Idem come sopra (anzi, trattandosi di un blog, sotto asd):
Lunedì 8 Marzo
La “scoperta” di ieri si limitava alla Pala di Giorgione, di cui per completezza abbiamo una diapositiva: http://it.wikipedia.org/wiki/Pala_di_Castelfranco.
Oggi invece vi racconto dei luoghi che abbiamo scoperto e che, per la cronaca, sono piaciuti molto anche al fantacazzista.Ancora prima di arrivare a Castelfranco, si apprezza dalla macchina il bel paesaggio veneto, coi colori tenui e le montagne sfumate sullo sfondo; nonostante i tanti capannoni sparsi in ogni dove sulla pianura. Poi Castelfranco si presenta con la sua cinta muraria (quadrata) completa ma erosa dal tempo, che fa molto romantico. Le torri delle mura ancora in piedi, le case visibilmente medioevali, i giardinetti che circondano le mura, tutto davvero carino. Anche la Chiesa mi è piaciuta nonostante sia neoclassica.
Inoltre, ad una bancarella di quelle per strada che vendono i libri usati/sfigati, e alla quale ho gettato fugacemente lo sguardo per pura curiosità, ho trovato un libro che cercavo da parecchio e non avevo mai visto il libreria: che culo!!!
Cittadella (di cui abbiamo una diapositiva per rendere l’idea http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=wl&q=citta) è a poca distanza ed ha delle mura incredibilmente conservate ed imponentissime. Medioevali, tonde e le più belle d’Europa ci dice la guida. Di sicuro belle larghe visto che per fare anche solo metà del camminamento di ronda ci mettiamo una decina di minuti. (Di sabato pomeriggio, tra l’altro il camminamento di ronda con guida in omaggio costa 3 euri, davvero niente)
In una delle porte della città (che sono fighe le porte perché hanno svariati strati di sbarramento) c’è anche un museino archeologico. Immaginate la gioia di Jacopo nell’apprenderlo, sapendo che ovviamente io l’avrei visitato.E comunque anche lì, incredibol, reperti di 1.400 anni avanti Cristo, cioè provate a farvi un’idea ancora molto prima che Roma venissa fondata. Provengono da una città che si trovava poco fuori Cittadella e che doveva essere anch’essa completamente cintata, come si vede ancora oggi dalla forma del campo che ora è al suo posto. A me ste cose mi mandano in visibilio.Comunque usciti da lì c’erano le bancarelle quindi anche il fantacazzista ha avuto la sua parte comprandosi 7 salamini misti.Bene, ora vi lascio che ho un appuntamento. Devo andare a riscuotere da quelli della Pro Loco asd.
Martedì 9 Marzo
Radio:
“La bellezza contro le mafie” è un programma di Radio1 innanzitutto ben fatto, interessante e neanche noioso. Molti ospiti intervengono e parlano di temi scottanti, raccontano episodi spesso vissuti in prima persona (esempi: Giovanni Impastato, Isokè una ex-prostituta nigeriana riuscita a scappare dal giro, Don Ciotti, il sindaco di Castelvolturno..). Insomma, gente che ne sa e non il solito bla bla. È comunque una trasmissione molto piacevole, un po’ alla Saviano come taglio. E propone anche in chiusura della musica abbastanza desueta ed interessante. Da tutto questo, visto com’è fatto il mondo dei media in Italia, ne consegue che va in onda a degli orari improponibili: quindi, o la si ascolta alle 1 di notte (tranne il lunedì che va in onda dalle 11 alle 11.30 di mattina) oppure andate sul sito: http://www.radio.rai.it/radio1/labellezzacontrolemafie/, dove tra l’altro potrete trovare (cliccando su Puntate in Archivio) tutte le puntate da ottobre ad oggi.
(e la conduttrice, almeno dalla foto che ha sul suo profilo Facebook sembrerebbe anche (da quello che può essere un mio giudizio femminile) essere una gran gnocca)
Mercoledì 10 Marzo
Ieri sera, incurante della neve che cadeva dal cielo, sono andata a teatro con Fra, che è una mia compagna delle superiori anche lei a Milano. Lo spettacolo si preannuncia fantastico: per il Festival “Milano incontra la Grecia” un famosa attrice greca interpreta una serie di figure femminili nella tragedia greca. Solo in un secondo momento, alla Fantozzi, scopriamo che lo spettacolo è in greco con sottotitoli.Il biglietto non si può più vendere, ormai.
E nonostante la difficoltà a seguire date dalla lingua (che una volta avevo studiato e della quale mi trovo con un certo orgoglio a capire tipo 3 parole in tutto lo spettacolo), l’attrice mi coinvolge moltissimo proponendo personaggi da me amati, come Elettra e Medea.
Le parti cantate sono per me “inedite”, abitutati come siamo a considerare i testi teatrali scevri da qualsiasi tipo di musica. E riscopro quello che in realtà sapevo già: che i testi delle tragedie non hanno assolutamente niente di inattuale. Si può capire il mondo di oggi, i suoi scontri politici, i suoi delitti fratricidi, le contraddizioni che ci portiamo dentro, senza vedere che sono stati già tutti belli che classificati in testi di 2500 anni fa?Cos’ha Medea di diverso dalla rabbia di una donna che si sente usata, Ecuba da ogni persona annientata dalla violenza, il disorientamento di Antigone da quello di chiunque si senta fedele allo Stato ma allo stesso tempo tradito da questo?
Un teatro-canzone, un Gaber ante-litteram. Che per analizzare il fuori (la politica, la società, la storia) scava DENTRO ciascuno di noi.
Per iniziare ad entrare in tutto questo, propongo (e anch’io me li voglio rileggere entrambi) la Medea di Euripide, che per me è e resta il migliore. E la rilettura in chiave moderna della trilogia dell’Orestea: “Il lutto si addice ad Elettra” di Eugene O’ Neill.
Giovedì 11 Marzo
Storie:
Mentre ascoltavo "La bellezza contro le mafie" mi sono imbattuta in un esempio veramente bello di..bellezza. Si chiama "Nuova cucina organizzata" e già questo nome dice tutto. è una casa di accoglienza per disabili e malati mentali. Ed anche un ristorante, a Casal di Principe, in cui lavorano anche coloro che sono accolti.E sentendo parlare il responsabile, si sente veramente l'allegria, la speranza, l'impegno e, soprattutto, il sorriso. Perchè, anche in quiesta terra martoriata, non tutto è perso.
Se interessa, è la puntata del 19-11-2009:
http://www.radio.rai.it/radio1/labellezzacontrolemafie/search.cfm?first=81&V_ARCHIVIO=N&Q_DATA_IN=&Q_DATA_OUT=&Q_PROG_ID=909&Q_TIP_ID=0&Q_KEYS=&Q_OPERATOR
Domenica 14 Marzo
Quello che avevo già scoperto e che questo week-end mi ha riconfermato è come certi angoli di Milano siano belli, ma veramenti belli, nelle prime ore della sera, quando è già scuro ma non proprio notte.Non parlo del duomo che, poveraccio, è costretto un una specie di piazza in stile "bancario" ed è così estraneo che sembra un'astronave sbucata da chissà dove. Mi riferisco ad un giretto che inizia da Piazza Santo Stefano, che è a due passi dal Duomo tanto che ovviamente si vede il pinnacolo con la Madunina: niente di che, un chiesono enorme, una piazzetta con Pavimento acciottolato. Poi si costeggia l'Università Statale, questo lunghissimo edificio rinascimentale, tutto in mattoncini. E si arriva in quest'altra piazzetta con il retro di San Nazaro, che come tutte le basiliche paleocristiane di Milano da il suo meglio da dietro. Poi si può proseguire per Sant'Eufemia, con i suoi fiori rosa davanti che sbocceranno fra poco. E poi volendo, scegliere tra (poche) altre piccole strade componendo però dei giri che potrebbero andare avanti (quasi) all'infinito.
Questa è la Milano che mi piace. Sembra quasi di stare in una Roma in cui l'unico turista sei tu.
La solita diapositiva: http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=wl, ingrandite e mettete satellite
lunedì 15 marzo 2010
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