si vota ed io non ho le idee molto chiare. Ho l'impressione, come succede a molti, di essere delusa da tutte le forze politiche in campo, e di aver scelto per pura esclusione. Temo che l'unica soluzione sia fondare un partito femminista, di cui a breve vi arriveranno le tessere a casa.
Certo, un bel problema sarebbe la scelta del nome. Per aiutarmi nella difficile questione si è scatenato un utile dibattito con altri esponenti politici di spicco quali Vally, Laura e Giulia Chiarelli. LaQuaglia, infatti, venuta a conoscenza del nascente nuovo partito, cosa di cui in Italia si sente sempre fortemente la mancanza, ha d'istinto consigliato "la cosa rosa".
Sì, vabè, ma basta questi stereotipi maschietto/femminuccia, dobbiamo essere innovativi, quasi trasgressivi... "la cosa azzurra!"... No, beh, azzurra meglio di no..
"la cosa viola?" No, troppo macabra, quasi quaresimale
"la cosa verde?" uhm..troppo padano
"la cosa lilla!"..quello fa Vladimir Luxuria, consiglia saggiamente la nostra Laura.
No no, ci vuole un colore caldo, ma non stucchevole. Un colore bello. Passando per il ciclamino, eccomi arrivata all'indaco, ultimo particolarissimo colore dell'arcobaleno.
A parte queste idiozie penso che quando a qualunque questione politica che riguarda noi donne smetteremo di appiccicare l'aggettivo "rosa" sarà un gran passo avanti per le nostre teste.

Sono tornata a casa ieri e mi sono ritrovata davanti uno spettaccolo che mi ha tolto il fiato.


(Altre foto su questo bel blog, che piacerebbe a Rotolo)

La nostra campagna in questo periodo si veste a festa, e il paesaggio dei colli così morbido e vario ti rimette in pace col mondo intero. Le colture di grano sono di un verde intensissimo e squillante. Ma, guardandosi tutto intorno, è incredibile quante sfumature di verde si possono riuscire a contare: questo davvero penso sia un record della mia terra! Da quelli più vivaci dell'erba a quelli più o meno cupi degli alberi: i cipressi, gli ulivi, gli arbusti, gli alberi da frutta coi fiori bianchi. E poi gli sterpi e le erbacce dei greppi, i fossi in lontananza rigogliosi di vegetazione, le vigne sparse sul dorso pacioso dei colli. Oggi io e nonna siamo uscite dietro casa sua e ci siamo affacciate alla balconata. In lontananza la striscia netta e azzurrissima del mare, da Senigallia a Falconara come minimo. Più vicino a noi Morro d'Alba mollemente appoggiata sul crinale. Tra noi e l'altro paese altri crinali, case di campagna, orti, campi, fossi, ognuno prezioso di una sfumatura diversa.
Il fatto che parlo sempre di Genova non significa che non ami la mia terra. Posso provare a descrivere a parole ciò che provo per Genova. Ma l'amore viscerale per i miei campi non si parla e non si spiega. Si sente e non ci si scappa.

Certo, i paesini della vallesina brillano per il verde dei loro campi, ma non per le opportunità intellettuali e di svago offerte alla loro non vasta popolazione. Ieri ho pensato di accompagnare i miei al loro corso di balli caraibici che hanno organizzato nel mio paesino, approfittando delle mie ormai elevate capacità. Ecco, diciamo, che d'ora in poi, se ci lamentiamo di Eugenio, il maestro cus facciamo un delitto. per carità, ognuno ha i suoi metodi, ma penso di non aver fatto mai attività così tanto ripetitive finora. Probabilmente lavorare in una catena di montaggio è più divertente e creativo: la stessa figura (lunghissima) ripetuta allo sfinimento, fisico e psicologico, ogni volta con un partner diverso. Mentre i maestri, con una verve degna di Paolo Vanin (chi ha seguito microeconomia sa di cosa parlo), ripetono ossessivamente i vari passi da fare. Non parliamo poi del loro tentativo di spiegare il passo base del merengue ai malcapitati. è bello però vedere come i miei concittadini ancora partecipanti al corso (decisamente pochi) si divertivano lo stesso, riempendosi di battute idiote a vicenda e cogliendo comunque l'occazione per muoversi e rilasciarsi. Essere "campagnoli" significa anche saper valorizzare il poco, e io, non cambiata nel dentro, mi rimetto nella definizione che da di sè Guccini in una canzone "sempre un momento fa campagnolo inurbato".

Cavolo, adesso che lo rileggo..anche questo è stato un post geniale! Se continuo a scrivere cose troppo belle sul blog..inizio ad avere paura..ASD

mercoledì 9 aprile 2008

Le nostre amiche portoghesi

Mercoledì sera, pioggia che non ne vuol sapere di smettere, e che non ci lascia uscire! Ecco allora che inizia una splendida conversazione in italo-spagnolo-portoghese con Leena, Silvia e Bruno, i nostri amici portoghesi che l'anno scorso vivevano in casa con noi!!!
Bei tempi, c'era sempre un dolce pronto in forno o in frigo... mmmm ricordo ancora i pasteil de bulas (scusa,silvia, non ricordo come si scrive) Peccato che allora non avessimo un blog, altrimenti ne avremmo scritte delle belle!

A presto guapiiiii

Pollaio

Suicidati a casa!

Vuoi suicidarti ma sei ancora indeciso sul luovo dove compiere l'estremo gesto? Fallo comodamente a casa tua! L'arguto consiglio arriva dai SuiciDEATHome (che fighi! che gioco di parole!). L'occasione di farci aprire la mente, riempita di regole e convenzioni da questa città provinciale, attraverso la loro musica sconvolgente e piena di provocazioni, arriva lunedì al concorso del Circuito Emergenza, a cui eravamo andati per ascoltare l'ottimo gruppo di Francesco, i Meid 'taiuan (mi son piaciuti molto davvero, se volete vi passo il loro cd).
Il gruppo si presenta con un forte impatto visivo, al quale il pulcino si ispirerà per il suo guardaroba primavera-estate. Volete farlo anche voi? Ecco delle diapositive.
Già che ci siete visitate la sezione Bios: non perchè sia bello ridere delle disgrazie altrui, ma perchè come è scritto è più esilerante di ciò che c'è scritto.

Ispirata, ho deciso di rinnovare il mio progetto musicale fortemente radicato nel mio territorio. Dopo pezzi immortali, quali "Vojo nigò", "fiolo dolce mia" e "Porteme giù a colle paradiso" (concedendoci la licenza poetica di trasformare la città in colle..), è venuto il momento di darsi a nuove sonorità e nuovi temi: nascono così i "Mazzede Lì Ccasa Tua"! E il loro primo singolo "Chichichicococo - autotiriamoci il collo".

Genova che non mi lascia. Mia fidanzata. Bagascia.

[baruffe chiocciotte 7,8,9]

Genova ch'è tutto dire,
sospiro da non finire.

Genova quarta corda.
Sirena che non si scorda.
Genova d'ascensore,
paterna, stretta al cuore.

Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.
Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.

Anche le città possono avere le ferite. La scorsa puntata di questa mia straziante serie di post (19 marzo) si conclude con il riferimento ad un maestoso brano sulla morte di un figlio e di una città. Questo sì, veramente straziante, ma in un altro senso. L'immagine potentissima dell'eredità del figlio nascosta in quella stessa città che adesso sta bruciando contro un cielo di fuoco, nella maccaia estiva. E, davvero, passeggiando nelle ferite della città non si può fare a meno di pensare alle eredità che la città nasconde per i suoi figli morti. è un'espressione che letteralmente non vuol dire niente, ma di una potenza evocativa incredibile per chi conosce e vive Genova. Perchè forse Genova stessa è un monumento aperto ai suoi figli caduti, alle sue rovine perdute, alle sue battaglie perse, alle sue ferite ancora brucianti.
Nella puntata di oggi parlerò proprio di queste sue ferite. Sotto le ricostruzioni, le cicatrizzazioni, i rabbellimenti, chi sente la città come un organismo riconosce le sue ferite mai davvero rimarginate del tutto.
In prima battuta, i colpi delle guerre. Quelle di ogni epoca, descritte dal brano precedentemente citate di De Andrè, o più specificatamente l'ultima. Riguardo all'ultimo conflitto mondiale ho letto "Storie dell'altro ieri": tra la quotidianità dei bambini, fatta di giochi, si ergono palazzi di cui rimane solo la facciata, il treno per il ponente come unica speranza di una madre, i binari del tram, simbolo dell'infanzia e della modernità, divelti e inservibili, le bombe che trasformano tutto. E allora eccoli, non ferite, ma veri e propri strappi, morsi nel tessuto urbano: interi quartieri divelti. Alcuni letteralmente amputati egli anni 60': Piccapietra, Madre di Dio. Cicatrici troppo evidenti in mezzo alla carne sana: il palazzo (credo RAS) a Caricamento. Tagli lasciati marcire troppo tempo prima di essere curati: il teatro Carlo Felice. Potrei fare un lungo elenco, e mi farmo qui.
["Tempo dell'altro ieri -Anni di guerra in Liguria", Corinna Praga, Fratelli Frilli. I primi capitoli sono pallosissimi, ma abbastanza "tinte pastello" per stridere, e tanto, coi colori forti della guerra. ]

Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.
Genova di violino,
di topo, di casino.

Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.
Genova portuale,
cinese, gutturale.

Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.
Genova di Porta Soprana,
d'angelo e di puttana.

Poi ci sono altri posti, ad esempio una piazza, che porta il segno di una ferita, anche se nessuna maceria c'è o c'è mai stata: si chiama Piazza Alimonda. Piazza Alimonda è anche il titolo di una canzone di Guccini (che si conclude con questo verso "la traccia aperta di una ferita", per dire). Che poi la storia di sta piazza è già strana di suo perchè c'hanno traslato mattone per mattone un chiesone immane, che prima era in centro ma ostacolava la costruzione di Via XX. Incredibile.
Piazza Alimonda è la piazza più anonima dell'universo. Una chiesa. Aiuole. Il chiosco dei giornali. Il bar. Negozi. Il 45, dalla stazione a casa mia, che la attraversa. Niente di strano. Niente di diverso da tutte le altre piazze. Eppure ci sono storie che non si scindono così facilmente dalle due parole scritte sulla targhetta di marmo: "Piazza Alimonda". Dice Bacci Pagano, che chi è lo vediamo dopo, "Era trascorso poco più di un mese dalla tragedia del G8. L'evento che doveva mettere Genova in vetrina, e vendere i fasti della sua immagine al mondo. E ancora brucia il ricordo delle strade messe a ferro e fuoco da una violenza gratuita e senza scopo. Dei cortei avvolti dal denso fumo dei lacrimogeni. Dei feroci pestaggi della polizia. Dei lividi impressi sulla carne viva del buon senso come indelebili testimonianze di una sconfinata, brutale stupidità. E la città si portava dentro la morte di quel ragazzo come una ferita inutile. Evitabile. E proprio per questo, difficile da sanare. Ma quel dolore era il suo, e non voleva che se ne parlasse troppo. Quasi contenta all'idea che il mondo si sarebbe presto dimenticato di lei"

Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.
Genova di lampione
a gas, costernazione.

Genova di Raibetta.
Di Gatta Mora. Infetta.
Genova della Strega,
strapiombo che i denti allega.

Ho quelle urla ancora nelle orecchie. Di gente che vede devastata la stradina sotto casa dove portano a pisciare il cane, gente chiusa in casa coi bambini. L'urlo della ragazza la cui macchina, comprata coi risparmi, brucia.
Io non so chi è l'autore del documentario sul G8 che ha avuto l'idea di inframezzarlo con le telefonate dei cittadini che arrivano al centralino, impazzito, della polizia. So che quell'uomo è un genio. Non so come si chiama il documentario. So che l'ho visto su la7 e quella sera sono stata male come poche altre volte nella mia vita.
La guerra non è fatta solo di bombe che squarciano la città. Ci sono taglietti che la dissanguano come una ferita profonda di bomba. Sangue immotivato in via Casaregis, camionette rovesciate in Corso Torino, vetrine di Di per Dì e negozietti di sfigati spaccate in corso Sardegna, interi condomini sconvolti e atteriti in Piazza Merani (scuola Diaz), tombini tappati col piombo in Corso Gastaldi, violenza di morte intorno a Tommaseo e alle sue aiuole, muri di container in via Cesarea, salottino borghese, che bloccano la città come un laccio emostatico che, mi hanno spiegato, fa schizzare il sangue alle stelle se messo dal verso sbagliato rispetto alla ferita.
Violenza immotivata. Violenza gratuita. Violenza dalle due parti, che "sangue su sangue non macchia va subito via".

Non ho vissuto quel luglio. Ma ho vissuto quei posti, e tanto. E giuro che vederli macchiati di sangue, pieni di rovine di qualcosa che per qualcuno era prezioso, fa male, un male porco.

Prendete Piazza Alimonda e Via dei Biscotti o delle Fate. Indipendentemente dai loro alberi, dalle loro aiuole, dalle loro incoerenti ricostruzioni e riusi, dalla loro vita normale che ci passa dentro, che sia il 45 o una pizzeria, saranno rovine e lo saranno per sempre.

Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d'urti da non scordare.

Genova di "Paolo & Lele".
Di scogli. Furibondo. Vele.
Genova di Villa Quartara,
dove l'amore s'impara.


[..continua...]

lunedì 7 aprile 2008

Auguri Rotolo!

Premessa per chi non fosse stato presente quella sera:
su sportweek c'è un servizio su Antonio mio, in cui i suoi compagni della Samp ne descrivono pregi e difetti. Si distingue la storia che racconta Gennaro Del Vecchio, che dice che un giorno si presenta a Bogliasco e tutti quelli che lo incontrano gli fanno gli auguri. Dopo un po' scoprirà che è stato quel burlone di Antonio a dire a tutti che era il compleanno di Gennaro per fargli uno scherzetto.
Letta questa storia mi scatta subito l'idea: facciamolo anche con Rotolo! Io e Marghe siamo gli unici a saperlo, a tutti gli altri diciamo che è il compleanno di bonroll, che però non ha detto niente a nessuno. Allora facciamogli una sorpresa! Quando giocheremo ai lupi il master (Marghe) chiamerà "il festeggiato, colui che oggi compie 23 anni" e tutti ci sveglieremo e faremo gli auguri a Rotolo. Tutto va per il meglio, scattano gli auguri, ma il nostro festeggiato ovviamente non capisce e reagisce con quella mitica faccia che vedrete nel video. Viene così detto a tutti che è uno scherzo, e scatta la risata generale (uno a caso che si distingue: Cavazz, asd).




P.S.: se volete fare un resoconto della festa modificate questo post invece di farne un altro

Polli bieleis in visita

Venerdì sera, ore 22.34, scendono dal treno Pia, Fabi e Mauri, i miei compagni di liceo, direttamente dalla remota provincia di biella! Tappa in centro per fare uno spuntino, i pazzoidi non mangiavano nulla dalla mattina a colazione! dunque 2(!) passi fino al ghetto e poi 2(!) passi fino a casa. Si termina la serata con una fantastica tisana al limone e pepe(si, era proprio pepe, perchè pizzicava da matti), trovata per caso nel cassetto delle tisane! Si parte all'alba delle 10.30, prima tappa del tour: la stazione ferroviaria! perchè si sa che il punto di vista di chi arriva la sera è ben diverso da quello di chi arriva al mattino carico di energia (in pratica, ho preso l'autobus sbagliato). Dopo varie peripezie, e una visita alla seconda tappa obbligata (staccionata e bagno dell'uni!), ci godiamo la brevissima ma intensa visione del cielo stellato di giotto alla cappella degli scrovegni. 15 minuti appena appena sufficienti per capire dov'eri e interpretare le assurde dinamiche del giudizio universale, e poi più di un'ora a vagare e a perdersi nel museo, fino a che dilaniati dalla fame, siamo riusciti a uscire dal labirinto! finalmente rifocillati, passeggiata fino alle piazze, visita al battistero del duomo, dove, grazie a una faccia tosta indicibile, riusciamo a farci fare lo sconto sul biglietto, e poi gelato da grom, in compagnia della chioccia e del ratun. Foto artistiche alla fontana di prato della valle e ai passanti, per non parlare delle foto col nuovo amico franci, una splendida piantina dai fiori arancioni, omaggio di nozze della giornata.


Passiamo alla spassosa serata: sangria (e finalmente si torna al caro amato vino tino), rum e pera, liquore al caffè di elena, bicerin turineis e chi più ne ha più ne metta. Risultato: una serata ai lupi davvero sconnessa, dove una partita che sembrava già vinta, viene stravolta solo perchè, per una volta, io e cri parliamo, facciamo un discorso serio, che ha senso, e nessuno ci crede! ;op Saluti a Alberto e Mauro, gli amici invisibili che ci hanno rallegrato la serata! Domenica mattina si batte ogni record e si parte da casa alle 11.30, giusto il tempo per l'orto botanico e il miliardo di foto in pose artistiche fatte in mezzo alla selva, una capatina al santo, e... finalmente i miei concittadini assaggiano lo spritz!! che provoca crisi esistenziali a 2 matematici e 1 statistica che si accorgono di non saper contare i soldi! ;op
Saluti e abbracci alla partenza, mancava giusto un fazzolettino da sventolare correndo dietro il treno!

Ultima nota sulla serata: ho capito cosa davvero si intende per pollaio, e non è stata una scoperta entusiasmante! file di uomini a scrutare con attenzione e scegliere la loro preda prima di avventarglisi contro. Va beh, la musica carina, ma non è proprio posto per me!!! :o)

Pulcino nottambulo

mercoledì 2 aprile 2008

Gli ultimi giorni di casa Perin

Cari amici,
vicini, lontani o a quel paese, anche questa settimana vi racconto gioie e dolori del pollaio. Eravamo rimasti al ritorno a Pd dopo le vacanze pasquali, che nel caso mio e del ratùn collochiamo a mercoledì scorso. La gabbia di matti è quasi al completo, manca solo il pulcino, che latiterà ancora per molto prima di ritornare tra noi.
Sono quindi giorni felici, quelli della scorsa settimana, anche perchè, giovedì scorso arriva la bella notizia da festeggiare: il nostro amato Gallo del pollaio passa egregiamente il suo ultimo esame e si porta così ad un passo dalla laurea!! eehhhhhhh!!!
Venerdì tutti in pizzeria per festeggiare (o più probabilmente per le mie solite voglie di pizza e gorgonzola): i nostri 4 passano una allegra serata ed interminabili ora a ciattellare come due coppie di anziani coniugi che insieme vanno alla sagra della Porchetta per passare un po' di tempo e sparlare di tutto il paese. Il Gallo ci riserva sempre un sacco di perle di spiccata ilarità, complici anche le due birre weiss.
Altre serate divertenti il consueto ballo caraibico del giovedì: finalmente non c'è Giulia e fanno ballare un po' anche me (preciso che scherzo), io e Alessandro facciamo un sistematico e inappuntabile ripasso delle figure del Merengue e il ricciolone mi lancia in passi di salsa idioti e completamente improvvisati; domenica, invece, (sempre approfittando dell'assenza di Giulia, ovviamente) una gustosa e imperdibile puntata del ciclo Monnezza di Casa Perin: Alex l'Ariete, al cui protagonista il mio compare fa riferimento nel precedente post. Il film si snocciola delizioso in assurdità della trama, sceneggiature improbabili, battute recitate a casaccio, nonchè effetti speciali peracottarissimi. Inoltre sia gli amanti dell'azione e della suspance, che gli appassionati di storie romantiche saranno soddisfatti dalle tante facce di questo film. Asd.
La nuova settimana comporta l'arrivo di aprile, l'arrivo di Giulia, ma anche altre cose positive: come la cena a base di tortelli di patate mugellani gentilmente offerti dalla famiglia Barbieri e il ritrovato Bicerin piemontese (per chi non lo sapesse una specie di liquore al gianduiotto, che quindi potete immaginare abbondantemente goloso). Martedì poi, doveva essere una intensa giornata di studio. Pensate che io dovevo immolare un pomeriggio all'ingegneria del software e per il pulcino era una giornata campale e di una certa aulicità: ha iniziato Statistica C.P. Invece, il sole dominava alto nel cielo, una gradevolissima temperatura ci faceva liberare dei cappotti, la natura spandeva i suoi aromi rigogliosa intorno a noi, l'amicizia sprizzava dalle nostre anime rendendoci gioioso il coltivare relazioni tra di noi. Insomma, siamo finiti a giocare a carte sul prato del giardino segreto della Facoltà, e poi a prenderci un gelato da GROM, ora nuovamente concessomi, e poi a svaccarci al Prato della Valle. Com'era possibile fare altrimenti essendoci ritrovati tutti tutti in Facoltà? oltre a me e al molesto ratùn, c'era il redivivo pulcino, il nostro papero Cavaz, con quaglia Laura, e poi Andrea Vacca, Alessiuccio con tanto di occhiali assurdi, Annina, Paolo e Rotolo gentilmente indotto a saltare la lezione dal "Teorema dei due carabinieri" interpretati da me e Giulia.
Infine, come ciliegina sulla torta il cineforum ci ha regalato uno spassosissimo "Little miss sunshine" che ha fatto ridere, commentare ed esplodere in momenti di ilare stupore l'intera sala. Tisana a casa della Anna, e anche stavolta si va a dormire tardi. Che sonno. Che gioia.

[Ultima dritta informatica. Google spesso è utilissimo e trovi la risposta in un secondo. In altri casi, quando la parola desiderata ha vari sinonimi ad esempio, rischi di trovare migliaia di siti di cui pochissimi sono in realtà interessanti. Ma come fare a scovarli quei pochi? In questo caso provate clusty, che raggruppa i risultati in vari cluster, quindi può aiutarvi a navigare nel mare di pagine che trovate]

MITICO ALBERTO!!!

Questo post è per mettere in risalto alcune delle più emozionanti e asdose performance del nostro nuovo idolo (permetto di sostituire Cassano con lui):

1)

Leggenda. E leggenda anche Bruno Gattai

2) Finita la carriera da sciatore interpretò, nel 1999, il ruolo di Alessandro Corso nel film poliziesco Alex l'ariete. È passato alla storia per il clamoroso insuccesso di critica e di pubblico (c'è chi parla di meno di mille spettatori in tutta Italia), che lo hanno snobbato all'unisono, inoltre è storica anche la curiosa (e spesso vittima di parodie e critiche) interpretazione dell'asso sciistico Alberto Tomba; a causa di questi fattori è da taluni considerato un trash.

3) Ma questa è la perla più bella, recente e inedita: Europeo di poker in Italia, Alberto Tomba, nonostante sia poco più che un principiante, sta andando benino. Ma la cosa divertente è che ha già preso due penalità di cinque minuti. la prima perché ha mostrato le carte prima che un giocatore parlasse. La seconda perché ha esultato smodatamente a una mano vinta. Indisciplinato anche al tavolo verde. Ma simpatico.

4) Non dimentichiamo poi la sua marcia in corsia d'emergenza con sirena attiva per sorpassare il traffico con la scusa di essere carabiniere e il lancio della coppa vinta per il secondo posto nel gigante dell'Alta Badia 1995 che spaccò una mano ad un fotografo reo di averlo fotografato nudo anni prima.

asd asd asd GRANDE ALBERTO!!! asd asd asd