mercoledì 25 febbraio 2009

Schiaffi milanesi (titolo asd, ma post chioccesco)

Stavolta non scrivo tanto per fare un resoconto settimanale. Piuttosto perché la Proc Logistic ci sta mettendo millamila minuti a girare, e io sto guardando il soffitto aspettando il suo output.

Mercoledì scorso, mentre scendevo dal tram per recarmi al lavoro mi arriva un messaggio dall’infido ratùn. E diceva pressappoco: “Ehi, hai giò visto la mail che ti ho mandato? Scusa se la mando ora di fretta, ma devo partire. Però entro le 13 devi dirmi se accetti o no, così ci organizziamo”..

No, ero appunto in giro e non potevo ancora aver visto le mail. Ma cos’era successo? Cosa avrei dovuto accettare? Aveva deciso di regalarmi un voletto da qualche parte? Avevamo vinto una crociera intorno al mondo? Pur non aspettandomi niente di che, non nascondo che ero un po’ emozionata.

Arrivata in ufficio, si svela l’arcano: avevamo vinto due biglietti per Sampdoria-Atalanta di domenica. Anzi, ne avevamo vinti 4 in quanto era stata estratta come vincitrice anche la nonna del ratùn furbone.

E infatti domenica eccoci tutti insieme allo stadio: chioccia, ratun, fratello del ratun e relativo amico. Non nascondo di essermi divertita e ringrazio del biglietto gratis (anche se forse avrei preferito la crociera intorno al mondo). Peccato che compreso nel prezzo ci fosse “il vecchietto ligure” seduto dietro di me e specializzato nell’arte tutta ligure (ad appannaggio non solo dei vecchietti, ma anche delle altre categorie liguri) del “mugugno”.. Tale arte trova tutto il suo splendore, nonché la sua massima espressione in dialetto, quando applicata al mondo del calcio. Ma il problema non era assolutamente il mugugno applicato all’arbitro, a tutta la terna, agli atalantini e a dei non meglio precisati “bastardi”.. Il problema è che il signore possedeva un fischio potentissimo, che ha fatto in modo di usare per tutti i minuti di possesso palla da parte della squadra ospite; nonché tutti i minuti in cui il gioco era fermo e l’arbitro era impegnato nel prendere le sue decisioni. Io e Jacopo ne siamo usciti con le orecchie frantumate e una grandissima voglia di mostrare al signore che le due dita non si possono soltanto infilare in bocca per fischiare ma, perché no, anche altrove.

Memomale che la permanenza a Genova mi ha regalato anche altre dolcissime sensazioni. Partiamo alla visita alla mostra di De Andrè. Uscita dalla quale, sabato mattina, ho percorso un po’ di carruggi, per tornare a prendere l’autobus che mi avrebbe riportato a casa. Sabato era una giornata meravigliosa, con un sole tiepido e luminoso, e vedendo tutte quelle cose belle mi veniva quasi da piangere.. Ho ripensato alle parole di Remo Borzini, che paragona Genova ad una “Pompei insepolta ma non ancora scoperta”.

Per farvi capire cosa posso intendere con quest’espressione che a tanti aspetti e contraddizioni e punti della città può essere applicata, vi racconto che sabato pomeriggio sono salita a Coronata a piedi. Nel fare ciò mi sono trovata in una creuzetta, molto lunga e benissimo conservata, in cui sembra di fare un tuffo nel passato. Così tanto che essa non è usata da alcuna persona attualmente vivente; infatti non vi nascondo che ho quasi avuto paura, perché lì dentro tra quei muri chiunque avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa che nessuno se ne sarebbe accorto e per un bel po’ di tempo. Ma non siamo in posti con densità abitativa pari a Pratrivero o alla Siberia. Stiamo anzi parlando di posti con strade trafficatissime, fabbriche, condomini, autostrade e depositi di container a due passi.

Salendo più su la stradina diventava meno solitaria, ma anzi popolata di cani e padroni e sembrava davvero di stare in una località di montagna estramamente amena. Invece ero a Genova, con autostrada e container ripeto a pochi metri dalle romantiche alture e vallette.

Ma parliamo della cosa più importante della settimana, ovvero il Festival di Sanremo. Che ne dite? Chi secondo voi meritava la vittoria? Io sono un sacco affranta dal non aver sentito la canzone della Zaniccona nazionale e il suo testo molto pregnante, nonché quella di Pupo e quella degli Afterhours (e stavolta sono seria perché anche Mina li ha chiamati per fargli i complimenti).

Peccato, perché in ognuno degli altri testi ho percepito vette di originalità, soprattutto in quello di Albano che ci informa che “l’amore è sempre amore”..

Invece ho appena letto di una novità icredibile asd!

Marco Carta volta pagina: presto un nuovo duetto con Riccardo Fogli!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

"Stavolta non scrivo tanto..."
meno male!!! :D
ovviamente doveva vincere iva, altro che afterhours!
se l'hanno cacciata subito è solo colpa del discorso di benigni che l'ha penalizzata un sacco!

"Ti voglio senza amore
Perché mi fa più effetto
Averti dentro un letto che pensarti con faso pudore
Però ti tengo stretto finchè non mi farai gridare… sì… si"

che pena ragazzi!

Pino/Pippo Franco ha detto...

Che maialona Iva asd asd.

Cmq perchè nessuno commenta la battuta su Carta e Fogli? asd

Anonimo ha detto...

ah... non l'avevo mica capita... brrrrrr che freddura!!!!